L’edizione del Google Cloud Summit 2025 ha alzato il sipario sull’innovazione che solo ieri non c’era. Sotto i riflettori Ai e GenAI in prima linea e, dietro le quinte architetturali, un cloud abilitante in ogni sua forma. La premessa? Che l’intelligenza conversazionale di Google, nata da un’azienda che ha fatto di Internet il suo principale core business, mette a sistema un capitale di conoscenze tecnologiche applicate in modo inedito. Solo per citare il domani di un’e-commerce contestuale e veramente personalizzato, un esempio è l’image recognition che consente di parlare con un agente sintetico che chiede al cliente di condividere via webcam un prodotto acquistato per poter fornire assistenza puntuale e mirata. Arrivando persino a suggerirgli di sostituire nel carrello gli item che ha messo perché non idonei, chiedendo conferma se può inserire quelli pertinenti. Ma non solo: alla richiesta di uno sconto, l’assistente virtuale tratta con il cliente per offrirgli servizi di manutenzione o installazione al prezzo più conveniente disponibile, prenotando lo slot preferito per programmare l’intervento in loco nel giorno concordato.
Reportage
Google Cloud Summit 2025: AI e cloud come infrastruttura strategica per il sistema Paese
Non solo tecnologia, ma anche tanta regia collaborativa: al Google Cloud Summit 2025 emerge una visione sistemica in cui AI, partner e cloud abilitano soluzioni concrete, scalabili e interoperabili. I casi concreti: da RCS, a Unicredit, da Bricoio a Ferrovie dello Stato

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