Nonostante l’onda tecnologica delle applicazioni “data-intensive”, tra cui sono annoverabili workload di intelligenza artificiale (AI), machine learning (ML), elaborazione dati in tempo reale, calcolo ad alte prestazioni (HPC – high-performance computing), sembri ineluttabilmente proiettare l’evoluzione dello storage aziendale verso i sistemi basati su tecnologia flash, al momento resta ancora arduo prevedere se, e quando, le moderne unità di memoria a stato solido (solid-state drive -SSD) potranno sostituire completamente le tradizionali unità disco rigido (hard disk drive -HDD) in tutti i casi d’uso.
Analisi
Storage SSD e HDD: la coesistenza nel data center, tra competizione e sinergia
Nella gestione di applicazioni AI, le unità di memoria a stato solido forniscono performance più adeguate a supportare i workload di training e inferenza per le infrastrutture di data center aziendali e hyperscaler. Le tradizionali unità disco rigido continuano a giocare un ruolo complementare nello storage a basso TCO di exabyte di dati
Giornalista

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
VITA DA CIO
-

Il CIO come “veicolatore di conoscenza”: il modello Danone tra AI, dati e governance globale
01 Apr 2026 -

L’ ICT in Unieuro, la vision del CIO Luigi Pontillo
30 Mar 2026 -

Dentro l’IT di WPP Media: così si governa la complessità di un network globale
23 Mar 2026 -

«Il coraggio della leadership»: la visione di Giovanni Cauteruccio, CIO di Prysmian
13 Mar 2026 -

In A2A, IT e business si muovono a ritmo di jazz
12 Feb 2026








