Il post-quantum entra nel perimetro del software aziendale con Java 27. La nuova versione della piattaforma, annunciata da Oracle il 15 settembre 2026, introduce lo scambio di chiavi ibrido per TLS 1.3 e concentra su sicurezza, prestazioni e produttività le principali novità del rilascio.
A scandire l’aggiornamento sono nove JDK Enhancement Proposal (JEP). L’espressione indica le proposte formali con cui OpenJDK raccoglie, valuta e documenta gli interventi più rilevanti sul kit di sviluppo: ogni JEP descrive obiettivi e motivazioni dell’intervento e ne registra il percorso. In Java 27 queste proposte riguardano crittografia, AI, gestione della memoria, runtime e strumenti per gli sviluppatori.
Il rilascio coinvolge anche gli altri componenti dell’ecosistema. Helidon 27 aggiorna il framework per i microservizi, JavaFX 27 interviene sulle applicazioni client e Oracle Jipher 20 amplia il supporto crittografico negli ambienti regolamentati. In parallelo, l’early access di JDK 28 offre un’anteprima dei prossimi sviluppi della piattaforma, a partire da Project Valhalla.
Indice degli argomenti
Lo scambio ibrido aggiorna la protezione di TLS 1.3
Il principale intervento sul versante della sicurezza è la JEP 527, dedicata allo scambio di chiavi ibrido post-quantistico per TLS 1.3. Secondo Oracle, la funzione aiuta a proteggere dati sensibili e comunicazioni business-critical dalle minacce di tipo “harvest now, decrypt later”, consentendo agli sviluppatori di rispondere all’evoluzione dei requisiti crittografici con un impatto minimo sulle applicazioni.
La gestione degli oggetti crittografici viene aggiornata dalla JEP 538, arrivata alla terza anteprima. La nuova API riguarda la codifica e la decodifica in formato PEM di chiavi, certificati ed elenchi di revoca. L’obiettivo indicato dall’azienda è migliorare l’interoperabilità con gli strumenti e le infrastrutture utilizzati per autenticazione, crittografia e gestione dei certificati.
La terza proposta dell’area sicurezza, la JEP 536, riguarda Java Flight Recorder. La funzione JFR In-Process Data Redaction permette di svolgere attività di diagnostica sui sistemi di produzione riducendo l’esposizione di informazioni sensibili, senza perdere il valore operativo delle registrazioni.
«La sicurezza, l’affidabilità e la scalabilità enterprise di Java ne fanno una base fondamentale per gli agenti di AI che richiedono un accesso affidabile ai sistemi aziendali e ai dati sensibili – spiega Arnal Dayaratna, research vice president, software development di IDC – Gli strumenti di Java 27 per lo sviluppo dell’AI e la crittografia post-quantistica ne rafforzano il ruolo centrale nello sviluppo di applicazioni enterprise, supportando le organizzazioni a prepararsi alla nuova generazione di applicazioni e minacce alla sicurezza nell’era agentica».
Dall’inferenza AI alla concorrenza strutturata
Quattro proposte riguardano AI, dati e modernizzazione del codice. La JEP 537 porta la Vector API alla dodicesima versione in incubazione e punta a migliorare il throughput senza richiedere codice nativo specializzato. Oracle ne indica l’impiego nell’analisi dei dati, nell’inferenza di AI, nel calcolo scientifico e nei carichi legati ai media.
La JEP 533 presenta invece la settima anteprima della concorrenza strutturata. L’API tratta gruppi di attività eseguite su thread diversi come una singola unità di lavoro, con l’obiettivo di rendere più semplici la cancellazione, la gestione degli errori e l’osservabilità del codice multithread. Tra i carichi citati da Oracle figurano le chiamate ai modelli, il recupero e l’arricchimento dei dati, il ranking, l’orchestrazione e i processi decisionali in tempo reale.
La quinta anteprima prevista dalla JEP 532 estende l’impiego dei tipi primitivi nei pattern, in instanceof e in switch. La modifica rende più uniforme il trattamento di primitivi e oggetti e punta a migliorare la chiarezza del codice nelle applicazioni che elaborano dati ed eventi. La JEP 531 introduce invece la terza anteprima delle costanti lazy, offrendo un maggiore controllo sui tempi di inizializzazione e sull’impiego delle risorse.
Memoria e runtime, cosa cambia con Java 27
Sul piano delle prestazioni, la JEP 534 rende predefiniti i Compact Object Headers nella Java Virtual Machine HotSpot. Le intestazioni compatte riducono l’overhead di memoria degli oggetti. Oracle collega questa modifica a una minore occupazione complessiva della memoria, a una maggiore densità delle applicazioni e alla scalabilità dei servizi cloud, dei microservizi e dei carichi ad alta intensità di dati.
La JEP 523 rende G1 il garbage collector predefinito in tutti gli ambienti. L’azienda associa la novità a prestazioni più prevedibili e a una maggiore coerenza operativa tra differenti ambienti di deployment, con meno differenze di configurazione.
Alle nove proposte si aggiungono interventi che Oracle collega al rafforzamento della crittografia post-quantistica, alle prestazioni crittografiche, alla visibilità sul runtime e alla diagnostica. Le funzioni della release sono il risultato della collaborazione tra Oracle e la comunità internazionale degli sviluppatori attraverso OpenJDK e Java Community Process.
«Da oltre tre decenni, Java aiuta gli sviluppatori a creare applicazioni potenti, affidabili e sicure – sottoilnea Georges Saab, senior vice president, Oracle Java Platform e chair del Governing Board di OpenJDK – Java 27 prosegue questa importante tradizione offrendo una base stabile per i carichi di lavoro enterprise attuali e funzionalità innovative per l’AI e la crittografia post-quantistica. Con Java 27, Oracle raggiunge un importante traguardo nella crittografia post-quantistica e porta avanti una roadmap volta a introdurre funzionalità analoghe nelle versioni JDK con supporto a lungo termine offerto da Oracle. Questa roadmap aiuterà i clienti a proteggere applicazioni e dati business-critical riducendo al minimo le interruzioni dei servizi».
Valhalla e Leyden guardano alle prossime versioni
L’early access di JDK 28 comprende la prima fase significativa di Project Valhalla, il programma che affronta il divario tra oggetti e tipi primitivi in Java. Il lavoro parte da value class e oggetti e mira a rendere più densa ed efficiente la rappresentazione dei dati, preservando il modello di programmazione della piattaforma.
Oracle indica tra i potenziali ambiti di applicazione analytics, servizi finanziari, calcolo scientifico e AI. Project Leyden prosegue in parallelo il lavoro sul tempo di avvio, sul raggiungimento delle massime prestazioni e sull’occupazione di memoria, anche attraverso la compilazione ahead-of-time.
Helidon, JavaFX e Jipher ampliano l’ecosistema
Con Helidon 27, la numerazione delle versioni e la cadenza dei rilasci del framework si allineano a OpenJDK. La piattaforma cloud-native per lo sviluppo di microservizi continua a basarsi sui virtual thread e adotta gli Scoped Values. Le API dichiarative vengono estese a gRPC e messaggistica, mentre Helidon Messaging consente di collegare sistemi come Kafka e JMS attraverso connettori intercambiabili. Helidon Data JDBC propone un accesso leggero ai database relazionali, mantenendo il controllo sul linguaggio SQL.
JavaFX 27 aggiorna il framework per le applicazioni client con una pipeline di rendering Metal su macOS, controlli più ricchi per la modifica del testo e ulteriori interventi sull’accessibilità. Tra gli impieghi indicati figurano dashboard di analytics basate sull’AI, console operative e strumenti per la visualizzazione dei dati.
Oracle Jipher 20 porta nel Java Verified Portfolio un modulo crittografico OpenSSL convalidato secondo lo standard FIPS 140-3. La versione supporta le release più recenti del kit di sviluppo, gli algoritmi post-quantistici ML-KEM e ML-DSA e le funzioni KDF e HKDF attraverso le API Java standard. Comprende inoltre l’integrazione con OpenSSL basata sulle Foreign Function and Memory API a partire da JDK 25.
Helidon, JavaFX e Jipher rientrano nel Java Verified Portfolio, che riunisce componenti accompagnati dal supporto commerciale di Oracle. L’azienda ha inserito il portafoglio anche in Oracle Java SE Universal Subscription, insieme a Java SE Subscription Enterprise Performance Pack, Java Management Service e assistenza a livello di portfolio. Sul versante cloud, Oracle Cloud Infrastructure è, secondo la società, il primo provider a supportare Oracle JDK 27. Nell’infrastruttura sono disponibili Oracle Java SE e funzioni come Java Management Service senza costi aggiuntivi.













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