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Sei procedure per verificare se i vostri backup funzionano

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Storage

Sei procedure per verificare se i vostri backup funzionano

25 Gen 2007

di redazione TechTarget

Esser certi di avere copie di sicurezza dei dati strategici è solo il primo passo. Per poter contare su un efficace restore è necessario verificare con periodicità che la “catena del backup” sia efficiente, comprese le persone che la gestiscono

Per un amministratore di sistema o dello storage aziendale c’è solo una cosa peggiore della perdita dei dati: scoprire che i backup non funzionano più. Per evitare che vi possiate trovare in tale situazione, vi proponiamo qui di seguito sei tip, che vi aiuteranno ad accertarvi che i vostri backup siano perfettamente funzionanti.

1. Eseguite dei test con regolarità . Questo è un aspetto basilare. Potete recuperare i dati? Non importa se il programma di backup “verifica” il backup, se non effettuate un reale recupero dei dati non sarete mai sicuri che la vostra copia di sicurezza funzioni. La frequenza con cui dovreste eseguire i test dipende in parte dalla natura della vostra attività. La raccomandazione generale è di eseguire un vostro protocollo di prova almeno una volta ogni quattro mesi.

2. Effettuate test realistici . Ovviamente non potete resettare il server per provare le operazoni di restore, ma raccomandiamo di eseguire un protocollo di test di backup per assicurarvi che tutti gli aspetti delle vostre operazioni di ripristino dati operino correttamente e che comportino interruzioni minime delle vostre consuete attività. Spesso potete automatizzare grandi parti del test, ma non fate economia su qualcosa solo perché deve essere fatta manualmente.

3. E’ necessario testare l’intera catena di backup. Non è sufficiente sapere che il nastro sia leggibile: siete sicuri di poterlo leggerlo sul sistema sul quale sarà ripristinato? Ciò è particolarmente importante quando effettuate un restore su una rete, SAN o di qualunque altro tipo, perché se un componente della stessa rete è configurato in modo non corretto può impedire al restore di funzionare (anche se forse non in modo permanente) ottenendo lo stesso effetto che si avrebbe se il nastro fosse rovinato. Una procedura utile è quella di selezionare un nastro o un volume a caso: cercatelo e provate a fare il backup dei dati che contiene (una nota circa l’individuazione del nastro: se è stato catalogato in modo errato e non è disponibile è come se fosse illeggibile.)

4. Anche i tecnici del vostro team e la documentazione fanno parte della catena di backup . I test sono un’occasione per addestrare chi lavora con voi nelle procedure di recovery e di backup, ma anche per individuare eventuali carenze nella vostra documentazione.

5. Verificate regolarmente tutti i vostri backup . Il backup non consiste solo in un software e in un supporto di memorizzazione, ma include tutti i livelli del vostro sistema per le copie di sicurezza, compresi i backup incrementali, tutti i backup su disco, i dischi di recovery e qualunque altra cosa abbiate ancora bisogno di far funzionare. Tutte questi prodotti devono essere testati per essere sicuri che funzionino correttamente (e che funzionino insieme).

6. Verificate regolarmente la conformità del recovery . Tecnicamente, la verifica della conformità del recovery non è una parte del backup, ma è una funzione sempre più importante che viene eseguita dai sistemi di backup. Testatela per assicurarvi che possiate recuperare i file, i log, le e-mail e qualsiasi altra cosa di cui la vostra azienda potrebbe aver bisogno per la conformità.

Nessuno dei predetti tip deve comportare azioni traumatiche. Infatti, se è un’azione è traumatica, significa che avete già scoperto di avere dei problemi. Se svolgete una procedura all’adeguato livello di completezza per la vostra impresa, e lo fate con regolarità, non dovrebbero essere necessari né un tempo né uno sforzo eccessivi.

redazione TechTarget

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