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I punti cardinali per orientare le strategie in ottica Industria 4.0

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Intervista

I punti cardinali per orientare le strategie in ottica Industria 4.0

18 Mag 2017

di Nicoletta Boldrini

Infrastrutture cloud, nuovi servizi applicativi, digital workforce e sicurezza, sono le basi su cui impostare i piani di trasformazione e innovazione in azienda, a fare da collante a tutto questo è una governance It software defined che consenta di elevare l’agilità di sistemi e processi

Che la digitalizzazione, qualunque connotazione le si voglia dare, sia divenuta tendenza pervasiva tanto da scardinare consolidati modelli di business e addirittura cambiare i comportamenti delle persone è ormai assodato. Marco Fanizzi, Vice President & Managing Director Dell EMC Enterprise Italia, ci illustra quali sono, dalla sua prospettiva, i punti cardinali attorno ai quali prende forma tale trasformazione: “Il 2017 è senza dubbio l’anno dell’Industria 4.0 che potrei tradurre come la digitalizzazione, estesa e sicura, su larga scala, dove l’IoT giocherà un ruolo determinate”, esordisce Fanizzi. “La sicurezza rappresenta uno dei punti più critici sui quali sarà fondamentale porre la massima attenzione perché sarà l’elemento grazie al quale ‘elevare’ forze tecnologiche di cambiamento a livello enterprise”. Quali siano queste forze evolutive, Fanizzi lo spiega così:

“Ciò che sta cambiando è il modo di fare business e questo avviene con il supporto, e contemporaneamente con la spinta, di:

  1. Trasformazione delle infrastrutture tecnologiche, queste tendono a ‘muoversi’ sempre più verso il cloud, principalmente private e hybrid cloud: il modello del public cloud in progetti di livello enterprise impatta una parte poco rilevante del budget e non sempre rappresenta la scelta ottimale sia per ragioni di sicurezza (e compliance) sia per problematiche di integrazione.
  2. Trasformazione delle architetture e dei servizi applicativi (che vanno ad ‘insistere’ sulle infrastrutture) la cui modernizzazione passa dalla revisione dei workload se non addirittura dalla riscrittura del software verso servizi ‘mobile e cloud native.
  3. Trasformazione della workforce con l’impiego di endpoint non più in uso solo specialisti di settore ma a tutta la forza lavoro che proprio attraverso i dispositivi mobili contribuisce, da un lato, a fare efficienza operativa, dall’altro a generare innovazione (basti pensare come in alcune catene produttive l’utilizzo dei tablet con applicazioni di realtà aumentata siano gli elementi attraverso i quali avviare processi di manutenzione preventiva).
  4. Una nuova forma di gestione della sicurezza che, come accennavo prima, è trasversale agli altri tre punti ed è anche l’aspetto più delicato dal quale dipende il successo stesso di un progetto di digitalizzazione”.

A fare da collante, prosegue Fanizzi, “è una governance IT ‘software defined’ quale strato di intelligenza in grado di elevare l’agilità non solo dei sistemi, ma anche dei processi, condizione indispensabile per poter accelerare la concretizzazione di progetti IoT e di Industria 4.0 dove l’automazione estesa è imprescindibile”.Non a caso anche le sofisticate tecnologie hardware sviluppate proprio per favorire questi progetti (pensiamo ai sistemi iperconvergenti, ma anche ai sensori connessi e intelligenti), “introducono logiche di gestione delle risorse dove automazione e agilità rappresentano le parole chiave offrendo la possibilità di rivedere i processi IT dedicando più risorse all’innovazione e meno alla manutenzione”, conclude Fanizzi.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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