Oracle Cloud facilita la modernizzazione con una region italiana

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Attualità

Oracle Cloud facilita la modernizzazione con una region italiana

Per sfruttare i numerosi e innovativi servizi applicativi, infrastrutturali, per lo sviluppo e le analisi di Oracle Cloud, i dati delle organizzazioni italiane non dovranno più necessariamente attraversare i confini. E’ nata la prima Oracle Region italiana a Milano, nel cuore economico e industriale italiano

20 Dic 2021

di Riccardo Cervelli

Lo scorso 15 dicembre Oracle ha inaugurato la prima “region” italiana di Oracle Cloud a Milano, capoluogo di una regione che da cui proviene quasi un quarto del PIL nazionale. “Siamo felici – ha detto nel corso di una diretta online Jae Evans, CIO globale di Oracle – di lanciare oggi in Europa due nuove region: quella di Milano e quella di Stoccolma. Con queste due iniziative permettiamo ai clienti che hanno le loro sedi nelle due regioni di perseguire strategie di business continuity e di data sovereignty a livello locale. Inoltre, gli stessi clienti potranno usufruire, senza uscire dalla propria region, della suite integrata di oltre 60 applicazioni business, soluzioni infrastrutturali, tool di sviluppo, dati per i data scientist e per le applicazioni di artificial intelligence (AI), in particolare di machine learning (ML). Fra i target a cui miriamo ci sono sia tutti i large account sia molte piccole realtà che utilizzano, per il loro business, applicazioni cloud native. I grandi clienti [che hanno molte applicazioni e database tradizionali, ndr] saranno facilitati ad accelerare i loro progetti di migrazione al cloud con fiducia anche di ottenere i massimi livelli di performance e security”.

Tempismo rispetto alla competizione e al PNRR

Le aperture delle prime nuove region in Italia e in Svezia portano a 11 questi data center presenti nella regione Europe Middle-East Africa (EMEA) e a 5 quelli specificatamente nell’Unione Europea. Extra UE si segnalano due region nel Regno Unito (una per clienti commerciali e una riservata agli enti governativi), una in Svizzera (Zurigo), una in Israele (Gerusalemme), una in Arabia Saudita (Jeddah) e due negli Emirati Arabi Uniti (Abu Dhabi e Dubai). Finora le uniche region nell’UE erano quelli di Marsiglia in Francia, Francoforte in Germania, e Amsterdam in Olanda. Con le nuove inaugurazioni a Milano e Stoccolma, Oracle ha raggiunto le 36 region a livello globale. L’obiettivo è arrivare a 44 entro il 2022.

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In un mondo globalizzato in cui aumenta la competizione economica fra diverse aree geografiche, con questo forte impulso dato negli anni più recenti alla costruzione di nuove region in tutto il mondo, Oracle si pone in una posizione privilegiata per supportare, ma allo stesso tempo beneficiare, degli sforzi di trasformazione digitale delle aziende e delle pubbliche amministrazioni nei singoli paesi e continenti. “Siamo molto felici – ha affermato, nel corso del suo intervento la CIO globale di Oracle – di aprire la prima region italiana nel momento in cui stanno per arrivare nel vostro paese i fondi europei per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La region di Oracle sarà d’aiuto all’economia italiana nel suo rilancio”.

La modernizzazione digitale ha bisogno del cloud

Dal canto suo, Alessandro Ippolito, VP & Country Manager italiano, conferma che “la region di Milano potrà supportare anche le iniziative promosse nell’ambito del PNRR, che mira a promuovere il rilancio dell’economia dell’Italia facendo leva sulla modernizzazione digitale. La region di Milano mette a disposizione dei clienti la gamma più ampia di soluzioni cloud per la modernizzazione delle applicazioni aziendali, per aiutare le organizzazioni del Paese a operare in modo sempre più competitivo sui mercati globali”.

Quanto alle maggiori, e anche inedite, opportunità offerte dai paradigmi cloud alla modernizzazione delle applicazioni, numerose sono arrivate le affermazioni a sostegno da parte di clienti di Oracle Italia.

Per esempio, due rappresentanti di Trenord e ATM, hanno raccontato l’esperienza congiunta delle due società nell’integrazione dei servizi di biglietteria nell’area della Città Metropolitana di Milano. L’iniziativa è partita nel 2017 utilizzando i servizi Oracle Cloud erogati dalla region di Francoforte. L’apertura della region di Milano ha incoraggiato le due aziende a proseguire nella scelta di Oracle Cloud anche per i servizi in continua evoluzione del Consorzio SBE (Servizio di Bigliettazione Elettronica), che consentirà di erogare un unico titolo di viaggio interoperabile per usufruire di mezzi di trasporto urbani, interurbani, regionali, su gomma, rotaia e perfino laghi lombardi. Una strategia, hanno sottolineato i rappresentanti di Trenord e ATM, che trarrà vantaggio dalla riduzione di latenza nelle interconnessioni offerta da una region locale.

Sovranità dei dati e latenza minima come driver di migrazione

La capacità di una cloud region nazionale di sostenere l’ottemperanza ai requisiti stringenti di sovranità dei dati cui devono sottostare le aziende operanti in mercati regolamentati è stata sottolineata negli interventi dei rappresentanti di Banca Mediolanum e dell’Inail. Quest’ultima ha spiegato come, per rispettare le indicazioni governative sui livelli di criticità e residenza dei dati, un anno e mezzo fa l’ente abbia deciso di creare una “propria nuvola cloud” con l’utilizzo della soluzione Exadata Cloud@Customer di Oracle. Tuttavia, nel suo intervento, la rappresentante dell’organizzazione che gestisce l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali anche ammesso di vedere con favore un’eventuale apertura di un data center analogo, per servizi e prossimità, anche a Roma, ma soprattutto ha auspicato che la nuova region di Milano possa essere integrato i data center della Pa che saranno utilizzati da Polo Strategico Nazionale (PSN).

E ha ricordato come il progetto di consolidamento dei database di Inail nell’Exadata Cloud@Customer di Oracle abbia rappresentato un’opportunità per svecchiare applicazioni esistenti e costruirne di nuove.

Anche un rappresentante di Unicoop ha testimoniato che la migrazione al cloud di Oracle di applicazioni aziendali (per loro, un esempio importante, è stato il data warehouse) può aumentare di molte volte le performance e ottenere notevoli risparmi attraverso il pay-per-use. Avere una region Oracle locale, inoltre, aumenterà il coraggio di molte aziende a migrare applicazioni business-critical che necessitano di tempi di latenza e di disaster recovery più vicini possibile allo zero.

Riccardo Cervelli

Giornalista

Classe 1960, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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