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Dalla ‘società dell’informazione’ alla ‘economia della conoscenza’

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Dalla ‘società dell’informazione’ alla ‘economia della conoscenza’

09 Mar 2011

di Angelo Tenconi

Il mercato della Business Intelligence in Italia è a macchia di leopardo: più diffuso in alcuni ambiti, come il finance, e meno sentito in altri, come il retail. Secondo i dati dell’Osservatorio BI della School of Management del Politecnico di Milano, nonostante la congiuntura economica, il volume d’affari di questo mercato sta comunque registrando una crescita fra l’8 e il 12%. E le prospettive di investimento in applicazioni di BI, a dispetto della congiuntura recessiva, si mantengono favorevoli per il prossimo biennio. Molte aziende hanno compreso che l’innovazione supportata dalla BI è la sfida su cui puntare oggi. Business Intelligence e Business Analytics non sono più termini che individuano un’attività legata al solo mondo dell’Information Technology, ma al contrario una tematica rilevante e strategica per ogni area aziendale e organizzativa. Marketing, gestione delle risorse umane, relazione con il cliente, adeguamento a normative, sostenibilità, gestione del rischio, controllo di gestione sono tutte aree che possono ottenere straordinari risultati dall’utilizzo di tecnologie analitico-predittive.
Le aziende hanno preso consapevolezza del fatto che per essere competitive è necessario fare il passo dalla ‘società dell’informazione’ alla ‘economia della conoscenza’: dalla priorità di ricavare dai dati analisi storiche – il mondo della Business Intelligence, – a quella di supportare processi decisionali consapevoli andando oltre i semplici query e reporting con funzioni analitico-predittive attendibili, basate su dati qualificati, cioè i Business Analytics. Ciò che spinge le aziende all’uso sistematico di queste soluzioni è la possibilità di poter prevedere l’impatto delle proprie decisioni di business e valutare con anticipo i ritorni sugli investimenti riducendo o addirittura eliminando gli sprechi. Sempre nell’ottica di eliminare gli sprechi notiamo che la sostenibilità del business sta diventando un elemento centrale di valutazione sia dei processi interni delle aziende sia per l’adozione di nuovi sistemi di BI. Fare sostenibilità significa espandere l’aspetto etico/comportamentale agli aspetti sociali, ambientali ed economici della Corporate Social Responsability facendo in modo che si integrino con i processi di business aumentandone il profilo di competitività e cost saving.
La BI permette di analizzare la situazione attuale per individuare le giuste leve su cui puntare, pertanto è trasversale a tutte le aree applicative. Tra le aree dove i ritorni sono maggiormente misurabili troviamo l’automatizzazione delle campagne di marketing, il monitoraggio dei fornitori e l’ottimizzazione delle politiche di acquisto, l’analisi dei dati finanziari con la gestione del budget e la cost allocation, la simulazione delle modifiche organizzative nel personale d’impresa, e altri ancora. Le metodologie di Business Intelligence e, in particolare, i Business Analytics sono motore di innovazione per tutta l’organizzazione aziendale. I progetti di BI e BA più performanti vengono realizzati nelle aziende dotate di It manager o Cio capaci di scegliere e implementare soluzioni che abbiano un impatto tangibile sul business. Situazioni in cui l’It cerchi in maniera proattiva soluzioni volte a soddisfare le potenziali necessità del business in tempi ragionevoli, o nelle quali collabori con le risorse business per risolvere problematiche business-critical. È solo in questi casi che si registrano aumento degli utili, percentuali più elevate di soddisfazione della clientela nei confronti dei servizi IT, e crescita del management IT su un piano paritetico rispetto al management delle funzioni business.

* = Angelo Tenconi è Analytics & Technology Development Director di SAS


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Sas Data Management si focalizza su quattro aree principali:
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Angelo Tenconi

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