AgriTech

La startup AntifurtoArnia recupera arnie rubate grazie al tracciamento GPS

Persevera in Italia il fenomeno dei furti in apiario: oltre 22 mila accadimenti a stagione, in un settore che conta quasi 64 mila attività di apicoltura e oltre un milione e mezzo di arnie. Grazie al sistema di antifurto con tracciamento GPS invisibile dall’esterno, progettato dalla startup tech di Cesena AntifurtoArnia, sono state ritrovate in perfetta salute circa 600 arnie in tutto il Paese.

Pubblicato il 09 Mar 2022

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Il CEO Roberto Pasi e il CTO Gabriele Garavini, Founders AntifurtoArnia

Anche in confronto ai numeri di altri Paesi, l’apicoltura rappresenta una vera e propria eccellenza del territorio italiano che è sempre più messa a dura prova dagli eventi meteorologici avversi, dall’ingente uso di prodotti chimici e pesticidi e dal fenomeno dei furti, di rado riportato alla cronaca ma che danneggia un comparto molto prezioso per la salute dell’ambiente e di tutti noi. Un’eccellenza tutta da tutelare e rispettare, partendo anche dal contrasto della criminalità.

Infatti, c’è un fenomeno di cui si parla poco, ma che interessa l’Italia intera, da Nord a Sud, e conosce forse l’intervento della criminalità organizzata: il furto delle arnie è sempre più diffuso nel nostro Paese, tanto che i dati del FAI (Federazione Apicoltori Italiani) riportano oltre 22 mila accadimenti a stagione, in un settore che conta quasi 64 mila attività di apicoltura e oltre 1 milione e mezzo di arnie secondo l’Anagrafe Nazionale Zootecnica.

Per far fronte a questo fenomeno, la startup di Cesena AntifurtoArnia, nelle persone di Roberto Pasi, CEO, e Gabriele Garavini, CTO, ha progettato un sistema di antifurto a GPS, inserito nell’arnia e invisibile dall’esterno, che permette di monitorarla e tracciarne lo spostamento. Non solo, la tecnologia implementata prevede un sistema di monitoraggio anche dello stato di salute delle api, tramite l’analisi di alcuni parametri fondamentali come umidità e temperatura.

Il funzionamento è semplice quanto efficace: una volta scaricata sul proprio smartphone l’app “b-secure” e dopo aver inserito l’antifurto all’interno dell’arnia, l’apicoltore riceverà in tempo reale le informazioni relative al proprio apiario e sarà tempestivamente avvisato in caso di furto. L’antifurto, inoltre, è collegato alle forze dell’ordine, che in caso di azione dei ladri verranno immediatamente allertate.

In Italia, furti di arnie sempre più frequenti. Uno dei più recenti tra Ferrara e Parma

Il numero di furti in apiario è considerevole e coinvolge tutta Italia. Uno degli ultimi riguarda un apicoltore di Ferrara, iscritto all’associazione di Ravenna, al quale sono state rubate 45 arnie per un valore totale di circa 20.000 euro, ritrovate poi tutte e in piena salute nei pressi di Parma, grazie al sistema di antifurto a GPS. Le forze dell’ordine in allerta hanno tracciato le coordinate del malviventi, che dalle campagne ferraresi hanno percorso circa 200 km, evitando le autostrade, e sono giunti nel parmense, dove sono stati colti in flagrante e accusati di abigeato, un reato che prevede fino a 8 anni di carcere.

“Il fenomeno del furto delle arnie è un problema annoso del nostro Paese, nonché un danno enorme in termini economici per gli apicoltori e le apicoltrici che lo subiscono” dichiara Roberto Pasi “Spesso, tuttavia, gli apicoltori hanno timore a denunciare, per le ripercussioni che potrebbero ricevere e perché, in fondo, non nutrono grande fiducia nei sistemi di ritrovamento che invece sono molto funzionali. Grazie al sistema a GPS che abbiamo implementato è possibile mettere un punto a tutto questo, restituendo le arnie e la dignità a coloro che ogni giorno mettono anima e corpo in questo delicato e importantissimo mestiere”, continua Pasi.

La tutela delle api e dell’ambiente passa anche dalla tecnologia

Oltre all’evidente danno economico, i crimini legati al settore dell’apicoltura hanno un riscontro negativo anche sull’ambiente, per cui le api svolgono un ruolo indispensabile. Secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), infatti, oltre il 40% delle specie di insetti responsabili dell’impollinazione rischia di scomparire. Si consideri che le api domestiche e selvatiche contribuiscono al 70% dell’impollinazione delle specie vegetali sul pianeta e garantiscono il 35% della produzione totale di cibo. In Europa, infine, l’80% delle 264 specie coltivate deriva dall’impollinazione degli insetti (Fonte: EFSA, 2009).

Questi numeri evidenziano in primis la vitale importanza che gli impollinatori assumono nell’ecosistema globale e in secondo luogo l’enorme danno economico, ambientale e sociale che deriverebbe dalla loro estinzione – parzialmente già in atto – e dal crollo del settore. Contribuendo alla conservazione della flora e al mantenimento delle biodiversità, infine, gli insetti impollinatori rivestono un ruolo unico persino nella misurazione dello stato di salute dell’ambiente, che risentirebbe in maniera notevole di una loro progressiva diminuzione.

“La tutela delle api e dell’apicoltura passa anche dalla tecnologia e noi in AntifurtoArnia realizziamo ogni giorno di più quanto sia urgente prendersi cura di questo insetto, essenziale anche alla nostra sopravvivenza. Riuscire a prevenire, o almeno a fermare, i furti e i danni agli apiari deve diventare una priorità per tutti coloro che operano nel settore e il nostro impegno in questo senso sarà sempre più intenso”, conclude Gabriele Garavini.

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