Avaya: la Comunicazione è “Software Defined”

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Avaya: la Comunicazione è “Software Defined”

In occasione dell’edizione 2016 di Forum PA, ZeroUno ha incontrato Armando Capone, Head of Sales Engineering Team di Avaya, che ha approfondito i progetti in ambito Unified communication & collaboration per la Pubblica Amministrazione.

07 Ott 2016

di Patrizia Fabbri

Agenzia delle Entrate, Miur, Lombardia Informatica, Comune di Roma… la presenza di Avaya nella Pubblica Amministrazione per l’offerta e la realizzazione di soluzioni e servizi per la Unified communication & collaboration è di lunga data, come testimonia il rilascio di numerosi progetti.
Nel corso dell’ultima edizione del Forum PA abbiamo incontrato Armando Capone, Sales Engineering Manager dell’azienda, per approfondire alcuni aspetti di questi progetti, in particolare quello realizzato per l’Agenzia delle Entrate. Prima di entrare nello specifico abbiamo però voluto capire da Capone come si sta muovendo l’azienda in un settore come quello della Unified communication & collaboration, protagonista, negli ultimi anni, di profondi cambiamenti nei processi di comunicazione delle aziende e delle pubbliche amministrazioni: “Avaya è un’azienda moderna e innovativa che affonda le proprie radici nella storia delle telecomunicazioni, derivando dalla tradizione dei laboratori Bell. Una lunga storia alle spalle, sempre improntata però all’innovazione”, premette il responsabile della progettazione delle soluzioni che spiega come oggi la strategia dell’azienda sia focalizzata su due direttrici: “Avaya ha elaborato una strategia e un’offerta che definiamo full stack.

Armando Capone, Head of Sales Engineering Team di Avaya

L’idea di base è che per essere efficaci all’interno delle aziende e delle pubbliche amministrazioni è necessario intervenire su tutto il processo di comunicazione, abilitando tutti i possibili canali, garantendo una user experience efficace e di qualità, integrando gli eventi di comunicazione real time con le applicazioni dell’azienda e agendo quindi su tutti i livelli tecnologici abilitanti, dalla parte di networking fino agli endpoint di nuova generazione, passando per l’infrastruttura di comunicazione e le applicazioni aperte e interoperabili”. In questo ambito è dello scorso anno l’annuncio da parte di Avaya dell’architettura Sdn Fx Fabric Networking, che consente di semplificare e automatizzare il modo con cui i nodi degli apparati interagiscono nella rete e che costituisce la risposta Avaya alla costruzione delle Software Defined Network.

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Questo annuncio si accompagna a quello di Avaya Breeze, piattaforma tecnologica che semplifica lo sviluppo di applicazioni di comunicazione aziendale integrandole con i sistemi informativi grazie alla realizzazione di plug in denominati Snap In, realizzati da Avaya e dall’intera comunità dei partner e disponibili su Avaya Snapp Store, store di e-commerce specifico per queste applicazioni.
Il secondo elemento è facilmente intuibile considerando la tipologia stessa delle soluzioni presentate: “L’azienda sta evolvendo verso un futuro sempre più orientato ai servizi e alla realizzazione di sistemi completamente software perché questa è la direzione da intraprendere per aiutare le organizzazioni, pubbliche e private a evolvere verso la trasformazione digitale. Fin dal 2009 con la prima release della piattaforma di unified communication Avaya Aura, l’azienda ha costruito le basi per una foundation centralizzata in grado di fornire servizi alle applicazioni di comunicazione (VoIP, Call Center, Video e Web), completamente software e basata sui protocolli di nuova generazione (Sip, Ims). La proposizione di tali soluzioni non può essere seria ed efficace – specifica Capone – senza la capacità di assistere e accompagnare il cliente nelle fasi di disegno e di realizzazione dei sistemi in cloud o presso le sedi del cliente; per questo tradizionalmente Avaya è in grado di mettere in campo la propria competenza attraverso un settore interamente dedicato ai servizi professionali”.
Tornando ai progetti per la Pa, Capone si sofferma su quello realizzato per l’Agenzia delle Entrate che ha coinvolto 400 sedi e 40.000 utenti dove Sogei è l’erogatore del servizio e Avaya il partner tecnologico. “La situazione di partenza – spiega Capone – era costituita da un’architettura completamente distribuita e quindi ridondante: un pbx in ogni sede, tecnologie eterogenee, predominanza di servizi Tdm/Legacy. Il nuovo progetto, basato su tecnologia Ip, vede l’implementazione di 3 sistemi centralizzati in alta affidabilità, linee verso la Pstn centralizzate e ottimizzate con la presenza di gateway locali per l’accesso alla rete solo nel caso di sedi di grandi dimensioni”. L’utilizzo del core Avaya Aura ha consentito l’integrazione e l’interoperabilità anche con altre tecnologie di comunicazione ancora presenti presso l’amministrazione, ottenendo per esempio un unico piano di numerazione.
“Anche se non esattamente quantificato – precisa Capone – è stato raggiunto un notevole livello di risparmio (linee telefoniche, energia, hardware footprint, gestione erogabile da un unico centro) ed è in atto lo studio per l’aggiornamento delle piattaforme Pbx con l’obiettivo, in prospettiva, dell’aumento dell’affidabilità grazie alla messa in campo di un sito di Disaster Recovery”.
Un investimento che consente all’Agenzia delle Entrate di essere già pronta per le evoluzioni future. la tecnologia supporta infatti funzioni avanzate di Unified Communication (video, messaggistica, chat, servizi di presenza).
Capone ricorda infine come sia fondamentale per le pubbliche amministrazioni che vogliono approcciare investimenti tecnologici potersi muovere all’interno degli specifici strumenti amministrativi designati, e cioè le convenzioni stipulate a livello centrale: “Il fatto che Avaya si sia aggiudicata le ultime 3 convenzioni Consip per i servizi di comunicazione e sia uno dei player per la convenzione Spc facilita la presenza della nostra azienda come fornitore di numerose amministrazioni”.

Patrizia Fabbri

Giornalista, Direttore responsabile ZeroUno

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno dove è stata prima caporedattore, poi vicedirettore e dal 2020, direttore.

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