Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

SD-WAN, il cloud ha bisogno di reti

pittogramma Zerouno

Attualità

SD-WAN, il cloud ha bisogno di reti

30 Nov 2017

di Riccardo Cervelli

La digital transformation ha bisogno del cloud. Le reti legacy non consentono di sfruttare al meglio le opportunità offerte da questo modello. Solo adottando reti di nuova generazione (next-gen network) le organizzazioni possono raggiungere gli obiettivi più ambiziosi di trasformazione digitale sfruttanto a pieno il paradigma as-a-service. La visione di Riverbed

MILANO – Secondo il 97% degli intervistati per la Global Survey 2017 di Riverbed Technology (1.000 decisori IT, operanti in 9 paesi) le infrastrutture legacy faticano a integrarsi in modo ottimale con le reti cloud e ibride. Il 92% ritiene che le strategie cloud in atto nelle aziende potranno raggiungere il loro massimo potenziale solo grazie all’implementazione di reti di nuova generazione. Ma l’adozione di reti next-gen, e in particolare delle Software-defined Wide Area Network (SD-WAN), settore in cui Riverbed ha iniziato a investire in modo significativo due anni e mezzo fa, e che dal 2016 presidia con la soluzione SteelConnect sono per il momento state dispiegate solo dal 4% delle aziende del campione. Tuttavia il 93% degli intervistati afferma che la propria organizzazione ha in programma di dotarsi di reti next-gen entro i prossimi quattro anni. Il 52% entro i prossimi due.

Perché le reti legacy non sono grandi amiche del cloud, come dimostra anche il fatto che il 93% degli interpellati per il Global Survey 2017 ha affermato di registrare, almeno una volta al mese, difficoltà cloud-related causate nello specifico dalle infrastrutture di vecchia generazione? “La digital transformation – spiega Gilles Azoulay, Regional Vice President Southern Europe di Riverbed – prevede un ruolo chiave da parte del network. Gli utenti che decidono di evolvere le reti per renderle più funzionali alla digital transformation si scontrano con la scarsa visibilità end-to-end permesse dalle infrastrutture legacy sulle applicazioni e i dati connessi via cloud”. Questa affermazione è supportata dal campione della Global Survey 2017: il 69% degli intervistati indica proprio nella natura del network legacy (monolitica e complessa da gestire) e nella mancanza di visibilità nel cloud che li caratterizza, il Tallone d’Achille dei progetti cloud aziendali.

Partita come azienda specializzata nella Wan optimization (grazie alla sua soluzione SteelHead, Riverbed è da molti anni fra i Leader nel Magic Quadrant di Gartner dedicato a questa tematica) negli ultimi anni Riverbed “ha spostato – come sottolinea Vittorio Carosone, Regional Sales Director Italia del vendor – sempre di più il proprio focus dall’infrastruttura all’utente, ossia alla user experience”. Il risultato è stato lo sviluppo di una piattaforma olistica, Riverbed SteelCentral, che include prodotti per l’End User Experience Monitoring (EUEM), l’Application Performance Management (APM) e il Network Performance Management (NPM).

Gli sforzi più recenti di Riverbed risultano incentrati sulla estensione delle funzionalità di tutti i suoi prodotti, dal supporto alle tradizionali architetture Lan e Wan tradizionali alle loro declinazioni in ottica software-defined. In parallelo sono stati stretti accordi di collaborazione con i public cloud provider (fra cui AWS e Microsoft, con Azure e le applicazioni Office 365) e con altre terze parti strategiche, come Zscaler, con la cui Cloud Security Platform le soluzioni SD-WAN di Riverbed possono oggi essere facilmente integrate.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

Argomenti trattati

Approfondimenti

R
Rete

Articolo 1 di 4