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Digital Business Transformation: qual è la posta in gioco per il Cio?

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Digital Business Transformation: qual è la posta in gioco per il Cio?

28 Gen 2015

di Patrizia Fabbri, Giorgio Bongiorno

È la domanda alla quale hanno cercato di rispondere i Cio rappresentanti delle 10 associazioni nazionali riuniti nella Conferenza annuale della European Cio Association. Il nostro Paese era presente con una rappresentanza della Community dei Cio italiani Finaki. Gli interventi dei keynote speaker, i workshop, le discussioni in plenaria hanno offerto uno scenario di sfide del business digitale a tutti i livelli: dalla sicurezza al cloud, alla mobilità, all’IoT, caratterizzate da una profonda e galoppante innovazione tecnologica e da paradigmi di crescita del tutto singolari e imprevedibili.

BRUXELLES – Discontinuità e trasformazione digitale sono i temi che hanno caratterizzato i lavori della Conferenza annuale dei Cio europei, rappresentanti delle maggiori realtà industriali del vecchio continente e riuniti nella European Cio Association, che si è svolta a Bruxelles alla fine dello scorso novembre. Erano presenti tutte le 10 associazioni nazionali ad oggi attive in Europa: Germania, Italia, Francia, Olanda, Svezia, Turchia, Ungheria, Bulgaria, Grecia e Belgio. Per il nostro paese, rappresentato dalla Community dei Cio italiani Finaki, hanno partecipato quest’anno Enel, Fca, Assicurazioni Generali, Autogrill, M & G Finanziaria, Sisal.

Bruno Ménard, Vice-Presidente Cigref (Réseau de Grandes Entreprises, associazione nata nel 1970) e Group Cio di Sanofi

“La necessità di creare nuovi modelli di business è un obiettivo indispensabile per l’azienda che voglia puntare al successo negli anni a venire – ha dichiarato nella sessione plenaria Bruno Ménard, Vice-Presidente Cigref (Réseau de Grandes Entreprises, associazione nata nel 1970) e Group Cio di Sanofi – mai la probabilità di essere cancellati dal mercato è stata così reale e concreta. L’impresa di successo 2020 [ricordando implicitamente Europa 2020, la strategia decennale per la crescita e l’occupazione che l’Unione Europea ha varato nel 2010 ndr] sarà quella che saprà ‘incorporare’, in un ecosistema di partnership strategiche e alleanze, clienti, fornitori ma anche concorrenti. Mai come ora si rivela necessario e vitale per le imprese l’apertura e l’ascolto di questo mondo e di questo ecosistema per il raggiungimento degli obiettivi aziendali di crescita”. Ménard ha quindi focalizzato l’attenzione sul vero motore di questa trasformazione: “I dati rappresentano il petrolio del 21esimo secolo, quindi fiducia e qualità delle informazioni saranno la garanzia del successo aziendale”. E ha sottolineato come sia indispensabile la definizione di una strategia chiara, costantemente monitorata e sotto la salda governance di board perfettamente consapevoli: “È chiaro come in questo contesto qualsiasi errore di percorso possa portare all’insuccesso e alla fine dell’impresa . Imprese guidate da un top management che non sia in grado di capire la sfida della trasformazione digitale sono destinate a restare nelle retrovie del mercato”.

Yves Caseau , Head of Digital Agency di Axa e membro dell’Accademia Nazionale della Tecnologia Francese

La digitalizzazione del business e, più in generale, la digitalizzazione della società sono processi inarrestabili: qualsiasi oggetto nelle fasi di ideazione, sviluppo e produzione o di diffusione sul mercato o di utilizzo avrà in qualche modo “a che fare” con l’Ict; questo rappresenta una grande opportunità in termini di business (apertura di nuovi mercati sia dal punto di vista geografico sia dal punto di vista merceologico, nascita di nuovi prodotti e, soprattutto, servizi ecc.), ma pone sempre nuove sfide ai Cio e ai vendor Ict. Yves Caseau , Head of Digital Agency di Axa e membro dell’Accademia Nazionale della Tecnologia Francese, nel suo intervento in plenaria ha quindi parlato di Digital Business Transformation con particolare riguardo al suo impatto sulle software factories che, nello sviluppo delle soluzioni, devono considerare la mobility come un elemento imprescindibile, abbracciare un approccio improntato sulla ‘security by design’, fare dell’agilità e della flessibilità i propri mantra.

Jorg Leenaards, Cio del Belgium Federal Public Service of Foreign Affairs

Jorg Leenaards, Cio del Belgium Federal Public Service of Foreign Affairs (3500 addetti, di cui 1500 in Belgio e 2000 nel mondo, 132 siti fra ambasciate, consolati e uffici di rappresentanza e di cooperazione per lo sviluppo nel continente africano), ha illustrato le sfide con cui la sua organizzazione si deve misurare, comuni a molti altri enti governativi, come ben sanno i Cio della pubblica amministrazione nostrana: costanti tagli di budget a fronte della necessità di garantire una realtà sempre più complessa in termini di efficienza di connettività e di security delle reti. Infine Tommi Uhari, Fondatore e Ceo di Uros ha portato la testimonianza di una startup finlandese che ha ridotto i costi di roaming fornendo servizi di connettività broadband a livello mondiale con un notevole vantaggio competitivo sui metodi tradizionali.

Il tema centrale “Digital Business Transformation: What is at stake for the Cio?” è stato quindi scomposto in cinque gruppi di lavoro che hanno cercato di dare risposta ad alcune domande cruciali:

Mobilità, come creare e misurare il valore aggiunto: Quali sono gli impatti sulle architetture aziendali? Come conciliare mobilità e produttività? Come misurare la Customer experience? Come valutare il business value? Quali procedure standard per il mobile? Come impostare un efficace Mdm?

Tommi Uhari, Fondatore e Ceo di Uros

Il ruolo del Cio nella trasformazione del business, orientando l’azienda verso tecnologie cloud: Quali sono le esigenze che emergono nella gestione di un contesto cloud? Qual è il ruolo del Cio visto che la decisione di usare il cloud è influenzata da altre componenti dell’azienda e da stakeholder che non necessariamente risiedono nella sua organizzazione? Qual è l’impatto della “shadow It” nella gestione dei data center? Nasce una nuova professionalità, quella del “broker for It”? Saranno necessari nuovi skill? Quale sarà l’impatto sui contratti e sulla governance della sicurezza ?

Gestire l’innovazione in un contesto di rapida trasformazione: Chi gestisce l’innovazione in azienda? Come fare in modo che tutta l’azienda partecipi? Chi detiene la governance dell’innovazione? Come fare in modo di trarre beneficio dall’innovazione raggiunta ? Come gestire due esigenze apparentemente contrastanti : It tradizionale (build/run/process/BI) e It legata all’innovazione?

CyberSecurity, affrontare i rischi imposti dalle nuove tecnologie: Come dovrebbe essere il cyber-security menu, in particolare in contesti SaaS? Quali processi e quali tecniche dovrebbero essere attivate per supportare le operazioni?

E-Leadership, come accelerare la trasformazione: Ci sono le professionalità necessarie per supportare l’ubiquità dell’It? Come tradurre queste professionalità in termini di business? Quali sono gli strumenti per verificare lo stato attuale dell’azienda a questo riguardo? Come articolare il valore e portare la discussione da mera esigenza di staff al tavolo decisionale dell’azienda?

Spunti di riflessione importanti quelli emersi dall’incontro di Bruxelles e che contribuiscono ad arricchire il dibattito della Community Finaki che, anche quest’anno, ha intrapreso con ZeroUno e NetConsulting un percorso di approfondimento e confronto sulla digital transformation andando a focalizzarsi nel 2015 sulla Digital Connected Community per comprendere come fare impresa nella società digitale integrata. Come negli anni passati, la collaborazione Finaki-ZeroUno-NetConsulting risale al 2011, il percorso ha l’obiettivo di supportare i lavori degli Incontri Ict Finaki 2015 (Mogliano Veneto 25-28 giugno) e successivamente di consolidare i risultati dei lavori di questo importante momento di condivisione della Community Finaki dandone contemporaneamente ampia visibilità.

* Giorgio Bongiorno è delegato Finaki in Italia

Patrizia Fabbri
Giornalista

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno.

Giorgio Bongiorno
Delegato Finaki in Italia

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