Le economie emergenti assumono in Nord America e Europa

Nello spostamento degli investimenti relativi alla forza lavoro, le aziende dei mercati in crescita, soprattutto Cina e India, assumono personale in Nord America e in Europa; invece tra i fenomeni di maggiore rilevanza per le aziende cresce la collaboration e il networking. Questo è quanto emerge dai key point del 2010 Ibm Global Chief Human Resource Officer Study, intitolato “Working Beyond Borders”, terza edizione del Global Human Capital Study condotto da Ibm.

Pubblicato il 25 Ott 2010

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Le economie emergenti assumono in Nord America e Europa

Sebbene lo studio abbia riscontrato la presenza di un un modello "tradizionale" di spostamento, in cui le aziende nei mercati maturi cercano efficienza operativa incrementando l’organico nelle economie emergenti, l’investimento della forza lavoro si sta muovendo in entrambe le direzioni. Lo studio di Ibm ha rivelato che il 45% delle aziende in India prevede di aumentare il proprio organico in Nord America e il 44% nell’Europa occidentale; e che il 33% delle aziende in Cina prevede di accrescere l’organico in Nord America e il 14% nell’Europa occidentale. Mentre le organizzazioni sempre più velocemente continuano a sviluppare e a impiegare talenti in diverse aree in tutto il mondo, la strategia alla base degli investimenti relativi alla forza lavoro sta cambiando.

“Lo spostamento verso strategie guidate dalla crescita richiederà alle aziende di re-indirizzare la propria forza lavoro in aree in grado di fornire le maggiori opportunità, non solo i minori costi, e di ripensare alle proprie strategie di gestione della forza lavoro, per assicurarsi che esse riflettano una forza sempre più dinamica”, spiega Denis Brousseau, Vice President, Organization and People, Ibm Global Business Services. “Per realizzare questo obiettivo, le organizzazioni dovranno identificare nuove partnership e relazioni, che consentano loro di avere accesso alle competenze e alle capacità necessarie. Saranno costrette a raccogliere informazioni e a condividere insight tra gruppi diversificati di dipendenti in tutto il mondo”.

Anche se il social networking e la collaborazione possono essere considerati da molti “soft skills”, i dati dello studio suggeriscono che possono avere conseguenze a livello di risultati finanziari.
• Nel campione preso in esame, le aziende con performance finanziarie superiori alla media, rispetto a quelle con risultati inferiori, utilizzano tool collaborativi e di social networking in misura maggiore (+57%), per consentire ai team globali di lavorare più efficacemente insieme.
• Gli intervistati hanno dichiarato di impiegare con più frequenza strumenti collaborativi per potenziare l’efficacia delle comunicazioni aziendali, dei programmi di apprendimento, per individuare e reclutare i canditati esterni.
• Solo il 21% ha aumentato di recente l’importo investito nei tool richiesti per promuovere la collaborazione e il networking. Inoltre, meno del 20% utilizza costantemente la business analytics per comprendere l’impatto dei propri sforzi.
• Solo il 19% degli intervistati usa regolarmente tecnologie collaborative per identificare gli individui in possesso delle conoscenze e delle competenze rilevanti, il 23% per preservare conoscenza critica e il 27% per diffondere più ampiamente l’innovazione.

I partecipanti allo studio ritengono, inoltre, che saranno le opportunità di penetrare nei nuovi mercati e sviluppare nuove offerte a stimolare l'investimento nella forza lavoro, indipendentemente dalla zona di origine. Tuttavia, le aziende hanno difficoltà a trovare e coltivare validi leader del domani, e meno di un dirigente su tre, tra quelli intervistati, giudica la propria azienda esperta nello sviluppo della leadership – un numero sorprendentemente basso, data l’importanza riconosciuta alla questione.
D’altro canto, anche durante il picco della recessione globale, il 33% dei nostri intervistati nei mercati maturi, e il 43% nei mercati in crescita, ha aumentato il proprio investimento nello sviluppo della leadership: un numero significativo, a dispetto delle iniziative di contenimento dei costi avviate da molte aziende in tale frangente.
La capacità di sviluppare una leadership efficace, costruire e impiegare strategicamente la forza lavoro, stimolare la condivisione della conoscenza e la collaborazione dipende dalle informazioni disponibili, necessarie a prendere decisioni sulla base dei dati emersi. Per molte organizzazioni, questo livello di insight continua a essere difficile da acquisire: solo il 7% degli intervistati afferma di utilizzare efficacemente la business analytics per prendere decisioni relativamente alla forza lavoro.
Molte aziende utilizzano la business analytics per guardare al passato, e identificare i trend storici e le prassi all’interno della propria organizzazione; eppure poche sono esperte nell’uso delle informazioni per sviluppare scenari e predire gli esiti futuri. Solo un quarto dei CHRO intervistati utilizza la business analytics per un’analisi lungimirante nello sviluppo di leader e di strategie di business futuri.

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