la guida

Model Context Protocol: lo standard che connette l’AI ai sistemi aziendali



Indirizzo copiato

Il Model Context Protocol (MCP) è una nuova architettura open source che semplifica l’integrazione tra modelli AI e strumenti enterprise. Come funziona, i vantaggi e i possibili rischi di sicurezza

Pubblicato il 29 ago 2025



Shutterstock_2614316363

L’intelligenza artificiale generativa ha compiuto passi da gigante negli ultimi anni, ma resta una sfida importante: come far dialogare in modo fluido i modelli AI con gli strumenti e i dati aziendali? È qui che entra in gioco il Model Context Protocol (MCP), uno standard open source che promette di rivoluzionare l’interoperabilità tra agenti AI e ambienti enterprise.

Cos’è il Model Context Protocol?

Il Model Context Protocol è un protocollo open source introdotto da Anthropic nel 2024, progettato per standardizzare la comunicazione tra modelli AI e strumenti esterni. MCP consente agli agenti AI di accedere a funzionalità aziendali – come database, API REST, ambienti di sviluppo, sistemi legacy – senza dover scrivere codice personalizzato per ogni integrazione.

La sua forza risiede nella modularità e nella riutilizzabilità: un server MCP può essere configurato una sola volta e poi utilizzato da diversi modelli e agenti AI, riducendo drasticamente i costi di sviluppo e manutenzione.

Architettura tecnica: host, client e server

Il protocollo si articola in tre componenti principali:

  • MCP Host: è l’agente AI (come Claude, ChatGPT, o un modello custom) che riceve le richieste dell’utente e decide quali strumenti invocare.
  • MCP Client: funge da ponte tra l’host e il server, gestendo il trasporto dei messaggi e la serializzazione.
  • MCP Server: espone gli strumenti disponibili in formato JSON, descrivendone input, output, permessi e documentazione. Ogni tool è definito come una funzione invocabile, con metadati che ne facilitano l’uso da parte del modello.

I componenti di MCP (fonte: TechTarget)

La comunicazione avviene tramite JSON-RPC, un protocollo leggero e diffuso, con supporto per trasporti come stdio, HTTP, WebSocket e Server-Sent Events (SSE). Questo rende MCP compatibile con ambienti cloud, on-premise e ibridi.

Come MCP semplifica lo sviluppo AI

Tradizionalmente, integrare un modello AI con un sistema aziendale richiede la scrittura di wrapper, plugin o prompt specifici. MCP elimina questa complessità grazie a una interfaccia standardizzata che descrive ogni tool in modo machine-readable.

Per esempio, un tool che interroga un database può essere definito con:

{
  "name": "query_database",
  "description": "Esegue una query SQL sul database vendite",
  "parameters": {
    "query": "string"
  },
  "returns": {
    "results": "array"
  }
}

Il modello AI può leggere questa descrizione, capire come usare il tool e invocarlo autonomamente. Questo approccio è compatibile con framework agentici come LangChain, LlamaIndex, BeeAI, e ambienti come Cursor IDE e Claude Desktop, che già supportano MCP.

I benefici di MCP

L’adozione del Model Context Protocol offre una serie di benefici concreti per le organizzazioni che vogliono integrare l’intelligenza artificiale nei propri processi:

Standardizzazione e interoperabilità

MCP introduce un linguaggio comune tra modelli AI e strumenti aziendali. Questo consente di evitare soluzioni ad hoc, riducendo la frammentazione e facilitando l’integrazione tra sistemi eterogenei, siano essi legacy o moderni.

Scalabilità e riutilizzabilità

Un singolo MCP server può servire più agenti AI, anche di natura diversa. I tool definiti una volta possono essere riutilizzati in più contesti, riducendo i costi di sviluppo. Questo approccio favorisce la creazione di librerie di strumenti aziendali condivisi tra team.

Semplificazione dello sviluppo

Gli sviluppatori non devono più scrivere codice personalizzato per ogni modello o prompt. MCP consente di descrivere i tool in modo machine-readable, permettendo ai modelli di comprenderli e usarli autonomamente. Questo libera risorse e accelera il ciclo di sviluppo.

Governance e sicurezza

Grazie alla struttura modulare, MCP consente di implementare controlli granulari su ogni tool: chi può usarlo, con quali parametri, e in quali contesti. Questo facilita la compliance con policy aziendali e normative (es. GDPR, ISO 27001).

Flessibilità architetturale

MCP è agnostico rispetto al trasporto e al linguaggio di programmazione. Può essere implementato in ambienti cloud, on-premise o ibridi, usando Python, TypeScript o altri linguaggi. Questo lo rende adatto a infrastrutture IT complesse e distribuite.

Accelerazione dell’adozione AI agentica

Con MCP, le aziende possono passare da modelli AI passivi (che rispondono a domande) ad agenti attivi (che eseguono azioni). Questo apre la strada a use case avanzati come assistenti virtuali, orchestratori di workflow, e automazione intelligente.

Casi d’uso in ambito enterprise

Le applicazioni di MCP in contesto aziendale sono molteplici:

  • Automazione di flussi di lavoro: un agente AI può orchestrare task tra Jira, GitHub, Slack e sistemi interni.
  • Accesso a dati in tempo reale: senza retraining, il modello può interrogare database, API o file aziendali.
  • Integrazione con strumenti legacy: MCP consente di esporre anche tool non moderni, purché siano accessibili via script o API.

Un esempio concreto: un agente AI per il supporto IT può accedere a un tool MCP che interroga lo stato dei server, apre ticket su ServiceNow e invia notifiche su Teams, tutto in modo autonomo e contestualizzato.

Sicurezza: rischi e mitigazioni

L’adozione di MCP introduce nuove superfici di attacco e rischi operativi:

  • Tool non sicuri: se un tool esegue comandi shell o accede a dati sensibili, può essere sfruttato da un agente compromesso.
  • Accessi non autorizzati: senza un sistema di permessi, un agente potrebbe invocare tool riservati.
  • Audit trail assente: è difficile tracciare chi ha invocato cosa, quando e con quali parametri.

Per mitigare questi rischi, si raccomanda:

  • Autenticazione e autorizzazione a livello di tool e utente.
  • Sandboxing dei tool per limitare l’accesso al sistema.
  • Logging dettagliato delle invocazioni.
  • Rate limiting e validazione degli input.

IBM, ad esempio, ha integrato MCP nel suo ambiente watsonx.ai, con policy di sicurezza che isolano i tool e ne monitorano l’uso.

Come iniziare

Per i team IT interessati a sperimentare MCP, esistono SDK e server di riferimento in Python e TypeScript. Tra i progetti più attivi:

  • fastMCP: server leggero e modulare per Python.
  • wxflows: orchestratore MCP per ambienti enterprise.
  • Claude Desktop: IDE che consente di testare tool MCP in locale.

La creazione di un MCP server richiede pochi passaggi:

  1. Definire i tool in formato JSON.
  2. Implementare le funzioni corrispondenti.
  3. Avviare il server MCP e collegarlo al client.
  4. Configurare l’agente AI per riconoscere e invocare i tool.


📘 Glossario Model Context Protocol

TermineDefinizione
MCP (Model Context Protocol)Protocollo open source che standardizza l’interazione tra modelli AI e strumenti esterni.
Agente AIModello AI capace di prendere decisioni autonome e interagire con strumenti e dati.
MCP HostL’applicazione AI che riceve input dall’utente e decide quali tool invocare.
MCP ClientComponente che gestisce la comunicazione tra host e server MCP.
MCP ServerServer che espone strumenti (tool) in formato JSON, accessibili dai modelli AI.
Tool MCPFunzione o servizio esposto dal server MCP, descritta con input/output e metadati.
JSON-RPCProtocollo di comunicazione leggero basato su JSON, usato per invocare i tool MCP.
LangChain / LlamaIndex / BeeAIFramework agentici compatibili con MCP, usati per orchestrare agenti AI.
Claude Desktop / Cursor IDEAmbienti di sviluppo che integrano MCP per testare e usare tool AI.
SandboxingTecnica di isolamento dei tool per evitare accessi non autorizzati o dannosi.
Audit TrailRegistro delle operazioni effettuate, utile per sicurezza e conformità.
RAG (Retrieval-Augmented Generation)Tecnica AI che recupera informazioni da fonti esterne per migliorare le risposte.
SDK MCPKit di sviluppo per creare server MCP in Python o TypeScript.


Speciale Digital Awards e CIOsumm.it

Tutti
Update
Keynote
Round table
Leggi l'articolo Digital360Awards e CIOsumm.it, i momenti salienti
Video
Digital360Awards e CIOsumm.it, i momenti salienti
Leggi l'articolo La sinergia tra CIO e CISO trasforma la cybersecurity in un obiettivo di business strategico
Approfondimenti
La sinergia tra CIO e CISO trasforma la cybersecurity in un obiettivo di business strategico
Leggi l'articolo Etica dell’innovazione tecnologica per i CIO: prima chiedersi perché. Poi definire cosa e come
Approfondimenti 
Etica dell’innovazione tecnologica per i CIO: prima chiedersi perché. Poi definire cosa e come
Leggi l'articolo Digital360 Awards e CIOsumm.IT, ecco i progetti vincitori
Eventi
Digital360 Awards e CIOsumm.IT, ecco i progetti vincitori
Leggi l'articolo Evoluzione del CIO: da centro di costo a motore strategico del business
Tavola rotonda
Evoluzione del CIO: da centro di costo a motore strategico del business
Leggi l'articolo Business Process Augmentation: dall’RPA alla GenAI… il dato e tratto
Tavola rotonda
Business Process Augmentation: dall’RPA alla GenAI… il dato e tratto
Leggi l'articolo Sistemi digitali potenziati: l’intelligenza dei chatbot è nelle mani dei CIO
Approfondimenti
Sistemi digitali potenziati: l’intelligenza dei chatbot è nelle mani dei CIO
Leggi l'articolo Intelligenza collaborativa e AI: sfide e opportunità per i CIO nell’era dello Human to Machine (H2M) 
Tavola rotonda
Intelligenza collaborativa e AI: sfide e opportunità per i CIO nell’era dello Human to Machine (H2M) 
Leggi l'articolo Open Source: collaborazione e innovazione nel caos apparente del software libero 
Approfondimenti
Open Source: collaborazione e innovazione nel caos apparente del software libero 
Leggi l'articolo BANI: che cos’è e come l’AI può aiutare i CIO a gestire la felicità (e l’infelicità) dei talenti
Metodologie
BANI: che cos’è e come l’AI può aiutare i CIO a gestire la felicità (e l’infelicità) dei talenti
Leggi l'articolo AI in un mondo complesso. Tra ordine e disordine, le aziende iniziano a capire la giusta via
Prospettive
AI in un mondo complesso. Tra ordine e disordine, le aziende iniziano a capire la giusta via
Leggi l'articolo Intelligenza Umana vs Intelligenza Artificiale insieme. Non invece
Approfondimenti
Intelligenza Umana vs Intelligenza Artificiale insieme. Non invece
Leggi l'articolo Digital360 Awards e CIOsumm.IT, al via l’evento conclusivo
Eventi
Digital360 Awards e CIOsumm.IT, al via l’evento conclusivo
Leggi l'articolo Digital360Awards e CIOsumm.it, i momenti salienti
Video
Digital360Awards e CIOsumm.it, i momenti salienti
Leggi l'articolo La sinergia tra CIO e CISO trasforma la cybersecurity in un obiettivo di business strategico
Approfondimenti
La sinergia tra CIO e CISO trasforma la cybersecurity in un obiettivo di business strategico
Leggi l'articolo Etica dell’innovazione tecnologica per i CIO: prima chiedersi perché. Poi definire cosa e come
Approfondimenti 
Etica dell’innovazione tecnologica per i CIO: prima chiedersi perché. Poi definire cosa e come
Leggi l'articolo Digital360 Awards e CIOsumm.IT, ecco i progetti vincitori
Eventi
Digital360 Awards e CIOsumm.IT, ecco i progetti vincitori
Leggi l'articolo Evoluzione del CIO: da centro di costo a motore strategico del business
Tavola rotonda
Evoluzione del CIO: da centro di costo a motore strategico del business
Leggi l'articolo Business Process Augmentation: dall’RPA alla GenAI… il dato e tratto
Tavola rotonda
Business Process Augmentation: dall’RPA alla GenAI… il dato e tratto
Leggi l'articolo Sistemi digitali potenziati: l’intelligenza dei chatbot è nelle mani dei CIO
Approfondimenti
Sistemi digitali potenziati: l’intelligenza dei chatbot è nelle mani dei CIO
Leggi l'articolo Intelligenza collaborativa e AI: sfide e opportunità per i CIO nell’era dello Human to Machine (H2M) 
Tavola rotonda
Intelligenza collaborativa e AI: sfide e opportunità per i CIO nell’era dello Human to Machine (H2M) 
Leggi l'articolo Open Source: collaborazione e innovazione nel caos apparente del software libero 
Approfondimenti
Open Source: collaborazione e innovazione nel caos apparente del software libero 
Leggi l'articolo BANI: che cos’è e come l’AI può aiutare i CIO a gestire la felicità (e l’infelicità) dei talenti
Metodologie
BANI: che cos’è e come l’AI può aiutare i CIO a gestire la felicità (e l’infelicità) dei talenti
Leggi l'articolo AI in un mondo complesso. Tra ordine e disordine, le aziende iniziano a capire la giusta via
Prospettive
AI in un mondo complesso. Tra ordine e disordine, le aziende iniziano a capire la giusta via
Leggi l'articolo Intelligenza Umana vs Intelligenza Artificiale insieme. Non invece
Approfondimenti
Intelligenza Umana vs Intelligenza Artificiale insieme. Non invece
Leggi l'articolo Digital360 Awards e CIOsumm.IT, al via l’evento conclusivo
Eventi
Digital360 Awards e CIOsumm.IT, al via l’evento conclusivo

Articoli correlati

Articolo 1 di 5