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Boero – Dal reporting verso la knowledge enterprise

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Boero – Dal reporting verso la knowledge enterprise

03 Ott 2006

di Giampiero Carli Ballola

Dopo l’introduzione nel gruppo dell’Erp, Boero, classica ma innovativa media azienda italiana, si sta dotando di soluzioni che creano una vera cultura sull’uso strategico delle informazioni ai fini del business. Un percorso interessante, per capire come può diffondersi l’adozione della business intelligence in azienda.

 

 

 

 È il 1831 e l’Italia è tutta da fare. Genova, finita l’effimera repubblica napoleonica, fa parte del Regno di Sardegna e saluta con qualche dubbio l’incoronazione del nuovo re: il buon Carlo Felice, appena morto, era un gran reazionario ma ha fatto parecchio per la città e il porto. Carlo Alberto sembra liberale, ma chi lo sa che farà? In questo clima politicamente incerto c’è però chi crede nel futuro e proprio nel 1831 un genovese, Bartolomeo Boero, dà il via ad una storia comperando una piccola fabbrica di biacca in polvere.
Oggi il Gruppo Boero (www.boero.it) è attivo nel mercato dei prodotti vernicianti per l’edilizia, il navale e la nautica. In Italia divide con un’altra società la leadership nel settore edilizia ed è il numero 1 nel mercato delle vernici navali, mentre è il numero due, ma a livello mondiale, nel settore yachting. L’edilizia, con i marchi “Boero”, “Rover”, “Attiva” e “Boero Grandi Superfici”, genera circa due terzi del fatturato del Gruppo (che nel 2005 ha sfiorato i 106 milioni di euro), mentre il rimanente si suddivide in yachting e navale. Tre gli stabilimenti del Gruppo (a Genova, Aprilia e Pozzolo Formigaro, presso Alessandria) e circa 26 milioni i litri di pitture e vernici vendute. Navi da crociera, come la Costa Concordia, e appartenenti alla flotta militare italiana, come la portaerei Cavour, sono protette dai suoi prodotti, così come eleganti yacht e barche da regata; mentre sul business edilizia il Gruppo è attivo anche con progetti di recupero integrato di intere vie, quartieri e centri storici italiani (tra gli altri Genova, Santa Margherita, Capri, Ischia) cosi come su importanti cantieri quali ad esempio il nuovo polo fieristico di Milano. L’azienda, che da 175 anni ha al vertice un membro della stessa famiglia (l’attuale presidente è Andreina Boero), è oggi un gruppo al cui vertice sta Boero Bartolomeo S.p.A., holding industriale quotata in Borsa dal 1982. A questa (che opera nel settore edilizia e nel settore yachting con i marchi Boero Yacht Paint e Attiva Marine) fanno capo tre società partecipate al 100%: Boat, che segue il settore navale-anticorrosione con il marchio omonimo; Yacht Systems, con il marchio Veneziani; Boero Colori France, filiale francese, con sede a La Rochelle.
Per quanto riguarda l’It, il punto di svolta per Boero lo si può datare novembre 2003, quando, dopo una serie di considerazioni in termini di efficienza e flessibilità operativa, la società passa ad un gestionale integrato implementando l’Erp prodotto dall’italiana Rds Software, una soluzione di ultima generazione, aperta, modulare e basata sul Web. A questa si affianca, collegata da interfacce realizzate ad hoc, un applicativo già esistente sviluppato all’interno e perfezionato nel tempo per la gestione delle aree produzione, logistica e vendite; inoltre il Gruppo dispone di alcuni prodotti specialistici.

 

 

 Conoscere il Cliente per migliorare i processi aziendali
L’implementazione dell’Erp apre subito a Boero, da un lato, nuovi orizzonti, dall’altro determina l’emergere di opportunità che il gruppo deve però essere in grado di saper cogliere.

Come dice Alessandro Beneventi, responsabile Organizzazione e Sistemi di Reporting del gruppo: “Raggiunta una copertura totale dei processi aziendali, con il passaggio all’ERP ci siamo resi conto che la facilità di accesso ai dati “gestionali” era notevolmente aumentata; tuttavia non si disponeva ancora di uno strumento che permettesse di trasformare moli di dati considerevoli in informazioni chiave e univoche per il management”. L’esigenza di dotarsi di un sistema di intelligence nasce, come ricorda Alessandra Pallenzona, responsabile del Controllo Gestione del gruppo, dal bisogno di “gestire” l’informazione: “Il management avvertiva la necessità di condividere il patrimonio di informazioni aziendali e di aumentare le coordinate di analisi per supportare in modo più efficace il processo decisionale e di definizione delle strategie; tutto ciò anche attraverso analisi personalizzate per tenere conto delle diverse esigenze di business”. 

La ricerca della soluzione adatta parte subito, selezionando, con l’aiuto del responsabile dei sistemi informativi Marcello Trucco e di un consulente esterno, un gruppo di fornitori le cui soluzioni siano in grado di rispondere, tra le altre funzionalità, ai seguenti requisiti: devono essere dotati di un proprio database, per eseguire analisi, proiezioni, simulazioni e calcoli senza interferire con i sistemi transazionali; devono generare una reportistica fruibile via Web; devono essere infine integrati con Excel, strumento diffuso e familiare agli utenti aziendali. La scelta cade su Essbase, piattaforma di sviluppo e motore di analisi multidimensionale di Hyperion (www.hyperion.com); con questa si integra Arcplan Dynasight, uno strumento per il reporting via Web che si interfaccia direttamente con il database Hyperion. Come ricorda Beneventi, proprio la totale integrazione con lo spreadsheet Microsoft Excel, che permette un accesso diretto ai dati e una navigazione sulle diverse dimensioni del cubo, è stato uno degli elementi determinanti che, alla fine, ha fatto pendere la bilancia a favore della soluzione Hyperion. “Il bello di questa soluzione – dice Pallenzona – è che consente sia di produrre, con Dynasight, reportistica standard  e “cruscotti” per  il management, sia di creare nel proprio ambito di attività, report e analisi personalizzate tramite foglio Excel. Una flessibilità per noi veramente importante”.
Trovata la soluzione, il primo progetto che Boero vuole realizzare  riguarda il reporting commerciale. Come ricorda Pallenzona,: “La realtà da rappresentare e da analizzare presenta notevoli complessità, con un numero elevatissimo di referenze da incrociare con un numero altrettanto elevato di clienti, in una struttura commerciale organizzata per SBU ciascuna delle quali con una propria rete di vendita”. Ma organizzare e analizzare questa mole di dati, compresi quelli relativi al credito, non doveva servire solo a dare un aiuto alla direzione commerciale e alla forza vendite. “L’obiettivo fondamentale – sottolinea Pallenzona – era quello di conoscere il cliente a 360°, per impostare le migliori strategie di relazione, sino a giungere, se occorre, a migliorare quei processi interni che impattano in modo diretto sul rapporto azienda-cliente”. Agendo se del caso, sulla stessa organizzazione aziendale.

Un progetto dai rapidi sviluppi
Il progetto “Reporting Commerciale” parte nel settembre 2004. Definiti, in collaborazione con le direzioni commerciali e i consulenti Exstone (società partner di Hyperion), le dimensioni e i livelli di analisi da sviluppare al fine di soddisfare una visione sintetica per il top management e di dettaglio fino all’incrocio cliente-prodotto, si giunge (non senza, ricorda Pallenzona, un certo lavoro di mediazione tra le esigenze dei responsabili dei diversi business) al rilascio di un prototipo per la direzione già prima della fine dell’anno. Affinata successivamente lavorando con le direzioni interessate e superati alcuni problemi di tempi di elaborazione poco performanti (risolti operando sia sulla piattaforma hardware sia sul flusso delle operazioni), nei primi mesi del 2005 l’applicazione di reporting è in linea. Pochi problemi per la formazione degli utenti (ad oggi una ventina), avviata con l’ausilio del fornitore e proseguita affidando i nuovi utenti, in piccoli gruppi, alla guida di quelli già più esperti. Nessun problema di accettazione: l’intelligence dei dati viene da tutti vista come un utile strumento di lavoro. E non solo: come osserva Pallenzona, “il progetto è stato davvero vissuto come un momento di crescita dell’azienda”.
Concluso il progetto di reportistica, nel maggio 2005 Boero è al lavoro per un secondo progetto, fondamentale per il Gruppo: il budget commerciale. “Questo progetto – nota Beneventi – nasce come naturale conseguenza del primo, potendo disporre di un’ampia e dettagliata base di dati consuntivi per avviare il processo. Abbiamo colto l’opportunità di rivedere l’intero work-flow di pianificazione commerciale, mettendo a disposizione dell’utente un’applicazione che generi accurate proiezioni e permetta di effettuare simulazioni sui diversi livelli degli assi di analisi (clienti e prodotti), valutandone l’impatto complessivo”. L’impostazione flessibile dell’applicazione, che viene rilasciata a settembre 2005, pur nel rispetto del work-flow, consente agli utenti di approfondire in modo mirato quelle fasi che la particolarità dei loro business richiede.
Il terzo progetto, il cui rilascio è previsto entro il corrente anno, riguarda il reporting direzionale, di cui l’analisi economico-finanziaria rappresenta la parte principale. Consolidato di gruppo, società e SBU sono i livelli di analisi previsti. Nel frattempo, come molti altri utenti Hyperion, anche Boero ha adottato la piattaforma System 9, con un passaggio svolto, secondo i manager Boero intervistati, in modo fluido, senza che il cambio di release abbia ritardato i progetti in corso.

 

 

 Un valore per il futuro
Se i tempi di realizzazione del primo progetto sono stati rispettati, i costi, ammette Pallenzona, “hanno un poco sforato le nostre previsioni”. Il Gruppo definisce un budget annuale di giornate di consulenza (che comunque sono in diminuzione, stante il know-how che si va accumulando in azienda) entro il quale restare per lo sviluppo dei progetti successivi, avviati o posticipati anche in funzione della disponibilità di spesa. In ogni caso, Boero valuta il costo delle soluzioni di intelligence tra l’8 e il 10% del budget It, un valore tutto sommato nella media. Il ritorno di questo investimento? “Non vorrei parlare di ritorno economico – risponde Pallenzona – perché non penso si possa facilmente valutare. Direi invece, che il miglioramento nella gestione dell’informazione ha consentito di sviluppare una crescita di cultura verso un utilizzo critico e formativo della stessa anche individuando nuove chiavi di lettura. E questo è un valore determinante”.
Per il futuro vi sono molti progetti, ma prima di altri si studierà una soluzione per la gestione della logistica. L’obiettivo è sviluppare entro il 2007 un’analisi che consideri sia il flusso della transazione, dall’ordine alla consegna, sia la gestione dei magazzini, sia infine gli aspetti economici legati a queste operazioni.

Cosa ci insegna l'esperienza Boero? Il commento di Paolo Pasini, professore di sistemi informativi presso la Sda Bocconi School of Management

 

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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