Eco Connect Europe, Huawei e i partner per la diffusione digitale

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Eco Connect Europe, Huawei e i partner per la diffusione digitale

L’azienda cinese illustra strategie, investimenti e tecnologie per supportare, con i partner, lo sviluppo del business dei clienti e la crescita digitale dell’Europa. Capitalizzando su una presenza nel Vecchio Continente, ormai ventennale

06 Dic 2019

di Stefano Uberti Foppa

PARIGI – Sono numerose le iniziative che sostanziano la strategia europea di Huawei presentata di recente a Eco-Connect Europe, kermesse della Casa cinese tenutasi nella capitale francese con l’obiettivo di esplicitare il ruolo dei propri partner nella messa a punto comune di un ecosistema in grado di creare, oltre che business congiunti, anche le condizioni per contribuire allo sviluppo digitale globale del Vecchio Continente.

Senza contare che un’Europa più forte sul piano dell’innovazione digitale, permeata di relazioni, infrastrutture e tecnologie non solo di matrice occidentale-americana ma anche cinesi, è senza dubbio un elemento importante nella corsa che vede oggi la Cina impegnata a contendersi con gli Usa il primato per la supremazia globale nell’innovazione tecnologica e nella funzione strategica che avrà quest’ultima nel ridefinire i modelli di sviluppo economico e sociale dei prossimi due-tre decenni.

Oltre 500 partner e 4200 partecipanti a Eco-Connect Europe hanno quindi assistito agli speech del top management Huawei, finalizzati a chiarire al meglio la mission aziendale: portare il digitale ad ogni persona e organizzazione in forma intelligente e iperconnessa.

Un ecosistema incentrato sull’AI

Resterebbe uno slogan se dietro non ci fossero, come invece ci sono, investimenti e tecnologie importanti: “Pensiamo di investire circa 100 milioni di euro nei prossimi cinque anni – ha detto Jiang Tao, VP of Intelligent Computing BU di Huawei – per sviluppare un ecosistema incentrato su tecnologie di Intelligenza Artificiale, con attività nella ricerca di base, la costruzione di un’offerta di sistemi iperperformanti, il nurturing finalizzato alla creazione di talenti e il coinvolgimento stimato di circa 200 mila sviluppatori, 500 Isv partner e una cinquantina tra università e istituti di ricerca”.

foto Jiang Tao, VP of Intelligent Computing BU di Huawei
Jiang Tao, VP of Intelligent Computing BU di Huawei

Inoltre, non va dimenticata una base infrastrutturale importante, la tecnologia 5G di cui Huawei è leader mondiale, che grazie all’altissima velocità di connessione, abilita un’interazione iperveloce tra ogni tipo di oggetto “intelligente” (smart IoT), aprendo di fatto la corsa allo sviluppo di nuovi servizi, basati su reti potenti e intelligenti (con funzioni di AI e machine learning integrate che le rendono sempre più “autonomous”), destinati a cambiare lo scenario di business tra imprese e anche numerose abitudini sociali (acquisto, education, informazione, sanità, traffico, espressività artistico-culturale, ecc.).

Si tratta di un percorso, quello definito da Huawei, che avviene in naturale continuazione con un’attività che il colosso cinese (105,2 miliardi di dollari il fatturato 2018) sta portando avanti in Europa da ormai circa 20 anni e che vede le estreme performance tecnologiche di un’ampia offerta hardware, software e di rete, giocare un ruolo di primo piano nel processo di digitalizzazione europeo. In questo senso vanno inquadrate le tre key technology che Huawei mette al centro di questo scenario: Connectivity (connessioni globali garantite a persone e cose, in ogni luogo e in ogni momento, con al centro l’infrastruttura 5G); Intelligence (intelligenza e automazione diffusa in ogni comparto industriale e nella società grazie allo sviluppo di sistemi e di software di AI, con relativi processori tra i più performanti al mondo); Digital Platform.

Tre milestone tecnologici

DIGITAL EVENT 13 OTTOBRE
Customer experience: tutti i vantaggi offerti dai processi di Digital Identity
CRM
Intelligenza Artificiale

Se la strategia di Connectivity Huawei ruota attorno allo sviluppo di soluzioni e servizi a base 5G, la parte di Intelligence focalizzerà un lavoro congiunto con gli enti europei in merito agli aspetti regolatori e agli standard in tema di etica e security nell’AI; la generazione di nuove opportunità di business legate all’analisi dei dati, applicando tecniche di AI declinate nei differenti settori merceologici; lo sviluppo di nuovi progetti e competenze di AI lavorando a stretto contatto con l’ecosistema dei centri di ricerca europei ed università, mettendo inoltre a disposizione i propri OpenLabs di Parigi e Monaco, centri d’eccellenza nella Ricerca e Sviluppo di tecnologie AI.

Verrà ingaggiata pesantemente la comunità degli sviluppatori Ascend per nuove soluzioni da destinare ai differenti mercati verticali. L’AI training processor Ascend è il cuore di sistemi (spesso in cluster) di AI dedicati alla ricerca scientifica, astronomica, meteorologica, esplorazione/analisi geologica per estrazione petrolifera, smart city, autonomous driving e analisi dati IoT in genere. Sono il passaggio obbligato verso il cosiddetto deep learning (su cui sta lavorando, con i propri microprocessori neurali, anche Intel), cioè quella fase in cui tecniche, modelli e dati sempre più complessi consentiranno a questi sistemi, spinti ben al di là delle attuali capacità computazionali, di andare oltre la semplice analisi delle informazioni, per arrivare ad una maggiore comprensione del contesto, e quindi creare i presupposti per una capacità decisionale e interpretativa della complessità più completa e articolata.

foto Horizon Digital Platform
Horizon Digital Platform con Yan Lida

Infine, il terzo milestone Huawei è la Horizon Digital Platform. Il concetto di Digital platform è ancora sfumato, realizzabile secondo un “flavour” specifico di ogni azienda alle prese con la trasformazione digitale del proprio modello di business. Secondo IDC, è il vero e proprio motore tecnologico del cambiamento digitale di impresa, e viene definito come un “service center” all’interno di ogni azienda in grado di integrare in un insieme organico tecnologie (on premise e cloud), aggregare dati e generare rapidamente applicazioni, usando un’intelligence diffusa (gestione automatica dei task e del maintenance, self recovery dei sistemi, sicurezza adattiva e basata su AI analytics, continua analisi dei dati AI oriented) ed erogando servizi digitali standard in un portfolio fruibile dalle diverse tipologie di utenti (nonché realizzare anche servizi specifici per progetti ed esigenze elaborative ad hoc).

Infine sposa appieno il concetto di framework con concetti di astrazione dai sistemi sottostanti, cosa che consente alla piattaforma un’evoluzione semplificata al variare delle esigenze e delle tecnologie.

Tutto questo si prefigge la Horizon Digital Platform di Huawei, sviluppando il concetto di ecosistema aperto basato su architetture convergenti, cloud come base per l’integrazione dei processi e la fruibilità/diffusione di informazioni e dati aggregati, consentendo lo sviluppo e il deployment rapido di applicazioni nonché la connessione iperveloce tra applicazioni, device e cloud diversi. Un framework a disposizione dei partner su cui disegnare ambienti aperti (open platform) che, su misura delle esigenze di business dei clienti, creino vero valore competitivo.

Stefano Uberti Foppa

Digital innovation influencer

Giornalista professionista dal 1989, inizia ad occuparsi di giornalismo nel settore informatico nel 1981, partecipando all'avvio della sede italiana del settimanale Computerworld. Nel 1987 passa al mensile ZeroUno di cui nel 1997 assume la direzione insieme a quella del settimanale PcWeek Italia. Opinion leader riconosciuto nel settore Ict in Italia, è stato direttore responsabile di ZeroUno edito da Ict&Strategy, società del Gruppo Digital360, fino al febbraio 2019. Oggi è una delle principali firme del magazine.

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