Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Mobilità i servizi per la nuova impresa

pittogramma Zerouno

Mobilità i servizi per la nuova impresa

02 Mag 2004

di Ezio Pacchiardo

La comunicazione wireless coinvolge molte e diverse tecnologie. da quelle della rete a quelle dei device. ma realizzare un sistema capace di supportare gli utenti mobili nel loro lavoro resta un compito complesso.Peraltro, gestori Tlc e fornitori It sono all’opera e i servizi per la mobilità sono sempre più efficaci e sicuri, in grado di abilitare modelli operativi capaci di dare alle imprese significativi vantaggi di competitività

Nelle attività quotidiane, e in particolare in quelle inerenti il lavoro, possiamo riconoscere due tipi di relazione. Il primo è da persona a persona, che avviene tipicamente a voce, in presenza o al telefono, ma anche con lo scambio di messaggi scritti o immagini (via sms, fax, chat…). Il secondo è da persona a macchina, o sistema informativo; che quando si aggiunge e accompagna al primo accresce il valore della relazione stessa permettendo agli interlocutori di accedere a informazioni, documenti e strumenti operativi. Poter disporre delle informazioni, o delle applicazioni e servizi, di cui si ha bisogno, ovunque ci si trovi, è alla base del concetto di mobilità.
La mobilità comprende e si avvale di una quantità di strumenti e tecnologie: dai dispositivi per l’utente alle reti (cablate e wireless), dai servizi infrastrutturali a quelli aziendali. In sintesi e non senza un po’ di enfasi, alcuni definiscono questo nuovo ambiente come composto di ubiquità, di multimedialità e di globalizzazione dei servizi.
Quantitativamente, il fenomeno della mobilità è valutabile con relativa facilità. Se si tiene conto delle esigenze di movimento degli addetti alle vendite, dei tecnici dell’assistenza e manutenzione e dei rapporti che a livello manageriale si devono tenere con clienti, fornitori e partner in genere, si raggiunge una quota del personale variabile dal 25 al 40% e più, in relazione al particolare settore in cui l’azienda opera e alla sua struttura. Più difficile è valutare e quantificare vantaggi e costi del sistema della mobilità, a causa del gran numero di fattori da considerare, tra cui il numero delle comunicazioni, la loro durata e il loro costo unitario sono i più incisivi.

Il ‘sistema’ della mobilità
L’attenzione alla “mobility” ha avuto un’evoluzione parallela, seppure con diverse velocità ed accelerazioni, in dipendenza dell’evoluzione tecnologica degli elementi che contribuiscono alla creazione della soluzione.
– Nei dispositivi d’utente si va dal telefonino, allo smartphone, al Pda e al portatile (notebook e tablet) e a una loro combinazione e sovrapposizione, come ad esempio Pda più telefonino, o notebook più tablet, ad indicare l’esigenza di crescita di disponibilità di funzioni per l’utente finale.
– Nelle infrastrutture si va dalla rete terrestre a quella satellitare (andata e ritorno diretta via satellite) a quella di tipo “sistema satellitare” (andata al satellite servente la zona in trasmissione, rimbalzo ad altri satelliti del sistema, ritorno dal satellite servente la zona in ricezione), come nel progetto Iridium, una costellazione di oltre 66 satelliti gestiti dalla Boeing. In realtà la trasmissione satellitare, passati gli entusiasmi di metà anni ‘90 e persa la competizione con il sistema terrestre, è ancora in cerca di un pieno spazio economico-funzionale. Ha ottenuto però un discreto successo per la sua capacità di operare a macchia di leopardo, soddisfacendo a mercati di nicchia quali i servizi per la difesa, gli interventi di emergenza o i network dell’informazione e alle esigenze di copertura di aree geografiche non servite dai sistemi terrestri (come nelle comunicazioni con le piattaforme petroliferi). Inoltre, è uno dei sistemi di comunicazione considerati in quelle aree nei paesi in via di sviluppo dove è difficile e costoso pensare ad infrastrutture tradizionali.
Infine, e soprattutto, vi è l’evoluzione nella disponibilità dei contenuti e nella distribuzione del servizio di accesso. Il processo della comunicazione mobile aggrega tutta la serie di valori aggiunti apportati dai fornitori dell’infrastruttura, dai costruttori dei terminali, dai fornitori di contenuti, pubblici e privati, e ovviamente dagli operatori delle reti. Questi ultimi sfruttano il grande “asset” dato dall’insieme dei clienti serviti e dell’infrastruttura, sviluppando modelli di business che, con investimenti incrementali e talvolta marginali, permettono di offrire nuovi servizi a tutta l’utenza.
Nelle reti wireless per il servizio pubblico bisogna distinguere tra le reti cellulari, ben conosciute e che offrono una piena mobilità, con un grado di copertura e livello di servizio soddisfacente anche se perfettibile, e le reti “fixed wireless”, cioè con copertura wireless che fa centro da una postazione fissa) attualmente in sviluppo e che si presentano come alternative all’ultimo miglio cablato.

Mobilità a livello locale
Oltre al wireless pubblico è da considerare poi il wireless privato, ovvero le Wireless Lan aziendali. Questa soluzione, che per analogia con il concetto di “last mile” delle reti cablate si potrebbe definire “last yard”, oltre a rispondere ad esigenze di mobilità interna è anche un modo per ridurre i costi dell’infrastruttura cablata, che è comunque necessaria almeno per il collegamento delle antenne distribuite nell’area di proprietà. Le WLan esistono da tempo, ma non hanno avuto un grande successo a causa dei costi e della mancanza di sicurezza. In realtà, anche se questi due problemi non sono interamente risolti, vi sono oggi soluzioni abbastanza economiche ed abbastanza sicure da non poter ignorare questa tecnologia di mobilità. Una WLan risulta, ad esempio, utilissima (ed anche relativamente economica) per cambiare il lay-out dei posti di lavoro in reparti ed uffici in seguito a riorganizzazioni aziendali. Per la sicurezza poi esistono una quantità di soluzioni (Vpn, cifratura dei dati, sistemi di autenticazione e autorizzazione, limitazioni al raggio d’azione della radio frequenza e così via) capaci di dare un livello di affidabilità accettabile anche per le transazioni di business.
Tra i sistemi wireless a livello locale sono da annoverare anche quelli a corto raggio (“last feet”, potremmo dire), quali il Bluetooth per le comunicazioni tra dispositivi (Pc, notebook, stampanti, ecc.) e l’Rfid (Radio Frequency Identification) usato ad oggi per la gestione e la logistica dei materiali.
Anni fa la giapponese Ntt-Docomo introdusse un modello di business e di go-to-market basato su un’offerta di trasmissione dati ad un prezzo dipendente dal volume dei dati trasmessi e non dal tempo di occupazione della connessione. Oggi i servizi i-mode contano oltre 47 milioni di utenti, il che oltre all’indubbio richiamo dell’offerta evidenzia anche la dimensione quantitativa della domanda, e la differenziazione dei prezzi tra servizi voce e servizi dati è stata rapidamente accettata anche da molti operatori di altri paesi quale modello efficace per massimizzare il business.

Un mercato a due dimensioni
La motivazione di questa scelta appare evidente dalla struttura del mercato della mobility. Il potenziale per i servizi ai singoli cittadini è ben maggiore di quello per i servizi business. In Italia una valutazione del genere, tralasciando gli affinamenti, si può fare a partire dal numero di abitanti: poco oltre 57 milioni, che dispongono di circa 55 milioni di linee mobili. Il mercato business, considerando che gli occupati sono circa il 35% degli abitanti e che di questi solo un terzo ha bisogno del servizio per motivi di lavoro, raggiunge circa il 12% del totale mercato. Se aggiungiamo che la propensione alla spesa per il servizio ludico è meno controllata di quella per il servizio business (si pensi alle telefonate inutili, tipo “sono in arrivo” o analoghe) il peso che i servizi orientati al singolo possono avere risulta preponderante.
Queste proporzioni però non distolgono l’attenzione dei gestori dalle opportunità offerte dal mercato business, come dimostrano i servizi Hot Spot di Telecom Italia, per navigare in Internet quando si è in movimento, o la piena mobility di i-Mode proposta da Wind.

L’evoluzione e la varietà dei servizi
I servizi proposti dalle reti wireless (vedi tabella) partono dai servizi di base, dati dall’infrastruttura stessa o da applicazioni a questa strettamente correlate, come l’indirizzamento e trasporto, la commutazione, il roaming, la gestione delle chiamate, l’indirizzamento alternativo, il call back e così via. A questi servizi sono poi associati quelli tipici dell’amministrazione degli utenti, dei servizi da questi utilizzati e della relativa misurazione e fatturazione. Ad un livello superiore si collocano le applicazioni contenenti un maggior valore aggiunto e fruibili da tutti gli utenti, quali i servizi di storage dei contenuti, di store & forward, di traduzione da testo a parlato e viceversa, di riconoscimento della voce, eccetera. Si tratta di un’area in forte sviluppo, ampia e anche molto diversificata, la cui mira è di offrire servizi interessanti e capaci di aumentare in modo anche consistente l’Arpu (average return per user).
In questa scala crescente di valore si collocano infine i servizi per le imprese che attraverso la Rete permettono ai loro operatori di accedere alle basi dati e alle applicazioni aziendali di Scm, Crm, Erp e quant’altro per eseguire consultazioni o transazioni. Questi servizi possono essere utilizzati congiuntamente con i precedenti a seconda delle esigenze degli utenti e del livello di sicurezza che la rete consente.
Da quanto esposto, risulta evidente che il valore dei nuovi servizi cresce al crescere dell’integrazione tra rete e applicazioni, che a loro volta traggono maggior valore dall’allargamento dalla base privata a quella più estesa del Web. Inoltre, nuovi servizi sono in sviluppo e tra questi quelli che stanno più rapidamente emergendo comprendono:
– la localizzazione (privacy permettendo) della zona geografica di dove si trova l’interlocutore chiamante, chiamato o semplicemente ricercato;
– la guida alla ricerca del luogo voluto, con indicazione del percorso per raggiungerlo;
– il Push-to-Talk, che permette di utilizzare il telefono cellulare come un walkie-talkie per le comunicazioni da uno a uno o da uno a molti (Visiongain, una società focalizzata su e-business, prevede tra cinque anni oltre 350 milioni di utenti PTT nel mondo, per un business di circa 12 miliardi di dollari);
– l’instant messaging vocale;
– il Wap, che nonostante chi lo voleva un servizio ormai morto, nel solo mese di novembre 2003 ha scaricato (secondo la newsletter Smau) 940 milioni di pagine.
A questo è da aggiungere l’interesse per l’integrazione sul telefonino della macchina fotografica digitale. Un’indagine svolta negli Stati Uniti dalla società di ricerca di mercato Zelos Group rivela che su 1.300 utenti le prime due preferenze in relazione a nuovi servizi sono per il Push-to-Talk (apprezzato per la maggiore efficienza e il minor costo rispetto alla normale chiamata cellulare), subito seguito appunto dal servizio per l’integrazione della fotocamera digitale.
Nell’area business i servizi preferiti continuano ad essere quelli che riguardano il modo di connettere un venditore alle applicazioni della sua impresa, per verificare la disponibilità del prodotto, il corretto valore del prezzo, quando può essere consegnato e così via. Tutte informazioni ottenibili con il collegamento diretto ad una applicazione che può essere quella di supply chain, del listino prezzi, oppure anche di Crm, in questo caso per conoscere lo stato dei rapporti tra quel particolare cliente e la società.
Certamente in area business gioca un ruolo molto importante, dal lato dell’applicazione sul server, la capacità di supporto multi-device, dal telefonino al Pda al notebook e al tablet, poiché le esigenze al riguardo possono essere molto diverse a seconda del servizio che l’impresa vuole ottenere.
Questi servizi applicativi aziendali sono trasparenti alla tecnologia della rete del gestore in quanto operano ad un livello superiore a quello dei servizi di rete cui il dispositivo dell’utente deve essere abilitato. L’orientamento attuale dei produttori è verso l’integrazione dei dispositivi di comunicazione (cellulare, Wi-Fi e Bluetooth insieme) sullo stesso dispositivo d’utente per renderlo utilizzabile nei diversi ambienti, dal ‘last mile’, al ‘last feet’.


I servizi delle reti wireless

Tipi di Servizi di Rete

Servizi applicativi
d’utente ICT
Servizi applicativi della Rete
Servizi a valore aggiunto della Rete
Servizi di base di Rete
Infrastruttura di Rete

Livelli dei Servizi all’utente

Accesso a Informazioni, Accesso a DB,
Transazioni Commerciali,
SCM, CRM, ERP, . . .
Store & Forward, Storage, TTS,
STT, Mobile Blogging, WAP, . . .
Localizzazione, Portale vocale
Directory, Push to Talk, Contenuti, . . .
Amministrazione utenti, Call back,
Indirizzamento alternativo, . . .
Indirizzamento, Trasporto, Commutazione,
Roaming, Call set-up e shot down . . .

Ezio Pacchiardo

Articolo 1 di 5