Sembra pervaderci un senso di onnipotenza di fronte a ciò che siamo in grado di realizzare con testi e immagini, grazie all’intelligenza artificiale. I large language model (LLM) rispondono a qualsiasi domanda e creano testi a nostro piacimento. I programmi text-to-image realizzano fotografie o illustrazioni meglio di quanto ci si possa immaginare scrivendo il prompt. Quando una rete neurale artificiale è ben addestrata, con un’enorme mole di dati, il risultato è la libertà di poter spaziare con le pretese in modo quasi illimitato. Un “vizio” a cui ci stiamo tutti abituando, un paradigma che i ricercatori vogliono traslare anche nella robotica.
Attualità
Verso il robot “tuttofare”: si parte da un database condiviso e open source
I robot di tutto il mondo stanno realizzando un enorme dataset per contribuire alla realizzazione di un robot general purpose. Si vuole replicare lo stesso paradigma dell’AI generativa che ben sembra funzionare per testi e immagini. In robotica, però, le sfide sono più numerose e complesse. La prima è mantenere il progetto open source.
Giornalista

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