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Tibco Now, Fast Data, nuova frontiera della Business Intelligence

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Tibco Now, Fast Data, nuova frontiera della Business Intelligence

24 Nov 2014

di Giampiero Carli Ballola

Alla prima convention dopo la sua privatizzazione, la casa californiana definisce la propria strategia per l’analisi in tempo reale o quasi-reale di dati complessi o numerosi. Con un percorso attuativo che si fonda sull’interoperabilità delle diverse tecnologie di cui dispone e un modello di business che punta a raggiungere nuovi clienti con servizi cloud.

SAN FRANCISCO – Nella prima settimana di un novembre da ‘indian summer’, che ha permesso alla città della Baia di dare il meglio di sé, si è svolta l’edizione 2014 di Tibco Now. Si tratta del principale evento che Tibco Software dedica ai suoi utenti e partner, due figure che stante il modello di business finora perseguito dalla software house di Palo Alto, in gran parte basato su accordi Oem e soluzioni ‘embedded’ per banche, linee aeree, telecom e altre grandi organizzazioni, sono sovente coincidenti. Prima di passare agli indirizzi strategici e agli annunci di prodotto esposti ai circa 2.500 convenuti, dobbiamo però dar conto del fatto che l’evento Tibco si è svolto a ridosso della sua privatizzazione, annunciata lo scorso 29 settembre con il rilevamento dei pacchetti di maggioranza da parte del fondo d’investimento Vista Equity Partners.

Murray Rode, Coo di Tibco

Sebbene, nonostante le spese sostenute per la recente acquisizione di Jaspersoft, la situazione finanziaria della società fosse abbastanza buona, con l’esercizio 2013-14 chiuso il 31 agosto con 19,8 milioni di debiti contro entrate di 1.076 milioni, la caduta del profitto netto, sceso dal 9,98 allo 0,83% (medie del primo e del secondo semestre) ne avevano indebolito il titolo rendendo difficile, nella posizione di public company soggetta al mercato, la messa in atto delle proprie scelte. Occorreva un ‘padrone’ unico capace di dialogare con il management e condividerne gli obiettivi. Questo è stato trovato appunto in Vista, un fondo privato focalizzato all’It per il business che ha fatto un’offerta di circa 4,3 miliardi di dollari ‘cash’, un importo che ne fa, per Bloomberg, il maggiore buyout dell’anno nel settore. La proposta è stata subito accettata dal board e dallo stesso mercato, con l’azione Tibco risalita del 21% alla notizia, e sarà finalizzata entro l’anno. Come ha detto Vivek Ranadivé, fondatore e Ceo della società, nel commentare l’accordo: “Oggi Tibco diventa una start-up da un miliardo di dollari”. È spettato poi a Martin Taylor, membro dell’investment committee Vista nonché suo ‘operating principal’, volare a San Francisco per tranquillizzare l’audience sulla validità dell’operazione ed esporre un programma di rilancio (battezzato significativamente The Vista Way) che copre le aree della ricerca, dei prodotti, dei servizi agli utenti e della formazione interna, aggiungendo che la sua società fornirà risorse economiche e anche umane, con una squadra di esperti dedicata ad “affiancare” il management Tibco nell’esecuzione della strategia concordata.

 

Unire le forze sui ‘fast data’

Ma qual è questa strategia? La linea generale è semplice ed è perseguita da tempo. Si tratta di fondere il proprio capitale tecnologico e di conoscenza nella gestione dai dati in near-real time (ricordiamo che Tibco sta per The Information Bus Company e lo slogan coniato da Ranadivé per la sua proposta è stato per anni “The two second advantage”) con quelli acquisiti da Spotfire nel 2007 e da Jaspersoft quest’anno per poter costruire sulla BI applicata ai big data una nuova intelligence rivolta ai ‘fast data’. Fast data perché, come spiega il Coo di Tibco, Murray Rode, sebbene tutte le imprese raccolgano dati che sono ‘big’ in volume e/o complessità, il valore di questi dati diminuisce rapidamente nel tempo (è ancora il concetto del ‘two second advantage’) e vi sono azioni od opportunità che vanno fatte o colte subito. Si tratta quindi di elaborare i dati in tempo reale, o quasi, per avere immediata coscienza dei fatti e agire di conseguenza. La realizzazione di questo obiettivo, prosegue Rode, passa per tre punti: analytics, complex event processing (Cep) e integrazione tra i processi transazionali e le fonti dei dati. Concetti chiari, ma niente affatto facili da mettere in pratica.

Brian Gentile, Senior Vicepresident di Tibco e General Manager di Tibco Analytics

Scartata sin dall’inizio l’idea d’integrare tecnologie troppo diverse tra loro in una singola piattaforma (vedi anche intervista a Brian Gentile, Senior Vicepresident di Tibco e General Manager di Tibco Analytics) la strada è quella di un’estensione della Fast Data Platform Tibco verso i tre punti citati tramite connettori, interfacce e servizi (anche fruibili via cloud) che di fatto si traducono in una quantità di soluzioni. Ben tredici sono state presentate a San Francisco, e non abbiamo spazio per descriverle tutte. Cinque però devono, sia pur in breve, essere citate, in quanto importanti sviluppi della piattaforma Tibco Analytics sulla quale poggia la strategia BI della società. Si tratta di:

  • Tibco Jaspersoft 6. Nuova ‘major release’ che comprende un dashboard designer che, incorporando il framework di sviluppo Visualize.js (presentato in Italia al JasperWorld di Bologna), permette di costruire rapidamente cruscotti e report interattivi e di incorporarli nelle applicazioni tramite java script.
  • Interoperabilità Spotfire e Jaspersoft. Non è un prodotto ma una roadmap per l’introduzione progressiva di soluzioni che permettano di combinare le capacità di analisi e di visualizzazione delle due piattaforme. Un primo prodotto, già disponibile, permette di includere nei dashboard Jaspersoft le mappe di Spotfire GeoAnalytics.
  • Tibco Metrics. Si tratta di una nuova soluzione cloud, oggi in beta program, per lo sviluppo di Kpi personalizzati sui bisogni dei decisori aziendali. Questi indicatori si possono visualizzare su ogni dispositivo, anche mobile, semplificando gestione e monitoraggio delle metriche prestazionali dell’impresa.
  • Tibco Spotfire Recommendations. È un motore analitico ‘intelligente’, per gli utenti business inesperti nelle tecniche di analisi, che tramite algoritmi statistici specifici presenta la visualizzazione più adatta al tipo di analisi svolta. Interessante il fatto che viene introdotto come aggiornamento del servizio Spotfire Cloud.
  • Tibco Spotfire su AWS. La piattaforma Spotfire viene resa disponibile come servizio pay-per-use a tariffa oraria su Amazon Web Services Marketplace. Il servizio, che comprende installazione e lancio automatizzati, si aggiunge quindi alla piattaforma Jaspersoft di BI già fruibile sul marketplace AWS, che a sua volta si arricchisce di un abbonamento di tipo annuale, a complemento di quello in atto a tariffa oraria.


Brian Gentile: interoperabilità per le Analytics

Dal 2007 al vertice di Jaspersoft, che come Ceo ha guidato per sette anni sino alla sua acquisizione, Brian Gentile è dal maggio di quest’anno Senior Vicepresident di Tibco e General Manager di Tibco Analytics. Ed è appunto come responsabile di questa linea di sviluppo della società che lo abbiamo voluto incontrare per un’intervista che, data la poliedricità del personaggio, ha toccato diversi argomenti.

Per prima cosa, trattandosi del primo incontro come top manager Tibco, gli abbiamo chiesto quali nuove opportunità di mercato vedesse emergere dalla fusione. La prevedibile risposta è che le soluzioni analitiche Jaspersoft, diffuse nelle Pmi, risultano complementari all’offerta Tibco Spotfire per la grande industria ed entrambe si prestano ad applicazioni embedded completandosi nelle rispettive focalizzazioni (Spotfire sul ‘data-crunching’ e Jaspersoft sull’interfaccia grafica – ndr).

Passando ai concetti dei fast data e delIe loro applicazioni in Italia (paese che Gentile conosce bene e dove Jaspersoft ha una buona posizione), ha aggiunto che molte richieste di nostri Cio e Data Architects riguardano un approccio che consideri l’elaborazione dei dati in near real-time, “…perché le informazioni invecchiano presto. Resta comunque viva – ha aggiunto – l’attenzione ai volumi e alla ricchezza dei contenuti, dipende dal tipo di progetto poter privilegiare l’una o l’altra strada. Perciò l’integrazione Spotfire-Jaspersoft è importante; specie per le applicazioni Tibco (quelle cioè basate sulla Fast Data Platform – ndr), dove più che altro parlerei di ‘right-time’ piuttosto che di real-time”.

Ma con ‘integrazione’ pensa forse a una piattaforma tecnologica unitaria?

“No. Penso allo sviluppo di una base di componenti architetturali comuni che abilitino la condivisione dei metadati realizzando una vera interoperabilità. La capacità d’interagire non sarà inoltre prerogativa dell’utente umano, ma si applicherà tramite Api adeguate anche a sensori e dispositivi remoti: la Internet of Things alimenta ogni ambiente di lavoro con una quantità di dati dai quali si traggono informazioni per il business. Le telecom già lo fanno, ma con l’apertura al cloud (cioè con Api per applicare alla IoT i servizi Spotfire su Amazon – ndr) questo sarà possibile anche alle medio-piccole industrie. E questo per l'Italia, ricca di aziende industriali piccole ma spesso molto avanzate, è un’ottima chance”.

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Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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