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Ibm: la Business Optimization passa dall’Information On Demand

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Ibm: la Business Optimization passa dall’Information On Demand

08 Set 2009

di Nicoletta Boldrini

Information On Demand è l’approccio che Ibm propone alle aziende per innovare la gestione delle informazioni e ottenere da esse più valore di business. A Berlino, durante l’evento aziendale dell’area Emea, oltre alle nuove soluzioni tecnologiche, è stata presentata anche la strategia "Information Agenda" che vede la società collaborare a contatto diretto con le aziende utenti

BERLINO – L’utilizzo delle informazioni come asset strategico e valore per il business è stato il focus dell’Ibm Iod Emea 2009, l’evento annuale che Ibm (www.ibm.com) dedica a clienti e partner per fare il punto sull’approccio dell’azienda in questa direzione, oltre che, naturalmente, presentare i nuovi prodotti tecnologici. Ambuj Goyal (in foto), General Manager Ibm Information Management Software, sia durante la sessione plenaria del primo giorno sia in occasione di un’intervista rilasciata a ZeroUno, ha sottolineato come oggi gli investimenti delle aziende siano sempre più orientati verso la cosiddetta Business Optimisation: “Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un graduale spostamento dell’attenzione delle aziende e dei loro investimenti passando da attività focalizzate sull’automazione, il cui obiettivo è principalmente la riduzione dei tempi e dei costi delle attività e operazioni di business, ad iniziative sempre più orientate verso la miglior efficienza e l’ottimizzazione del business, che si traducono in vantaggio competitivo e supporto per nuovi modelli di business”, ha ribadito Goyal. “Gli investimenti in Business Optimization crescono due volte più velocemente rispetto a quelli dedicati all’automazione e questo perché è andata modificandosi l’esigenza principale delle aziende”.
La cosiddetta parte di “automazione” nelle aziende è messa in atto attraverso le applicazioni (Erp, Crm, Scm, Process Automation, Call Center, ecc.) ed è oggi in gran parte realizzata, con diversi gradi di efficienza, con progetti “verticali” che, se da un lato hanno reso più efficienti i processi all’interno di uno specifico ambito (spesso coincidente con una divisione aziendale), dall’altro hanno quasi sempre creato nelle aziende una serie di “silos” applicativi ed informativi (oggi molto spesso ostacolo verso nuova efficienza) che hanno poi sollevato anche le questioni dell’integrazione e dell’interoperabilità. “I progetti di ottimizzazione – precisa Goyal – sono invece per loro stessa natura trasversali a tutta l’azienda e fortemente incentrati sulle informazioni, che devono essere quanto più possibile integrate, analizzate e valorizzare a fini di business”.
L’Information On Demand (IOD) di Ibm nasce quindi da una serie di esigenze (innovazione, flessibilità, ottimizzazione, protezione degli investimenti, ecc.) e, dal punto di vista tecnologico viene declinata in un’offerta che va a coprire tutti i “segmenti” dell’Information Management: Database Servers, Database Tools, Enterprise Content Management, Information Integration, Master Data Management, Data Warehouse, Business Intelligence, Corporate Performance Management.
La visione IOD di Ibm è molto semplice ma piuttosto ambiziosa, come riconoscono gli stessi manager aziendali: far sì che le informazioni necessarie al business, qualunque sia la loro natura (dati strutturati, non strutturati, semi-strutturati), la loro locazione fisica (ogni tipo di database o repository, intranet, Internet, ecc.), il loro utilizzo (operazionale, analitico), siano disponibili in modo semplice, tempestivo ed accurato da parte delle persone, le applicazioni e i processi aziendali che ne facciano richiesta (on demand) a supporto di ogni aspetto del business aziendale: operativo, tattico, strategico.
Da questa visione generale discende la strategia Ibm per l’Information Management nel suo complesso: “L’obiettivo è realizzare all’interno delle aziende l’infrastruttura necessaria a supportare l’Information On Demand, vista come elemento chiave, in ottica SOA, dell’intero sistema informativo aziendale (Enterprise IT Architecture)”, spiega Goyal. E laddove l’offerta Ibm non arriva, aggiungiamo noi, l’azienda si “attrezza” attraverso acquisizioni di altre realtà (numerose quelle compiute negli ultimi anni di cui ricordiamo solo le principali: nel 2005 Ascential per la parte di Enterprise Data Integration; nel 2006 FileNet per la parte di Content and Business Process Management; nel 2008 Cognos per l’area della Business Intelligence e del Performance Management; di recente, maggio 2009, Ibm ha acquisito anche Exeros per rafforzare la presenza nell’ambito del data discovery, ossia scoprire automaticamente le relazioni nascoste tra i database e individuare rapidamente differenti fonti di dati).
“Ma l‘offerta IOD di Ibm non si limita al portafoglio prodotti; include anche elementi metodologici, che nel loro insieme sono chiamati Information Agenda”, ha voluto precisare Goyal. “Si tratta di un’iniziativa metodologica che si basa su diversi strumenti e componenti; il primo step è la definizione di una strategia per la gestione delle informazioni che, essendo legata alle priorità di business specifiche, sarà diversa da azienda ad azienda; poi va disegnata una roadmap per identificare i passi e i tempi di realizzazione, mettendo in sequenza una serie di progetti “information-intensive”, ciascuno dei quali dovrà garantire il ritorno dell’investimento; infine si concretizzano, gradualmente, i progetti costruendo l’infrastruttura necessaria alla gestione delle informazioni (e qui si collocano i prodotti Ibm per l’Information Management) e a mantenere nel tempo il vantaggio competitivo, oltre che supportare il business in tutti i suoi eventuali cambiamenti”.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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