Quanti sono i nostri dati personali che le aziende posseggono e dai quali possono trarre profitto? Parte da questa domanda Madhumita Murgia, European Technology Correspondent al The Financial Times, per dimostrare come le nostre identità, delle quali lasciamo “briciole” di informazioni sparse nei vari repository delle aziende più disparate (da Facebook ai negozio che fa proximity marketing, da Google a chi gestisce i servizi di geolocalizzazione della nostra auto), possono essere utilizzate per fini più o meno legittimi e dei quali non abbiamo cognizione. Quello lanciato da Murgia è un allarme che ci deve mettere in allerta sulla facilità con la quale mettiamo a disposizione i nostri dati.
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