Una delle caratteristiche più innovative delle soluzioni cloud native è la scomposizione delle applicazioni in microservizi che vengono poi riaggregati in container rendendo più agili le applicazioni stesse. La containerizzazione rappresenta un tassello importante della vision tecnologica di Micro Focus. “Negli ultimi due anni – dice infatti a ZeroUno Danny Cavion, EMEA Business Development Manager di Micro Focus – la nostra azienda ha investito molto sui container che possono essere spostati da un ambiente all’altro senza scrivere nuovo codice. Gartner afferma che questa tecnologia abbatte i costi dell’IT in misura superiore alla virtualizzazione”.

Com’è noto, la virtualization aiuta ad ottimizzare l’utilizzo delle singole infrastrutture IT grazie all’astrazione dell’hardware: “La containerization – sottolinea Danny Cavion- si basa su un livello di astrazione ancora superiore, per permettere la migrazione delle applicazioni fra ambienti IT molto eterogenei e distribuiti, dall’on-premise al multi-cloud. La sfida per i responsabili dei servizi IT diventa quindi quella della scelta degli ambienti più idonei dove migrare i container e di come far usufruire ovunque gli stessi servizi IT, quali il Service Management o altre applicazioni su misura di specifico utente. Considerato che sono sempre di più i provider che offrono piattaforme public cloud che supportano i container, secondo Gartner si può già parlare di un mercato Hybrid IT che vale oltre un miliardo di dollari”.






















