L’adozione dell’intelligenza artificiale in produzione è già diffusa, ma il collegamento con i risultati di business rimane problematico.
Nel corso del suo intervento ai Digital360 Awards e CIOsumm.IT, Lorenzo Introna, Vice President North Europe di Forrester, ha presentato una prospettiva sull’evoluzione del CIO: «Si tratta di una prospettiva e di uno sguardo rivolto al futuro, senza framework rigidi, strumenti o metodologie operative. È una riflessione su ciò che ci attende, basata sui dati e sulle ricerche che abbiamo condotto in Forrester».
Da qui emerge la necessità di un ampliamento del mandato del Chief Information Officer, chiamato a collegare la gestione dell’infrastruttura IT agli obiettivi economici dell’impresa.
Indice degli argomenti
Collegare l’AI agli obiettivi di business
Adozione diffusa, benefici ancora limitati
Le indagini sull’AI condotte da Forrester documentano un’adozione già diffusa: il 78% dei partecipanti dichiara di utilizzare l’intelligenza artificiale in produzione. Soltanto il 13% delle aziende rileva però un impatto concreto sui risultati di business. Il collegamento fra impiego operativo e benefici economici resta quindi problematico.
La moltiplicazione delle iniziative non è sinonimo di maturità aziendale. Davanti alla platea dei direttori IT, Introna ha richiamato l’attenzione su una verifica fondamentale: «Una domanda cruciale che dovreste porvi all’interno delle vostre organizzazioni è la seguente: quante delle vostre attuali iniziative di AI sono definite come semplici progetti tecnologici o Proof of Concept volti a testare l’efficienza, e quante sono invece concepite in funzione di precisi risultati di business?».
Raccordare le esigenze del business e dell’IT
Introna distingue due prospettive interne che il CIO è chiamato a raccordare. Da una parte si collocano i business leader, che chiedono all’intelligenza artificiale di abilitare la crescita, offrire esperienze migliori, ridurre il rischio e garantire una maggiore velocità nei processi decisionali. Sul versante opposto, i leader tecnologici sollevano interrogativi relativi alle fondamenta necessarie: la disponibilità dei dati, la scalabilità delle architetture, la sicurezza informatica e la tenuta dei flussi di automazione.
Il CIO deve raccordare queste esigenze, traducendo gli obiettivi di crescita in requisiti per dati, architetture e processi operativi.
Competere sulla velocità di apprendimento
Integrare competenze umane e sistemi automatizzati
La diffusione delle piattaforme tecnologiche sposta il terreno della competizione sulla capacità delle imprese di ricavare conoscenza dal loro utilizzo.
«Le piattaforme tecnologiche in sé non costituiranno un fattore di differenziazione rispetto ai concorrenti – continua Introna -. Che stiate riprogettando i flussi di lavoro, migliorando l’esperienza dei clienti, supportando il personale operativo o creando nuovi prodotti, i vostri competitor avranno accesso alle medesime tecnologie, fonti dati e fornitori».
La reale discriminante competitiva risiederà altrove: «La vera differenziazione risiederà nella velocità con cui l’organizzazione riuscirà ad estrarre dati da tali casi d’uso, consolidare la conoscenza e trasformarla in intelligenza strategica per assumere decisioni migliori. Il vero fattore differenziante non è il possesso della tecnologia, ma la velocità di apprendimento: quanto rapidamente l’azienda impara e genera un impatto concreto per clienti, dipendenti e stakeholder».
Per rendere continuo questo processo, occorre integrare competenze umane e capacità dell’AI. Gli esperti apportano giudizio, creatività e conoscenze specialistiche; i sistemi automatizzati permettono di elaborare informazioni e ottimizzare i processi su larga scala. Da questa integrazione nasce l’intelligenza organizzativa, attraverso cui l’esperienza di ogni decisione contribuisce a migliorare quelle successive.

Dai dati alle decisioni
I due livelli dell’architettura: Data Layer e Intelligent Layer
Dal punto di vista architetturale, la sistematizzazione della conoscenza richiede un modello strutturato su due livelli principali.
Alla base si posiziona il Data Layer, deputato a integrare i dati strutturati provenienti dai sistemi gestionali ERP, dai database CRM e dagli ambienti di produzione, insieme ai dati esterni non strutturati legati alle interazioni con i clienti, ai trend di mercato e ai contesti demografici.
Sopra questo livello informativo opera l’Intelligence Layer, dove agenti AI, modelli predittivi, knowledge graph e strumenti di analisi elaborano i dati per supportare le decisioni aziendali.

Il contesto aziendale al centro della competizione
All’interno dell’Intelligence Layer, Introna individua nel contesto aziendale il campo di battaglia fondamentale: da esso dipende il valore reale estratto dall’intelligenza artificiale. Senza contesto, i sistemi intelligenti operano privi del collegamento concreto con la realtà dell’impresa.
Per questo motivo, grandi player tecnologici internazionali quali SAP, Microsoft e Salesforce competono per il presidio del contesto aziendale, da cui dipende la capacità dei sistemi di produrre risposte pertinenti alle esigenze dell’impresa.
Governare la qualità delle decisioni
Le quattro capacità da sviluppare
Fermo restando l’impegno costante nella gestione operativa dell’IT, il mandato del CIO si estende su quattro capacità chiave:
- Fiducia: costituisce la condizione imprescindibile per l’intera organizzazione, poiché l’adozione si arresta se gli stakeholder interni ed esterni non ripongono fiducia nelle decisioni generate dall’AI.
- Qualità decisionale: assicura che gli output dei modelli siano alimentati dalle competenze umane interne e non da dati di scarso valore.
- Visione di business: richiede informazioni tempestive e direttamente applicabili nei processi aziendali, poiché un’analisi tardiva perde ogni utilità operativa.
- Adattabilità: permette all’azienda di riposizionarsi rapidamente di fronte all’evoluzione dei mercati e della concorrenza.

Integrare competenze, controlli e responsabilità
L’adozione dell’intelligenza artificiale richiede anche di tutelare la fiducia di clienti e dipendenti. Gli errori operativi possono compromettere la reputazione dell’impresa; sul piano normativo, l’AI Act, il Data Act e le disposizioni nazionali aggiungono obblighi da integrare nei processi aziendali.
In molte grandi organizzazioni, le competenze necessarie esistono già, ma operano in strutture separate. Collegarle in un’architettura della fiducia unificata permette di integrare controlli e responsabilità nei processi decisionali.
Nella prospettiva delineata da Introna, il CIO assume il ruolo di intelligence leader, collegando infrastrutture, competenze e conoscenza aziendale. Il suo contributo si misura nella capacità dell’organizzazione di trasformare l’esperienza in scelte tempestive e affidabili, con effetti sul conto economico.

Una guida che trasforma la conoscenza aziendale in azione: un percorso più veloce grazie all’architettura della fiducia, più sicuro grazie alle tutele normative incorporate e capace di un maggiore impatto economico poiché collega direttamente la tecnologia ai risultati di business.
FAQ: CIO & Innovation
Come sta evolvendo il rapporto tra CIO e CISO nelle organizzazioni moderne?
Il rapporto tra CIO e CISO sta evolvendo verso una collaborazione strategica sempre più convergente. Secondo le analisi di IDC e Check Point Research, i ruoli tradizionalmente distinti potrebbero trasformarsi in figure alleate e sinergiche, fino a prospettare una leadership integrata. Questa evoluzione riflette la necessità di affrontare in modo coordinato le sfide di sicurezza emergenti nel contesto della trasformazione digitale.
Qual è il tema centrale dei Digital360 Awards e CIOsumm.IT 2025?
Il tema centrale dei Digital360 Awards e CIOsumm.IT 2025 è “L’essenziale nel digitale: cosa conta veramente nell’era dell’AI”. L’evento esplorerà cosa rimane fondamentale per l’essere umano nell’era dell’intelligenza artificiale, invitando i CIO a riscoprire le proprie capacità distintive non replicabili dalle macchine, come la leadership visionaria, l’intuizione strategica e l’attitudine a costruire relazioni. Il concetto di essenzialità viene definito come la capacità di focalizzarsi sulle priorità autentiche, investendo le risorse nelle iniziative che contano davvero.
Quali sono le competenze più importanti per un CIO moderno?
Per un CIO moderno, la competenza più importante è la capacità di gestire gli stakeholder, che supera di gran lunga la pura competenza tecnica. A seguire, sono fondamentali la comprensione dei processi aziendali e la conoscenza del modello di business. Questo riflette un cambiamento di paradigma: il CIO contemporaneo è sempre più un manager trasversale, un architetto di relazioni e processi, piuttosto che un esperto di specifiche tecnologie. Questa evoluzione conferma la trasformazione del ruolo verso una figura di sintesi tra tecnologia, business e relazioni umane.
Come impatterà l’intelligenza artificiale sul ruolo del CIO?
Secondo la maggioranza dei CIO, l’impatto dell’AI sul loro ruolo sarà rilevante. I principali benefici attesi includono l’aumento della produttività e il recupero di tempo per attività a maggior valore aggiunto, come l’innovazione e lo sviluppo del business. Un effetto interessante è anche la possibilità di internalizzare attività prima affidate a fornitori esterni, grazie alle capacità dell’intelligenza artificiale. Questo cambiamento spinge i CIO a concentrarsi su ciò che è realmente essenziale, distinguendo l’innovazione utile da quella accessoria e mantenendo un equilibrio tra hype tecnologico e concretezza operativa.
Chi è e cosa fa un CIO Chief Information Officer?
Il Chief Information Officer(CIO) è una figura chiave nell’organigramma aziendale moderno, responsabile della gestione e dell’implementazione delle tecnologie dell’informazione per supportare gli obiettivi di business.
Quando nasce il ruolo del CIO?
La figura del Chief Information Officer è emersa negli anni ’80, evolvendo da un ruolo puramente tecnico a una posizione strategica che influenza direttamente le decisioni aziendali e guida la trasformazione digitale.
Quali sono le responsabilità chiave del CIO moderno?
Il CIO moderno si occupa di allineare la strategia IT con gli obiettivi aziendali, gestire il budget IT, garantire la sicurezza dei dati e guidare l’innovazione tecnologica all’interno dell’organizzazione.
Quali competenze essenziali ha un CIO di successo?
Un responsabile della funzione aziendale tecnologie dell’informazione e della comunicazione di successo deve possedere un mix equilibrato di competenze tecniche, manageriali e strategiche per guidare efficacemente la trasformazione digitale dell’azienda.
Quali abilità tecniche sono richieste al Chief Information Officer?
Le competenze tecniche fondamentali includono una profonda comprensione delle architetture IT, dei sistemi di sicurezza, del cloud computing e delle tecnologie emergenti come l’IA e l’IoT.
Quali sono le soft skills critiche per la leadership IT?
Le soft skills essenziali per un CIO includono capacità di leadership, comunicazione efficace, pensiero strategico e abilità nel gestire il cambiamento organizzativo.
Il CIO è un ruolo ponte tra IT e business?
Il CIO moderno funge da intermediario tra il dipartimento IT e le altre funzioni aziendali, traducendo le esigenze di business in soluzioni tecnologiche e viceversa.
Quali sono le fasi di allineamento delle strategie IT con gli obiettivi aziendali?
Il CIO deve assicurare che le iniziative IT supportino e potenzino gli obiettivi strategici dell’azienda, massimizzando il ritorno sugli investimenti tecnologici.
Con chi collabora il CIO?
La collaborazione con
e altri dirigenti è cruciale per il CIO per garantire che la tecnologia sia integrata in tutte le aree dell’azienda e supporti la visione complessiva.
Quali sfide deve affrontare un CIO?
I responsabili della funzione aziendale tecnologie dell’informazione e della comunicazione moderni devono affrontare sfide complesse come la rapida evoluzione tecnologica, la crescente minaccia alla sicurezza informatica e la necessità di innovazione continua.
Qual è l’impatto del CIO sulla competitività aziendale?
Un CIO efficace può aumentare significativamente la competitività aziendale attraverso l’implementazione strategica di tecnologie che migliorano l’efficienza e creano vantaggio competitivo.
Come evolverà il ruolo del CIO?
Il ruolo del CIO continuerà ad evolversi, con un focus crescente sull’innovazione, la trasformazione digitale e la creazione di valore attraverso la tecnologia.
Quali tendenze influenzeranno la posizione del Chief Information Officer?
Tecnologie come l’IA, il machine learning, l’edge computing , gli IIoT e la blockchain stanno ridefinendo il panorama IT e il ruolo del CIO nel guidare la loro adozione.
Come cambieranno le responsabilità del CIO?
Si prevede che il CIO assumerà un ruolo ancora più strategico, con maggiore influenza sulle decisioni di business e un focus sulla creazione di valore attraverso l’innovazione digitale.
Come diventare un CIO?
Il percorso verso la posizione di responsabile della funzione aziendale tecnologie dell’informazione e della comunicazione richiede una combinazione di esperienza tecnica, competenze manageriali e una profonda comprensione del business.
Quali sono le qualifiche ed esperienze necessarie per aspirare al ruolo di CIO?
Tipicamente, un responsabile della funzione aziendale tecnologie dell’informazione e della comunicazione ha una solida formazione in informatica o ingegneria, spesso accompagnata da un MBA, e una vasta esperienza in ruoli IT di crescente responsabilità.
Quali sono i principali consigli per professionisti IT che mirano alla posizione di Chief Information Officer?
I professionisti IT aspiranti responsabile della funzione aziendale tecnologie dell’informazione e della comunicazione dovrebbero cercare opportunità per ampliare la loro comprensione del business, sviluppare competenze di leadership e acquisire esperienza in progetti di trasformazione digitale.
Come il CIO misura il proprio successo?
Il successo di un responsabile della funzione aziendale tecnologie dell’informazione e della comunicazione può essere misurato attraverso una serie di KPI che riflettono sia l’efficacia operativa dell’IT che il suo impatto sul business.
Indicatori di performance per valutare l’efficacia del CIO
Alcuni KPI chiave includono il ROI degli investimenti IT, i tempi di implementazione dei progetti, la soddisfazione degli utenti e il contributo dell’IT alla crescita dei ricavi.
Bilanciamento tra innovazione e stabilità operativa
Un CIO di successo deve trovare il giusto equilibrio tra l’introduzione di innovazioni e il mantenimento di operazioni IT stabili e affidabili.
















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