STRATEGIE

S2E guarda all’estero e accelera sull’AI sovrana. Il DG Salerni: «Siamo il punto di riferimento per queste soluzioni»



Indirizzo copiato

Chiuso il 2025 in crescita, S2E si prepara a un 2026 di consolidamento e proiezione internazionale. Il Direttore Generale Marco Salerni racconta la strategia dell’azienda tra AI generativa on premise, agenti da industrializzare e una presenza che si allarga oltre i confini italiani. Sullo sfondo, la partnership con Scaleway e lo spin-off Galene.AI

Pubblicato il 7 apr 2026



S2E guarda all’estero e accelera sull’AI sovrana. Il DG Salerni: «Siamo il punto di riferimento per queste soluzioni»
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

Quello dell’intelligenza artificiale sovrana è un mercato che sta crescendo a ritmi difficili da ignorare. Secondo un recente report di Market Intelo, infatti, giro d’affari globale dell’infrastruttura di AI sovrana, che valeva 15 miliardi di dollari nel 2025 dovrebbe infatti raggiungere i 118,5 miliardi entro il 2034, con un tasso di crescita annuo composto del 28%.

Dietro questi numeri c’è una spinta strutturale: entro il 2028, secondo IDC, il 60% delle multinazionali dividerà i propri stack AI attraverso zone sovrane distinte, triplicando i costi di integrazione man mano che la frammentazione normativa e i rischi legati alle catene di fornitura rallenteranno la scalabilità strategica.

Non si tratta di protezionismo tecnologico, ma di una nuova grammatica della competitività: la sovranità non si misura più solo in confini o riserve energetiche, ma in dati, algoritmi e nell’infrastruttura che li sostiene.

AI sovrana: tra frammentazione normativa e nuova competizione globale

Questa trasformazione sta ridefinendo anche le priorità dei CIO e dei responsabili della sicurezza: progettare architetture AI non significa più soltanto scegliere le tecnologie migliori, ma costruire ecosistemi in grado di adattarsi a normative in evoluzione, garantire resilienza operativa e mantenere il controllo sul ciclo di vita del dato. In altre parole, l’infrastruttura diventa una scelta geopolitica oltre che tecnologica, mentre l’integrazione si trasforma nel vero campo di battaglia competitivo.

È in questo spazio, ancora fluido ma già fortemente strategico, che si gioca la partita dell’AI sovrana. Le aziende non cercano semplicemente soluzioni, ma partner capaci di accompagnarle lungo un percorso che unisce innovazione, conformità normativa e sostenibilità economica. E dove la capacità di tenere insieme questi tre elementi non è più un’opzione, ma una condizione necessaria per restare rilevanti.

S2E e il focus su GenAI, agenti, cybersecurity, dati e infrastrutture

S2E ha scelto di presidiare questo mercato prima che diventi troppo affollato. La società milanese, che opera da oltre quindici anni al fianco di banche, assicurazioni e grandi imprese nei momenti più critici della loro trasformazione digitale, ha costruito negli ultimi anni un portafoglio di competenze che oggi copre esattamente i servizi considerati strategici dai responsabili IT di tutto il mondo: AI generativa, agenti intelligenti, cybersecurity, dati, infrastrutture.e

Una traiettoria non casuale, che è il risultato di scelte organizzative precise e di un modello di innovazione strutturato che ha già prodotto spin-off riconosciuti a livello internazionale. E che ora punta all’internazionalizzazione con la stessa metodicità con cui ha affrontato ogni fase del suo percorso di crescita.

Galene.AI: la GenAI on premise che piace a Gartner

Al centro della strategia di S2E sull’intelligenza artificiale c’è Galene.AI, la realtà scorporata dedicata all’AI generativa on premise. La soluzione permette alle organizzazioni di adottare modelli di linguaggio avanzati senza che i dati escano dal perimetro aziendale, tutelando il patrimonio informativo e il vantaggio competitivo dell’impresa. I riconoscimenti per questa tecnologia stanno già arrivando: «Tre menzioni di Gartner – osserva Marco Salerni, Direttore Generale di S2E – non è propriamente una cosa comune».

L’azienda è inoltre ospitata stabilmente negli stand di partner globali come Nvidia, TD Synnex e Dell come «punto di riferimento per l’AI sovrana».

Il modello degli spin-off di S2E: innovazione strutturata, non episodica

Galene.AI non è un caso isolato ma l’espressione di un metodo strategico consolidato in S2E. «Galene è solo uno degli spin-off che abbiamo fatto e ne seguiranno altri – spiega il manager –perché è proprio il nostro modello organizzativo che ci mette in questa postura per poter continuamente creare innovazione».

La logica è chiara: «È centrale il progetto, non il singolo investimento o il singolo percorso». Quando le condizioni si allineano – volontà delle persone, qualità del team, domanda di mercato – S2E trasforma l’esigenza in un’entità autonoma e scalabile.

I driver della crescita 2025 e le priorità di investimento per il 2026

Il 2025 si è chiuso per S2E con risultati in accelerazione. Le ragioni, secondo Salerni, sono prima di tutto interne: «I motivi per cui stiamo crescendo con questa intensità sono dovuti a fattori assolutamente organizzativi, di concentrazione e ottimizzazione di processi».

Un’evoluzione programmata che nel 2026 si rafforza con l’ingresso di nuovi profili manageriali: Egle Romagnolli nel ruolo di Direttore Marketing e Comunicazione e Giorgio Rocca, in quello di Business Unit Manager Enterprise Security Services.

L’AI agentica industrializzata

«Oggi abbiamo una maturità organizzativa che ci consente di fare degli investimenti molto più mirati che in passato», osserva Salerni, che per il 2026, identifica con precisione le due aree prioritarie in cui si concentreranno gli sforzi.

La prima è l’internazionalizzazione di Galene.AI: «Su 35 rivenditori, più di 10 sono in Europa, con aperture in corso anche verso gli Emirati Arabi e gli Stati Uniti».

La seconda è l’AI agentica, con un obiettivo specifico: trasformare gli agenti sviluppati da S2E in soluzioni replicabili e commercializzabili su scala. «Un conto è realizzare l’agente per uno specifico progetto – spiega il manager –, un altro è far diventare quell’agente una soluzione rivendibile e replicabile, industrializzarla per portarla su mercati verticali con centinaia o migliaia di clienti potenziali».

La sfida dell’integrazione: AI, dati e hyperautomation nei contesti enterprise

Dotarsi di un’infrastruttura AI sovrana è solo il punto di partenza. La vera sfida, per S2E, sta a valle: «Un conto è avere l’infrastruttura con un software che ti abilita, un conto è realizzare il caso d’uso», chiarisce Salerni. Nelle grandi organizzazioni, calare l’intelligenza artificiale sui processi reali richiede un lavoro profondo di analisi, progettazione e integrazione con i sistemi esistenti. Ed è proprio qui che entra in gioco il vero “mestiere” di S2E: trasformare il potenziale dell’AI in valore operativo concreto.

Non si tratta semplicemente di “attaccare” un modello ai sistemi esistenti, ma di orchestrare dati, applicazioni e processi in un disegno coerente, dove l’hyperautomation diventa il collante tra mondi spesso frammentati.

In questo scenario, l’integrazione non è un passaggio tecnico, ma un percorso strategico che richiede competenze trasversali, capacità di lettura dei processi e una profonda conoscenza del contesto enterprise. Solo così l’intelligenza artificiale smette di essere una promessa piena di incognite e diventa un ingranaggio reale dei processi aziendali, capace di incidere su efficienza, qualità e velocità decisionale. Ma anche su AI governance e compliance.

Tra i moduli della piattaforma Galene.AI spicca, a questo proposito, G Shield, che «consente di verificare continuamente se stai utilizzando le AI in maniera appropriata, ovvero in conformità alle specifiche dell’AI Act». Un verificatore in real-time che aggiunge alla piattaforma una dimensione di governance normativa, particolarmente rilevante per i clienti che operano nei settori regolamentati.

Mercati verticali di S2E: dal finance al manufacturing, passando per il farmaceutico

Il nocciolo duro del fatturato di S2E resta, comunque, quello proveniente dai clienti del settore bancario e finanziario – tra i più importanti, Intesa Sanpaolo, che con i suoi business needs in materia di gestione dei sistemi core in ambiente Cobol ha aperto la strada all’espansione di S2E in Lussemburgo. Ma lo sguardo del management dell’azienda è già oltre: «Andremo anche su altri mercati – anticipa con convinzione Salerni –. Il manufacturing è tra quelli osservati con maggiore attenzione, per la reattività decisionale delle aziende e la velocità con cui validano le soluzioni. Ma anche il farmaceutico è nel radar. La logica non cambia. Prima comprendere a fondo il bisogno e la sua replicabilità, poi progettare, realizzare e andare sul mercato».

Le strategie di internazionalizzazione

L’apertura di S2E LUX in Lussemburgo, affidata al CEO Stefano Pileri, segna il primo presidio organizzativo strutturato fuori dall’Italia. Ma il percorso verso i mercati esteri è fatto di passi misurati: «Siamo molto con i piedi per terra», tiene a sottolineare Salerni.

La Svizzera, ad esempio, dopo anni di analisi pur essendo presidiata è rimasta senza una sede locale. Il principio è chiaro: prima costruire i presupposti, poi compiere il passo. «In meno di un anno abbiamo fatto oltre 40 eventi all’estero – ricorda il manager – e stiamo già creando le premesse affinché quando faremo i passi siano i più solidi possibile».

Intanto, S2E ha già una persona a Parigi e una in Svizzera, e dialoga con enti e istituzioni in vista di ulteriori sviluppi.

Innovazione come cultura: la certificazione ISO 56000 e il modello non da system integrator

S2E sta anche avviando un percorso di certificazione ISO 56000, standard internazionale per la gestione dell’innovazione. «L’obiettivo è diventare noi stessi un fattore abilitante dell’innovazione degli altri», commenta Salerni, precisando subito la differenza rispetto al modello tradizionale degli integratori di sistemi puri. «Noi non siamo un system integrator – è categorico il manager –. La nostra azienda punta a essere autorevole sui propri verticali e a entrare direttamente nel valore generato per il cliente».

Una postura che, con la diffusione dell’AI, sta trovando sempre più consensi anche tra le imprese che fino a ieri guardavano all’innovazione con un certo distacco, se non addirittura con diffidenza.

La partnership con Scaleway: cloud sovrano europeo e AI Act compliant

S2E e Scaleway, cloud provider europeo del gruppo Iliad, hanno formalizzato una partnership strategica a copertura a 360° delle esigenze di intelligenza artificiale. Non si tratta di un accordo nato dall’oggi al domani: «Scaleway è nostro partner già da mesi – spiega Salerni – e la partnership corona un percorso che abbiamo fatto insieme con loro. Stiamo parlando di un operatore europeo, pienamente AI Act compliant, e per noi questo aspetto è molto importante».

L’accordo si inserisce nell’impegno dichiarato di S2E a favore di un modello di intelligenza artificiale europea e sovrana, in cui i dati rimangono sotto il controllo del cliente.

Perché la sovranità del dato è diventata una priorità strategica

Non tutti i dati, sottolinea Salerni, richiedono, però, lo stesso livello di protezione: «Non tutti i dati sono classificati, riservati o sensibili e quindi non c’è bisogno di averli sempre tutti in casa». Ragion per cui l’azienda si fa promotrice di un approccio ibrido, che affianca soluzioni on premise a infrastrutture cloud anche di grandi hyperscaler internazionali come AWS e Google.

Ma quando il perimetro di riservatezza è stringente, la posizione di S2E diventa esclusiva: «Se hai necessità di tenere i dati in casa, siamo gli unici a offrire questa soluzione», afferma il manager, definendo questo «un vantaggio competitivo importantissimo».

guest
0 Commenti
Più recenti Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati