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Inail: cloud e fibra ottica per affrontare il “Click Day”

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Inail: cloud e fibra ottica per affrontare il “Click Day”

Come funziona il click day? Ne parliamo con il direttore centrale servizi informativi e telecomunicazioni di Inail, Stefano Tomasini (nella foto), che, per capire come vincere utilizzando questa procedura, ci racconta il progetto per gestire l’assegnazione di 205 milioni di euro di incentivi per la sicurezza del lavoro, con oltre 20mila richieste gestite sul filo dei millisecondi

18 Ott 2012

di Daniele Lazzarin

Nonostante le storiche criticità, l’interazione telematica tra imprese e pubblica amministrazione continua a progredire anche in Italia e un esempio interessante per i molti spunti tecnologici che offre è la procedura ‘click day’. Come funziona? Si tratta di un meccanismo per cui un certo insieme di risorse (stanziamenti per incentivi, permessi di soggiorno, ecc.) viene distribuito in base all’ordine cronologico delle richieste inserite sul portale internet dell’ente pubblico interessato.

Il concetto di click day, più correttamente indicato con il termine “finanziamento a sportello”, è piuttosto criticato perché decide l’assegnazione in base alla velocità di input della domanda, senza entrare nel merito, nel contenuto della domanda stessa.

Quindi come vincere? Solo se si è veloci, ma tale velocità deve essere supportata dalle infrastrutture e qui ci soffermiamo proprio solo sull’aspetto tecnico – che dal punto di vista dell’ente pubblico che lo gestisce pone notevoli sfide -, approfondendo un caso che riguarda Inail.

L’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, lo scorso giugno ha infatti assegnato 205 milioni di euro di incentivi per progetti di miglioramento della sicurezza del lavoro proprio con una procedura ‘click day’: ne abbiamo parlato con Stefano Tomasini, direttore centrale servizi informativi e telecomunicazioni di Inail. “C’è stata una serie di fasi preliminari in cui sono state ammesse alla domanda di incentivi circa 25mila aziende, poi abbiamo accettato le richieste effettive il 26, 27 e 28 giugno in due sessioni al giorno, in tutto sei sessioni di un’ora ciascuna”. Ogni sessione è stata dedicata a un gruppo di regioni, dato che ciascuna di esse aveva un preciso importo massimo (36 milioni la Lombardia, 26 il Lazio, ecc.) definito in base al numero degli addetti e alla gravità degli infortuni registrati.

Come essere sotto attacco Dos-Denial of service

“Essendo tra l’altro il contributo a fondo perduto, era prevedibile un forte afflusso di accessi al sistema in tempi molto ristretti e il si o il no dipendeva dal quanto e come essere veloci nel sottoporre la domanda: insomma una situazione, definita appunto click day, paragonabile addirittura in termini tecnici a un attacco Dos”, ci spiega Tomasini. Un attacco Dos (Denial of Service), lo ricordiamo, è una tecnica che paralizza un sistema It – di solito un sito web – attraverso un numero altissimo di tentativi d’accesso generati ad hoc.

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“In effetti il numero di domande e l’importo richiesto sono risultati molto superiori all’offerta: oltre 20.600 richieste per un importo di oltre un miliardo di euro, contro 4316 effettivamente accettate, per un importo di 205 milioni, con assegnazioni che si sono decise sul filo dei millisecondi”, spiega Tomasini.

Per gestire tutto questo, Inail ha predisposto una procedura software per il click day, per seguire l’utente in ogni fase del processo (compilazione e invio della domanda, gestione delle comunicazioni con Inail, supporto nella verifica requisiti, ecc.), con supporto da parte del call center, e anche sulle pagine Facebook e Twitter dell’istituto. Ma l’elemento sottoposto alle maggiori sfide, con tantissime persone simultaneamente che facevano di tutto per vincere con il click day, è stato ovviamente l’infrastruttura. “Il problema era progettare un sistema capace di gestire un gran numero di invii contemporanei, non solo garantendo la continuità del servizio, ma mantenendo le performance a livelli tali da poter rispettare la cronologia della presentazione delle domande”, spiega Tomasini.

Come essere veloci? Sfruttare un’architettura con due componenti ad hoc

In un primo click day di quasi due anni fa (gennaio 2011), con assegnazione di 60 milioni di € di incentivi sempre per la sicurezza del lavoro, Inail ha registrato un afflusso così imponente di richieste – con una punta di 1,5 milioni di accessi contemporanei – da registrare un black-out che per 7 minuti ha reso indisponibile il servizio. Pur avendo evitato in quell’occasione discriminazioni nelle assegnazioni, l’Istituto ha deciso di apportare sostanziali cambiamenti per il processo software click day del 2012. Dal punto di vista procedurale sono state definite infatti diverse sessioni per diverse regioni, ed è stato anticipato il momento della compilazione della domanda (anagrafica, descrizione del progetto, ecc.), per cui nella sessione di click day le aziende hanno dovuto inserire solo un codice identificativo, alleggerendo notevolmente i carichi di lavoro.

Come essere veloci? Dal punto di vista della piattaforma Ict, invece, Inail ha definito un’architettura ad hoc, basata su sistemi hardware (Hp) e software (Oracle WebLogic Server, Database Enterprise Edition e Real Application Cluster di Oracle) già in dotazione e su nuovi componenti adottati per l’occasione: un collegamento di rete dedicato ad alta velocità, un pacchetto di servizi di performance test su piattaforma cloud, un potenziamento della sicurezza basato su nuovi apparati anti-intrusione e un sistema per la raccolta e conservazione delle informazioni generate durante il click day.

“In particolare per il collegamento diretto tra il Pop di Fastweb [il Pop, Point of Presence, è il punto d’accesso fisico alla rete messo a disposizione dall’internet provider, ndr] e il Centro Elaborazione Dati di Inail, in fibra ottica, abbiamo concordato una velocità fino a 4 Gbps – precisa Tomasini -: in questo modo la piattaforma, grazie anche a tecnologie di bilanciamento e sicurezza di Cisco, può gestire fino a 100.000 nuove connessioni al secondo, e su essa abbiamo fatto confluire tutto il traffico internet generato dai collegamenti al portale Inail per il click day, separandolo dai normali accessi ai nostri sistemi, in modo che fosse più veloce vincere”.

Software per il click day, portando in cloud il test dei carichi

Quanto alla fase di performance e stress test, fondamentale per individuare i possibili colli di bottiglia e prevenire i rischi di indisponibilità o prestazioni inadeguate, è stata curata da Present, società che ha utilizzato la piattaforma CloudTest di Soasta, azienda californiana tra i maggiori specialisti mondiali di servizi di test in cloud. “Sono stati simulati i possibili percorsi di navigazione degli utenti, sollecitando tutti i componenti dell’infrastruttura – spiega Tomasini -. Il ricorso a una piattaforma cloud per il performance test ha permesso di scalare i carichi simulati, fino ai 50.000 utenti contemporanei che ci aspettavamo come picco, cosa che in un ambiente classico ‘on premise’ avrebbe richiesto grossi interventi infrastrutturali e tempi considerevoli per la predisposizione”.

Dal punto di vista tecnico e organizzativo il bilancio è positivo su tutta la linea: “Durante il Click Day le imprese hanno avuto accesso senza difficoltà al sistema e le risorse sono state regolarmente assegnate: le sessioni si sono esaurite in 4-6 secondi e le imprese hanno avuto conferma dell’assegnazione in pochi giorni”.

Ma un altro risultato cruciale, conclude Tomasini, sono le best practice accumulate in termini di competenze e approccio metodologico del gruppo di lavoro, che ha impegnato risorse Inail e di Fastweb, Hp, Oracle, e Present. Best practice, sottolinea il Direttore centrale servizi informativi e tlc di Inail, che l’istituto potrà riutilizzare in contesti simili a quelli del click day: “Recentemente è entrata per esempio in vigore una legge che obbliga all’utilizzo esclusivo del canale telematico per tutti gli adempimenti e le comunicazioni tra aziende e Pa: entro il 30 giugno 2013 tutti i servizi di Inail saranno erogabili in via telematica, e quindi presto l’esperienza, le metodologie e gli strumenti impiegati nel progetto Click day torneranno certamente utili”.


Click day, a ogni impresa 47.000 euro

Il click day 2012 di Inail ha riguardato la seconda tranche (205 milioni, dopo una prima tranche di 60 nel 2011) dei 750 milioni che l’istituto conta di assegnare entro il 2013 come contributi a progetti di miglioramento della sicurezza degli ambienti di lavoro. Gli incentivi sono a disposizione di tutte le imprese (anche individuali) iscritte alla Camera di commercio: l’Inail finanzia a fondo perduto fino alla metà dell’importo totale di ogni progetto presentato e risultato idoneo, fino a un massimo di 100.000 euro. L’importo medio erogato in questa tranche è stato di 47.000 euro circa. Il 51% delle imprese beneficiate ha al massimo 10 dipendenti, l’89% ne ha meno di 50, e solo il 5% ne ha più di cento. In termini di settori, circa la metà dei fondi assegnati è concentrata in sette attività economiche: fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature), costruzione di edifici, lavori di costruzione specializzati, industria alimentare, fabbricazione di altri prodotti dalla lavorazione di minerali non metalliferi, coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi, e commercio all’ingrosso (esclusi autoveicoli e motocicli).


Per il security management, anche Facebook e Twitter

Oltre al gruppo di lavoro principale, durante il click day 2012 di Inail diversi altri team hanno supportato la riuscita del progetto. Tra questi una squadra di Security Management, pronta a reagire in tempo reale a eventuali anomalie, composta da tecnici Fastweb coadiuvati da specialisti Cisco, per l’analisi del traffico e prevenzione di eventuali attacchi, che è rimasta attiva nei giorni precedenti e per tutta la durata del click day. “Inoltre – sottolinea Stefano Tomasini, direttore centrale servizi informativi e telecomunicazioni di Inail – è stato importante anche il contributo del contact center Inail e dei canali del nostro ufficio stampa su Facebook e Twitter, che hanno mantenuto un filo diretto di dialogo con l’utenza nelle fasi cruciali dell’operazione, chiarendo dubbi in tempo reale e incoraggiando anche lo scambio di informazioni e consigli tra gli stessi utenti”.

Daniele Lazzarin

Giornalista

Ingegnere gestionale (Politecnico di Milano) e giornalista professionista dal 1999. Scrivo di progetti di digitalizzazione nelle aziende e business application.

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