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NetApp e Commvault puntano sulla resilienza unificata per rafforzare la cybersecurity



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Le due aziende annunciano un’alleanza strategica per offrire una soluzione integrata di protezione dati e ripristino rapido. Al centro, una nuova visione di continuità operativa e sicurezza IT evoluta per affrontare ransomware e ambienti ibridi sempre più complessi

Pubblicato il 9 apr 2026



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La resilienza unificata si sta affermando come uno dei cardini su cui costruire strategie efficaci di sicurezza informatica. In un contesto in cui i dati si muovono tra cloud e infrastrutture on-premise come correnti in un sistema sempre più interconnesso, la capacità di proteggerli e recuperarli rapidamente diventa cruciale. È in questo scenario operativo che NetApp e Commvault annunciano una nuova alleanza strategica, con l’obiettivo di offrire una soluzione integrata per la protezione dei dati aziendali.

Resilienza unificata: una risposta alla complessità della cyber security moderna

L’iniziativa punta a garantire non solo sicurezza, ma anche disponibilità e recuperabilità dei dati lungo tutto il loro ciclo di vita, indipendentemente da dove risiedano. La convergenza tra tecnologie e competenze delle due aziende si traduce, così, in un approccio che mira a semplificare la gestione della resilienza in ambienti ibridi, sempre più diffusi e complessi.

«Questa alleanza consolida la leadership di NetApp e Commvault nel mercato, in rapida evoluzione, della cyber resilience e della protezione dei dati – ha commentato Davide Marini, Country Manager di NetApp Italia –. Insieme, stiamo aiutando i clienti a rendere la propria infrastruttura intelligente e sicura, con la certezza che i loro dati siano sempre disponibili, protetti e recuperabili, ovunque si trovino, ampliando al contempo la nostra capacità congiunta di go-to-market e favorendo la crescita in un segmento ad alta domanda».

Davide Marini, Country Manager Italia di NetApp

Perché la resilienza non può più essere reattiva: dati in crescita e nuove superfici di attacco

L’accelerazione dell’adozione di tecnologie come intelligenza artificiale, analytics avanzati e IoT sta generando una crescita senza precedenti nei dati che transitano attraverso i sistemi informativi aziendali, in particolare quelli non strutturati e mission-critical. Questo fenomeno non solo amplia il volume delle informazioni da proteggere, ma estende anche la superficie di attacco, rendendo più difficile intercettare e contenere le minacce.

La resilienza unificata assume, dunque, un ruolo strategico, perché consente alle organizzazioni di mantenere continuità operativa e conformità normativa senza sacrificare velocità e innovazione. Non si tratta più di reagire agli incidenti, ma di anticiparli e gestirli con un approccio integrato.

Il rischio ransomware e i limiti dei modelli tradizionali

Uno degli aspetti più critici resta la capacità di individuare tempestivamente gli attacchi ransomware, che spesso riescono a propagarsi indisturbati fino a compromettere anche i sistemi di backup. Quando questo accade, le conseguenze si amplificano, traducendosi in tempi di inattività prolungati e nel mancato rispetto degli obiettivi di ripristino.

«Spesso le organizzazioni rilevano attacchi ransomware troppo tardi, quando si sono già diffusi nei sistemi primari e nei backup, causando un raggio d’impatto più ampio, tempi di inattività prolungati e il mancato rispetto degli obiettivi di recovery time», ha puntualizzato Roberto Patano, Field CTO & Senior Manager Solution Engineering NetApp Italia.

Roberto Patano, Field CTO & Senior Manager Solution Engineering di NetApp Italy

Dalla prevenzione al ripristino automatizzato

L’alleanza tra NetApp e Commvault prende forma in una soluzione che accompagna il dato lungo tutto il suo ciclo di vita, dalla rilevazione delle minacce fino al ripristino. Le tecnologie di intelligenza artificiale consentono di identificare comportamenti anomali già a livello dello storage primario, mentre le funzionalità di backup evoluto permettono di mantenere copie sicure e pronte all’uso.

Il processo di recovery diventa così non solo più rapido, ma anche più affidabile, grazie a workflow automatizzati e validati che riducono il rischio di errore umano e accelerano il ritorno all’operatività.

«L’alleanza consente ai clienti di difendersi e ripristinare i dati dagli attacchi ransomware in tempo reale, supportare i requisiti di conformità e garantire la continuità operativa negli ambienti ibridi. Grazie alla combinazione di una resilienza comprovata e di funzionalità integrate di rilevamento e risposta, i nostri clienti possono avere la tranquillità che i propri dati siano disponibili, protetti e recuperabili ovunque si trovino».

Architettura a circuito chiuso e ResOps: il cuore della resilienza unificata

Uno degli elementi più distintivi dell’offerta congiunta è l’architettura di ripristino a circuito chiuso, che unisce capacità di rilevamento precoce del ransomware a meccanismi di risposta automatizzati. Questo approccio consente di intervenire prima che l’attacco si diffonda in modo irreversibile, migliorando sensibilmente gli obiettivi di recovery e riducendo la perdita di dati.

L’integrazione tra le tecnologie di NetApp, come l’Autonomous Ransomware Protection basata su AI, e le funzionalità avanzate di Commvault permette di costruire un sistema che apprende, reagisce e si adatta nel tempo. È qui che prende forma il concetto di Resilience Operations, un modello operativo che sposta la sicurezza da una dimensione reattiva a una proattiva, più simile a un organismo che riconosce e neutralizza le minacce prima che diventino critiche.

Resilienza unificata: da trend a requisito strategico

Nel pieno della trasformazione digitale, la resilienza unificata si sta trasformando da concetto emergente a requisito imprescindibile per la tenuta del business. Le organizzazioni non possono più limitarsi a difendersi, ma devono costruire un’infrastruttura capace di garantire continuità, affidabilità e capacità di recupero in ogni scenario.

L’alleanza tra NetApp e Commvault si inserisce in questa evoluzione proponendo un modello integrato che unisce sicurezza, automazione e intelligenza.

In un ecosistema digitale sempre più distribuito e interconnesso, la resilienza unificata diventa, così, la trama invisibile che tiene insieme dati, processi e business, garantendo che anche dopo un’interruzione il sistema sappia rialzarsi con rapidità e precisione.

Gli step futuri

La collaborazione non si ferma qui. Le due aziende stanno lavorando a ulteriori integrazioni, tra cui l’utilizzo della tecnologia di restore di NetApp ONTAP come destinazione per i processi di recupero, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente la perdita di dati e migliorare le prestazioni complessive.

«Il primo passo per definire la cyber resilience in azienda è la capacità di ripristinare con fiducia e velocità – ha dichiarato Edwin Passarella, EMEAI Field CTO di Commvault -. Insieme, Commvault e NetApp rilevano i potenziali attacchi vicino ai dati e prendono decisioni di ripristino affidabili per recuperare i dati in modo rapido e completo su larga scala. I nostri clienti congiunti potranno innovare con la certezza che i propri dati e business possano essere resilienti di fronte a qualsiasi interruzione».

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