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Microsoft AI Tour: è l’ora della “Frontier Transformation”



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Il reportage dell’evento itinerante della casa di Redmond. L’AI non è più sinonimo solo di efficienza ma di innovazione a 360° del business. L’AI economy spinge il PIL italiano, ma bisogna trovare con 4,5 milioni di talenti digitali. I casi virtuosi di Maire, FS e FiberCop

Pubblicato il 16 mar 2026



Frontier Transformation MS

In sintesi

Riassunto generato con AI

L’intelligenza artificiale entra in una nuova fase: non più strumento di produttività individuale ed efficienza, ma leva per riprogettare processi, strutture organizzative e modelli di business.

Microsoft la chiama Frontier Transformation, il quid che separa le realtà che si limitano a usare l’AI da quelle che riescono a modellarla per realizzare un vantaggio competitivo rilevante e duraturo. E in occasione della tappa milanese del Microsoft AI Tour, davanti a una platea di oltre 2.500 manager, imprenditori, partner e sviluppatori, i vertici della casa di Redmond hanno spiegato perché il tempo dei pilot è ormai definitivamente scaduto.

Dopo tre anni in cui le aziende hanno testato, esplorato e, spesso, rimandato, l’AI entra nella sua fase forse più critica: quella in cui non più sufficiente adottarla. Serve, invece, metabolizzarla e integrarla, instillarla in modo pervasivo e ubiquo nei processi, nei flussi di lavoro, nei gangli dell’organizzazione.

L’impatto economico dell’AI: entro il 2040 +18% per il PIL italiano

Il concetto è chiaro: l’AI Microsoft non è più soltanto una tecnologia che migliora la produttività individuale e l’efficienza, ma una leva strategica per ripensare e reinventare i modelli di business. Proprio in questo elemento di innovazione radicale è racchiusa l’essenza stessa del concetto di Frontier Trasformation.

E il messaggio è stato ribadito a più riprese sul palco dell’evento.

A Vicenzo Esposito, Amministratore Delegato di Microsoft Italia, il compito di aprire i lavori della kermesse. Il manager ha sottolineato come «l’impatto dell’AI non è più solo tecnologico ma economico e, soprattutto, sistemico». La sua adozione diffusa potrebbe generare un incremento significativo della produttività delle aziende e dei parametri di crescita dell’economia del nostro Paese «a patto, però – ha messo in guardia il manager –, di eliminare il rumore di fondo e concentrarsi sulle applicazioni che danno ritorni concreti e tangibili nel breve periodo e che possono essere governate in maniera sicura, responsabile e scalabile».

Frontier Transformation_Milano_Esposito
Vincenzo Esposito, AD di Microsoft Italia

Secondo le evidenze dell’AI Skills 4 Agents Observatory realizzato da Teha Group in collaborazione con Microsoft e Avanade e presentate sul palco dall’Amministratore Delegato di Teha Group e CEO di The European House – Ambrosetti, Valerio De Molli «un’adozione diffusa dell’AI potrebbe generare, entro il 2040, un incremento annuale del Prodotto Interno Lordo italiano di poco meno del 18%, che corrisponde a un valore aggiunto di circa 336 miliardi di euro e 5,9 miliardi di ore di lavoro risparmiate ogni anno».

AI Microsoft_Teha valore AI
Fonte: Teha Group (2026)

La diffusione dell’intelligenza artificiale è già significativa: 9 grandi aziende italiane su 10 utilizzano soluzioni AI e circa una su tre ha registrato incrementi di produttività superiori al 5%. Lo stesso studio stima aumenti a due cifre nella produttività media in diversi settori nei prossimi anni, con performance particolarmente significative nei comparti dei servizi professionali, dell’ICT e dei servizi finanziari.

Frontier Transformation_Teha impatto AI sulle professioni
Fonte: Teha Group (2026)

Nonostante i benefici attesi consistenti, l’utilizzo degli algoritmi è ancora troppo spesso ancorato a obiettivi di efficienza operativa, mentre il potenziale dell’automazione intelligente come motore di trasformazione del business è riconosciuto solo da una minoranza delle organizzazioni.

Dall’efficienza alla Frontier Transformation

Durante l’evento è intervenuto anche Judson Althoff, CEO Commercial Business di Microsoft, che ha illustrato la visione strategica di Microsoft per la nuova fase di sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Il concetto chiave, come già accennato, è quello di «Frontier Transformation, un modello che invita le organizzazioni a superare la logica della semplice ottimizzazione dei processi per ripensare il business in modo più profondo con l’AI. L’intelligenza artificiale diventa parte integrante del modo in cui le aziende innovano, prendono decisioni e creano valore», ha osservato.

«La strategia della Frontier Transformation – ha chiarito il manager – fa leva su tecnologie innovative che favoriscono la trasformazione profonda del business, ma anche su un ecosistema coeso attorno all’AI e su un framework applicativo pensato per arricchire l’Employee Experience, ripensare il Customer Engagement, riprogettare i processi di business e accelerare l’innovazione all’insegna del miglior allineamento tra tecnologia e cultura aziendale».         

Secondo Althoff, le organizzazioni che riescono a cogliere pienamente il potenziale della Frontier Transformation presentano alcune caratteristiche comuni: «Integrano l’AI nel flusso delle ambizioni umane, diffondono l’innovazione in tutta l’organizzazione e sviluppano una forte capacità di presidiare l’intero stack tecnologico garantendo un’osservabilità completa», ha sottolineato.

Judson Althoff CEO Commercial Business di Microsoft
Judson Althoff, CEO Commercial Business di Microsoft

Frontier Transformation: IQ stack per un’AI contestualizzata

Alla base di questa trasformazione, c’è un equilibrio perfetto tra due elementi fondamentali: Intelligence e Trust, ovvero intelligenza e fiducia. «Da un lato, quindi, la capacità dell’AI di amplificare l’intuito e le ambizioni umane, dall’altro la necessità di garantire sicurezza, governance e controllo delle tecnologie», ha evidenziato Althoff.

Sul primo punto, quello del potenziamento di capacità e attitudini individuali, un elemento chiave che permette all’AI di essere davvero utile è la capacità di operare adattandosi dinamicamente al contesto operativo.

Nel nuovo IQ stack di Microsoft, Work IQ, Foundry IQ e Fabric IQ lavorano insieme proprio per fornire agli agenti una comprensione profonda di processi, flussi di lavoro e scenari di business a più livelli.

Work IQ interviene sul modo in cui le persone lavorano collegando Microsoft 365 Copilot ai dati generati nelle attività quotidiane. In questo modo, gli agenti sono in grado di “comprendere” il contesto in cui si svolge il lavoro: chi è coinvolto, quali documenti sono rilevanti e quali sono le attività in corso.

Accanto a questo livello opera Foundry IQ, pensato per organizzare e rendere disponibili informazioni provenienti da fonti diverse, estendendo la capacità degli agenti di decifrare e utilizzare la conoscenza diffusa in azienda per integrarla nei flussi operativi.

Il terzo elemento è Fabric IQ, che interviene creando un tessuto unificato dei dati aziendali. Attraverso modelli semantici condivisi, consente di organizzare dati eterogenei in una struttura coerente e governata, una base informativa su cui possono operare applicazioni, analytics e agenti AI.

AI affidabile al cuore della Frontier Transformation

Sul secondo punto, invece, la casa di Redmond introduce un nuovo tassello a sostegno della strategia di AI affidabile con Microsoft 365 E7: Frontier Suite, una piattaforma che integra Microsoft 365, Copilot, Agent 365 e l’intero stack di sicurezza Microsoft.

L’idea è offrire alle aziende un ambiente unico e coerente in cui poter estendere l’adozione dell’intelligenza artificiale su larga scala, mantenendo allo stesso tempo pieno controllo su sicurezza, governance e conformità. In questo modo, le organizzazioni possono integrare l’AI nei propri processi operativi senza creare nuovi silos tecnologici, all’interno di un’infrastruttura progettata per garantire visibilità, protezione dei dati e gestione centralizzata delle attività degli agenti.Inizio moduloFine modulo

Le nuove tecnologie AI Microsoft: Copilot, agenti e Frontier Suite

L’evento itinerante è stato anche l’occasione per presentare le ultime novità della roadmap AI dell’azienda, che si concentrano in particolare sull’AI agentica.

Tra le principali novità c’è l’ultimo aggiornamento (la Wave 3) di Microsoft 365 Copilot, che introduce funzionalità agentiche avanzate all’interno delle applicazioni di produttività come Word, Excel, PowerPoint e Outlook. Copilot ora è in grado di orchestrare attività complesse, automatizzare interi flussi di lavoro, consentire agli utenti di creare agenti personalizzati e tra qualche mese integrerà anche funzionalità di coworking uomo-macchina.

Microsoft ha inoltre annunciato la disponibilità generale, a partire dal 1° maggio, di Agent 365, una piattaforma pensata per governare l’intero ecosistema degli agenti AI. Nel suo registro sono già presenti oltre 24 milioni di agenti e il sistema consente di monitorarli e gestirli con lo stesso livello di controllo utilizzato per le identità digitali e le applicazioni aziendali.

L’AI nelle aziende italiane: i casi virtuosi di Maire, FS e FiberCop

A conclusione della mattinata, una tavola rotonda ha portato sul palco le testimonianze “di prima mano” di aziende italiane che stanno già utilizzando l’AI per ripensare processi e modelli operativi all’insegna della Frontier Transformation.

Il gruppo specializzato nell’ingegneria impiantistica Maire ha adottato l’intelligenza artificiale generativa fin dalle prime fasi della sua diffusione. «La nostra organizzazione utilizza abitualmente Copilot ed è stata sviluppata anche una piattaforma interna dedicata alle applicazioni AI», ha spiegato il Chief Information Officer, Michele Mariella. Grazie a questo approccio, l’azienda ha creato circa 1.500 agenti AI che supportano processi strategici come procurement, ricerca e sviluppo ed engineering. «Noi gestiamo oltre 5 milioni di documenti ogni anno e con Copilot abbiamo la certezza che le persone abbiano accesso in ogni momento ai dati giusti».

Anche Ferrovie dello Stato Italiane sta puntando sull’intelligenza artificiale per modernizzare l’ecosistema della mobilità. Il gruppo ha introdotto «Copilot come strumento di supporto al lavoro quotidiano per oltre 50mila dipendenti e l’AI per migliorare l’efficienza operativa, favorire la condivisione della conoscenza e sviluppare servizi più evoluti per i passeggeri. Siamo partiti con i casi d’uso più semplici, come la manutenzione, presidiando soprattutto gli aspetti dell’empowerment delle persone, che per noi è fondamentale», ha evidenziato Massimiliano Garri, Chief Technology and Innovation Officer dell’azienda.

Il terzo panelist, Fabio Veronese, Chief Information Technology Officer di FiberCop, ha sottolineato la strategicità della collaborazione con Microsoft nello sviluppo di un sistema di Edge Cloud nazionale. «L’integrazione tra l’infrastruttura di rete di FiberCop e la piattaforma cloud Microsoft Azure permette di portare servizi di intelligenza artificiale più vicino ai territori e alle imprese, garantendo tempi di risposta estremamente ridotti e nuove opportunità per applicazioni industriali avanzate», ha osservato.

Tavola rotonda Microsoft AI Tour 2026
Tavola rotonda Microsoft AI Tour 2026

Il nodo delle competenze

Al centro della Frontier Transformation non ci sono solo tecnologie avanzate, ma la capacità delle persone e delle organizzazioni di usarle in modo consapevole, diffuso e continuo.

I dati dell’AI Skills 4 Agents Observatory di Teha evidenziano, qualora ce ne fosse bisogno, come la scarsa cultura digitale e le difficoltà legate alla gestione del cambiamento rappresentino il maggior ostacolo (72%) alla diffusione pervasiva dell’AI in azienda, insieme alla mancanza di adeguate competenze interne (68%).

Dalla stessa analisi emerge anche un significativo talent gap nel mercato: nel nostro Paese mancano, infatti, 4,5 milioni di professionisti con competenze digitali avanzate e il divario potrebbe arrivare a coinvolgere oltre 10 milioni di occupati entro il 2030.

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Fonte: Teha Group (2026)

AI L.A.B. e Microsoft Elevate: sostegno alle startup e formazione

Per rispondere in modo efficace al nodo critico dello sviluppo delle competenze, Microsoft ha attivato diverse iniziative mirate, con focus su upskilling, reskilling e accelerazione di progetti AI.

Tra le più importanti, il Microsoft AI L.A.B., inaugurato a Milano nel 2023, che ha già coinvolto oltre 500 aziende e 38 partner nello sviluppo di più di 700 progetti di intelligenza artificiale. Nel corso dell’anno, il laboratorio aprirà anche alle startup, con programmi di accelerazione dedicati.

Degno di nota è anche il programma globale Microsoft Elevate, che prevede un investimento da parte di Microsoft di 4 miliardi di dollari. L’iniziativa ha l’obiettivo di 20 milioni di persone nel mondo, di cui circa 400.000 in Italia, per colmare lo skill mismatch – ovvero il cronico disallineamento tra le competenze presenti sul mercato e quelle richieste dalle aziende – negli ambiti dell’AI e Generative AI.

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