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AI, come controllare gli errori degli LLM



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Gli errori dei Large Language Model non dipendono solo dalle risposte sbagliate, ma anche dai presupposti su utente e tempo. Il Cognitive Adversarial Validator introduce controlli indipendenti, modelli critici, regole deterministiche e sorveglianza umana per ridurre rischi, automatismi e fiducia eccessiva

Pubblicato il 29 giu 2026

Marco Beozzi

Quadro direttivo bancario



Cognitive Adversarial Validator LLM


Gli errori di un Large Language Model non sono incidenti occasionali. Nei sistemi conversazionali avanzati l’errore è una proprietà strutturale del modo in cui le risposte vengono generate: il modello può produrre un’affermazione falsa in forma coerente, persuasiva e resistente alla correzione. In un primo articolo abbiamo descritto tre modi tipici in cui questo accade — l’allucinazione, ribattezzata confabulazione funzionale; la compiacenza verso l’utente (sycophancy); e la deriva, ossia la tendenza a perseverare in una premessa errata invece di abbandonarla. La conclusione era che il prompt non basta: nei domini ad alta conseguenza serve un livello di validazione separato e indipendente dal modello che genera. Qui lo costruiamo — e, soprattutto, lo mettiamo alla prova.

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