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Come una piattaforma di Agentic AI ottimizza i processi di software development



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Mentre gli sviluppatori fanno sempre più ricorso a soluzioni di AI generativa per supportare i propri task, le aziende sono già allo step successivo: le piattaforme agentiche, che grazie a team di professionisti virtuali possono orchestrare progetti complessi e ridurre il time to market. Vediamo come

Pubblicato il 19 feb 2026


Exprivia Point of View

Agentic AI software development

Tra gli ambiti in cui l’AI agentica inizia a rivoluzionare l’operatività aziendale, lo sviluppo software è uno dei più promettenti. La tendenza è già in atto, considerando che l’84% degli sviluppatori ha già adottato strumenti basati sull’AI o prevede di farlo nel prossimo futuro.

Tuttavia, la vera innovazione non consiste nello scrivere codice più velocemente, ma nel cambiare il modo con cui le aziende gestiscono i progetti software più complessi.

Le sfide attuali dei progetti di sviluppo software enterprise

Nel mondo dello sviluppo software, la pressione competitiva è molto forte: i clienti chiedono soluzioni sempre più complesse, flessibili, scalabili e personalizzate, da rilasciare in tempi sempre più stretti. Ridurre il time-to-market è diventata una priorità assoluta per le software house e i reparti IT, ma farlo senza compromettere la qualità o aumentare i costi richiede un cambio di paradigma.

«In questo momento, molte aziende sentono l’esigenza di rendere più rapido ed efficiente il processo di sviluppo software – spiega Nicola Tino, Responsabile Digital Factory Experience Management Solutions di Exprivia –. Abbiamo condotto analisi, testato soluzioni diverse e investito in modo strutturato per ottimizzare il processo, giungendo alla conclusione che l’unica risposta adeguata sia una piattaforma agentica in grado di intervenire su tutto il ciclo di vita del software. Questo approccio ci consente di accelerare le attività operative e valorizzare il contributo sia dell’automazione che dei professionisti (che restano in-the-loop, ndr), con l’obiettivo finale di essere più competitivi e di poter gestire più progetti in modo sostenibile».

Agentic AI software development: come funzionano le piattaforme multi-agente

Progettare e sviluppare software enterprise, soprattutto in ambiti mission-critical, ha sempre richiesto la presenza e il coordinamento di diverse figure professionali: business analyst, sviluppatori, software architect, esperti di sicurezza, project manager. A questa pluralità di ruoli si aggiungono competenze ulteriormente specializzate legate al settore di riferimento – come sanità, energia o logistica – e alle tecnologie adottate.

Negli ultimi anni, ogni funzione coinvolta in un progetto software ha iniziato a usare strumenti basati sull’AI per semplificare o velocizzare specifici task, come la scrittura del codice. Tuttavia, si tratta spesso di soluzioni isolate, frammentate, focalizzate su attività puntuali che mancano di una regia e di un fine comune.

Il vero cambio di paradigma arriva appunto con l’Agentic AI software development, ovvero con piattaforme integrate in cui AI Agent specializzati – ognuno con un ruolo e una responsabilità definita – operano in sinergia all’interno di pipeline strutturate. L’elemento innovativo non è solo la presenza di più agenti e delle relative competenze, ma il fatto che la loro attività sia orchestrata dalla piattaforma in funzione di un obiettivo comune e che, per raggiungerlo, gli agenti non si limitino a supportare i professionisti, ma collaborino anche tra di loro.

In un processo strutturato in ottica agentica non troveremo quindi soltanto un business analyst, un software architect e un esperto di sicurezza (virtuali), bensì dei ruoli specializzati in specifici settori – ad esempio healthcare ed energy – e tecnologie precise, come Microsoft o Salesforce. Questo perché ogni progetto deve poi integrarsi con l’ecosistema tecnologico e operativo del cliente, e un agente generico non è in grado di gestire tutte le variabili in gioco con la necessaria precisione.

«Abbiamo scelto fin da subito la strada della specializzazione – spiega Tino –. Ogni agente viene progettato con competenze verticali sia sul dominio settoriale che sulla tecnologia, perché si tratta dell’unico modo per ridurre al minimo le allucinazioni, che con l’AI generativa vanno sempre considerate. La combinazione tra specializzazione mirata e supervisione umana è ciò che ci consente di garantire output realmente affidabili anche nei contesti più complessi».

La soluzione Stratega di Exprivia

La soluzione sviluppata da Exprivia si chiama Stratega e viene definita come piattaforma agentica dotata di un orchestratore centrale che, ricevuto in input un contesto progettuale, seleziona il team più adatto all’interno di un catalogo di agenti AI specializzati, crea una pipeline di lavoro e coordina tutte le fasi del progetto, lasciando naturalmente la supervisione ai professionisti esperti.

La presenza del professionista è una precisa scelta progettuale volta ad affidare agli agenti virtuali le fasi più operative e ai professionisti gli aspetti qualitativi, strategici e di raffinamento del software: la validazione delle user story, la coerenza architetturale, l’aderenza ai vincoli normativi o tecnologici del cliente, per esempio.

Le funzionalità distintive di Stratega per l’ottimizzazione dei processi

Il processo inizia con il Project Manager che avvia un nuovo progetto caricando la documentazione ricevuta dal cliente: specifiche funzionali, vincoli tecnologici, obiettivi di progetto e settore di riferimento. Sulla base di queste informazioni, Stratega genera un primo output, che include una panoramica del prodotto da sviluppare, comprensiva di user story, requisiti non funzionali e possibili criticità progettuali. Dopo l’approvazione da parte del PM, la piattaforma costruisce il team istanziando agenti AI specializzati nel dominio applicativo e nello stack tecnologico.

I primi a entrare in azione sono gli agenti business analyst, incaricati di approfondire e strutturare i requisiti funzionali. Il loro output viene trasferito agli agenti software architect, che elaborano la proposta architetturale del sistema, identificano le integrazioni con i sistemi esistenti, definiscono i vincoli di sicurezza e curano gli aspetti infrastrutturali rilevanti.

Tutti i contributi generati vengono aggregati in un documento di sintesi, che rappresenta la descrizione completa del prodotto software da realizzare. Il team umano, sempre in-the-loop, analizza il documento e può interagire con la piattaforma per chiedere modifiche e chiarimenti tramite un’interfaccia conversazionale.

Una volta completata la definizione del prodotto, la piattaforma procede autonomamente a caricare tutta la documentazione tecnica nei sistemi del cliente, interfacciandosi – attraverso ulteriori agenti specializzati – con gli ambienti di sviluppo già in uso, come ad esempio Azure DevOps o piattaforme equivalenti.

In questo modo, nel giro di pochi giorni, il team di sviluppo si trova a operare in un contesto già pronto, documentato e allineato agli obiettivi del cliente (interno o esterno), con una significativa riduzione dei tempi di preparazione e onboarding. La supervisione resta nelle mani del project manager, che ha il compito di assegnare manualmente i task alle risorse coinvolte, mantenendo così piena governance sul progetto.

Il futuro dello sviluppo software: Agentic AI per coding e testing

Formalmente, il lavoro della piattaforma Stratega potrebbe concludersi qui, ma Exprivia ha già attivato una serie di evoluzioni che ne ampliano le potenzialità. La prima è il supporto diretto agli sviluppatori nella fase di coding.

Oggi, molti developer usano strumenti AI-based per scrivere codice, ma spesso i prompt non sono adeguati o mancano di contesto. Stratega può intervenire: «Uno degli aspetti più interessanti – commenta Tino – è che la piattaforma permette allo sviluppatore di generare un prompt già ottimizzato e costruito tenendo conto dell’intero contesto progettuale. Questo prompt può poi essere utilizzato con qualsiasi motore generativo, con la garanzia di ottenere risposte molto più coerenti con gli obiettivi e i vincoli del progetto».

Infine, guardando al prossimo futuro l’attenzione è tutta rivolta al testing, che com’è noto è una fase critica del ciclo di vita del software, nonché molto onerosa in termini di tempi e di costi. In tal senso, Stratega fornisce agli sviluppatori delle checklist personalizzate per la verifica manuale del codice, ma si sta già lavorando a una funzione di generazione automatica delle test list e di esecuzione dei test, sempre con l’obiettivo di liberare tempo e risorse per le attività a maggiore valore aggiunto.

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