AppQuality ampia il suo perimetro d’azione e diventa Unguess

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AppQuality ampia il suo perimetro d’azione e diventa Unguess

Il 2021 della start up si è chiuso con un +100% del fatturato rispetto all’anno precedente e riparte con un nuovo posizionamento

26 Gen 2022

di Redazione

AppQuality, la start up nata nelle aule del Politecnico di Milano, ampia il perimetro di azione, che non è più solo user experience e software quality, ma si espande per consolidarsi nel territorio di market research, customer experience e cybersecurity, lavorando tanto su prodotti e servizi digitali quanto fisici.

AppQuality cambia dunque veste e con Unguess dichiara l’obiettivo di supportare le aziende nel “portare conoscenza condivisa all’interno dei loro processi per prendere le decisioni corrette sin dall’inizio eliminando le supposizioni, il guesswork, da cui il nuovo nome del brand”, come affermato da Luca Manara, Ceo di Unguess.

La startup punterà sempre di più sulla sua community di persone reali altamente ingaggiate, una sorta di tribù, dalla quale vengono di volta in volta selezionate le persone in target per offrire alle aziende risposte oggettive in ogni momento necessario e condividere feedback illuminanti in maniera veloce.

Gli altri elementi cardine della soluzione saranno la tecnologia, grazie alla piattaforma proprietaria flessibile e facile da usare, e la metodologia, scalabile in tutte le industry e località geografiche.

“Siamo nati come test di qualità per le app, ma in questi anni siamo andati oltre, viste anche le diverse richieste arrivate dai nostri clienti e dagli investitori. Oggi la nostra offerta è molto più vasta: in questi anni abbiamo testato qualsiasi tipologia di prodotti digitali, dalle app ai software, fino ai sistemi di digital payment, smart devices e e- commerce. Ma non solo: abbiamo portato la nostra community a testare anche prodotti fisici e persino negozi, attraverso supporti indossabili come gli smart glasses. A cambiare sarà lo spazio, mentre la community rimane la stessa, solo più allargata” ha spiegato Luca Manara, Ceo di Unguess.

Con un fatturato cresciuto del +100% solo nell’ultimo anno, rispetto al 2020, tra gli obiettivi della startup nel 2022 c’è quello di puntare al mercato estero per internazionalizzare la metodologia innovativa e consolidata, coinvolgere nuovi utenti e consumatori finali, già attivi da 130 diversi paesi nel mondo tra cui Brasile, Australia, UK, Cina, Hong Kong, Russia, USA, Svizzera, Cile e Arabia Saudita, oltre ai paesi dell’Unione Europea, e allargare ulteriormente il bacino di competenze della community grazie ai corsi gratuiti messi a disposizione sulla piattaforma proprietaria.

La startup collabora con medie e grandi imprese internazionali tra cui Pirelli, Costa Crociere, Gruppo De’Longhi, Bending Spoons, Enel, Lottomatica, Decathlon, Intesa Sanpaolo e molti altri, ma ha anche creato servizi a misura di startup.

Il metodo Unguess

Nell’ultima decade e soprattutto negli ultimi anni, a causa della sempre più rapida evoluzione digitale, è diventato più difficile per le aziende continuare ad offrire ai loro clienti finali una customer experience consistente e di altissima qualità. Ma essere smart fin dall’inizio del processo è possibile conoscendo le reali aspettative del consumatore in qualsiasi momento, grazie a informazioni di rilievo nel percorso di sviluppo per rendere un prodotto o servizio davvero efficace, prima e dopo il suo lancio.

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Unguess, più nello specifico, parte dall’esigenza sempre più diffusa delle aziende di eliminare le ipotesi e le supposizioni (il guesswork) dai processi decisionali, dando la possibilità di intercettare le esigenze dei consumatori e utenti reali grazie alla varietà di profili che compongono la community: in altre parole, la startup parla a persone reali per ottenere risposte reali.

“In un mondo sempre più digitalizzato con processi sempre più veloci, è necessario che le aziende si rendano conto di quanto importante sia portare il prima possibile, all’interno dei loro processi decisionali, quella che noi chiamiamo la conoscenza condivisa dei loro utilizzatori o consumatori o in altre parole, attingere a quante più informazioni possibili per essere in grado di offrire soluzioni, prodotti e servizi creati realmente sui bisogni dei propri consumatori ed ottimizzati dagli utilizzatori stessi. Questo permette sia di accelerare i processi di creazione, sviluppo ed implementazione sia di assicurare che l’offerta commerciale sia il più possibile human-centric” ha concluso Antonio Lorenzo, chief marketing officer di Unguess.

Da AppQuality a Unguess: “Be smart from the start”, il payoff e il nuovo logo realizzato da Squids Network. Una scia di quadrati che rappresentano i pixel, o più simbolicamente la community, si distribuiscono per formare il sorriso della U di Unguess. L’intenzione, infatti, è quella di portare la componente umana del crowd all’interno del logo, animandolo così come anima la soluzione offerta.

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Redazione

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