L’intelligenza artificiale non sta semplicemente introducendo nuovi strumenti nelle aziende: sta modificando il modo stesso in cui le imprese definiscono processi, sviluppano competenze e prendono decisioni.
È questo il punto centrale emerso dalla videointervista a Emiliano Rantucci, Presidente e Amministratore Delegato di Relatech, che descrive una fase in cui la trasformazione digitale non può più essere affrontata come una somma di progetti separati.
Secondo Rantucci, le imprese si trovano oggi a gestire contemporaneamente pressioni geopolitiche, sostenibilità, evoluzione delle supply chain, cybersecurity e crescente complessità tecnologica. L’adozione dell’AI accelera un cambiamento che coinvolge non soltanto l’IT, ma anche organizzazione, governance e modelli operativi.
«Non basta introdurre nuove tecnologie», osserva Rantucci. «Serve una revisione profonda del modo di fare impresa, capace di integrare strategia, processi, dati e competenze in una visione coerente».
Per questo motivo Relatech ha rafforzato il proprio posizionamento come partner end-to-end, con un focus particolare sulla media impresa e sul settore manifatturiero, uno dei comparti più esposti alla necessità di integrare innovazione tecnologica e continuità operativa.
Manufacturing: il nodo dell’integrazione tra fabbrica e digitale
Il manufacturing continua a rappresentare una componente centrale dell’economia italiana ed europea, ma molte imprese industriali si trovano oggi davanti a una nuova fase evolutiva. Accanto alla tradizionale eccellenza produttiva, diventano strategici temi come la gestione del dato industriale, l’automazione avanzata, la protezione cyber degli ambienti OT e l’integrazione tra fabbrica e sistemi digitali.
Frammentazione delle iniziative e complessità di governance
Secondo Relatech, uno dei problemi più diffusi è la frammentazione delle iniziative di trasformazione. Infrastructure, ERP, supply chain, cybersecurity e processi produttivi vengono spesso gestiti separatamente, coinvolgendo fornitori differenti e generando complessità nella governance dei progetti.
Questo approccio, sottolinea Rantucci, rischia di rallentare l’innovazione e rendere più difficile misurare risultati e ritorni degli investimenti.
L’obiettivo del gruppo è quindi costruire ecosistemi digitali integrati, capaci di connettere tecnologie, processi e competenze in modo coerente. In questa prospettiva, Relatech punta a combinare advisory, industrial automation, piattaforme digitali e cybersecurity per accompagnare le aziende lungo l’intero percorso di evoluzione.
Dalla trasformazione digitale alle “Frontier Firm”
Tra i temi affrontati emerge anche il concetto di “Frontier Firm”, modello organizzativo in cui persone e agenti AI collaborano nelle attività operative e decisionali.
Per Relatech, il valore dell’intelligenza artificiale non dipende soltanto dalla disponibilità di modelli generativi o piattaforme evolute, ma soprattutto dalla capacità di adattare queste tecnologie ai diversi contesti industriali.
È qui che diventano centrali i casi d’uso verticali. Nel manifatturiero, ad esempio, l’AI può supportare manutenzione predittiva, gestione documentale, controllo qualità e ottimizzazione della supply chain. In altri comparti (come healthcare, retail o banking) le priorità cambiano, richiedendo piattaforme, governance e competenze specifiche.
Secondo Rantucci, il vero tema non è quindi “adottare l’AI”, ma integrarla all’interno dei processi aziendali in modo sostenibile, sicuro e misurabile.
Il ruolo del change management
Accanto alla tecnologia, Relatech attribuisce un ruolo centrale al change management. La diffusione dell’intelligenza artificiale richiede infatti nuove competenze, capacità di gestione del cambiamento e una governance più strutturata dei processi di trasformazione.
Per molte imprese, la sfida non riguarda soltanto la scelta delle piattaforme tecnologiche, ma anche la capacità di accompagnare persone e organizzazioni in una fase di forte evoluzione culturale.
In questa prospettiva, Relatech intende evolvere ulteriormente il proprio modello di business attraverso investimenti in soluzioni AI verticali, partnership strategiche e competenze specialistiche.
La convinzione espressa da Rantucci è che nei prossimi anni le aziende più competitive saranno quelle capaci di integrare innovazione tecnologica, governance e visione industriale in un unico percorso di trasformazione. Non semplicemente imprese digitalizzate, ma organizzazioni in grado di ripensare il proprio funzionamento attorno a dati, automazione e collaborazione tra persone e AI.











