Microsoft e STMicroelectronics insieme per l’IoT

L’accordo stretto tra le due società mira a stimolare la diffusione dell’Internet of Things. Secondo stime considerate prudenziali, nel 2020 nel mondo saranno oltre 50 miliardi gli oggetti interconnessi

Pubblicato il 15 Lug 2015

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Microsoft e STMicroelectronics insieme per l’IoT

“L’IoT è una grande opportunità per il nostro paese perché riuscirà a realizzare la svolta che forse l’It non è riuscito a compiere. STMicroelectronics e Microsoft sono accomunate dall’ambizione e dalla passione per la tecnologia; l’idea è far bene in Italia per poi far bene nel mondo”, ha detto Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft Italia, in occasione della firma dell’accordo tra le due società volto a promuovere la diffusione dell’Internet of Things in Italia.

nella foto da sinistra: Alessandro Cremonesi, Group Vice President, STMicroelectronics, Carlo Purassanta, Amministratore Delegato, Microsoft Italia, Fabio Santini, Direttore Divisione Developer Experience, Microsoft Italia

“Abbiamo lo stesso sogno e la stessa visione”, ha confermato Alessandro Cremonesi, Group Vice President di STMicroelectronics. “Siamo molto radicati sul territorio italiano, la collaborazione con Microsoft è rivolta al mondo intero, ma con una particolare attenzione al nostro Paese. Noi ci occupiamo della microelettronica all’interno delle ‘cose’, che consente di rendere intelligenti gli oggetti e più facile la connessione tra gli oggetti e il mondo cloud, mentre il focus di Microsoft è rendere più facile la realizzazione di applicazioni e servizi per i dati che provengono dagli oggetti. Gli sviluppatori dovranno fare investimenti contenuti, di poche centinaia di dollari per aggiungere intelligenza alle cose; stiamo infatti abbassando la barriera di ingresso per portare l’elettronica a livello degli oggetti”.

“Oggi abbiamo molti device (Pc, console, smartphone) collegati a Internet, ma non è IoT”, ha affermato Fabio Santini, Direttore Divisione Developer Experience di Microsoft Italia, “perché questi sono strumenti inutili se non c’è l’utente che li usa, non è la ‘cosa’ connessa a Internet, bensì l’utente. Per parlare di Internet of Things bisogna ‘dare intelligenza’ all’oggetto che agisce in autonomia e, sempre in autonomia, è connesso a Internet, produce informazioni, riceve comandi o invia dati con lo scopo di creare valore e innovazione. Un’innovazione tramite IoT può essere creata in qualsiasi industria, dalle assicurazioni all’agricoltura, e oggi è il momento giusto per partire: nel 2020, infatti, si prevede che ci saranno 50 miliardi di oggetti collegati a Internet (fonte Idc); Gartner addirittura ne stima 200 miliardi”.

Dal punto di vista dell’hardware, STMicroelectronics offre l’ampia gamma di microcontrollori Stm32 che coprono molteplici esigenze applicative, dall’ultra-low-power all’high performance, una gamma completa di sensori, attuatori, connettività low-power, componenti analogiche di gestione dell’energia e l’ambiente di sviluppo hardware e software flessibile e aperto Stm32 Ode (Open Development Environment) per una rapida prototipizzazione e validazione. Dal punto di vista software, Microsoft mette a disposizione le proprie piattaforme cloud, tra queste la soluzione integrata Azure IoT Suite, che fornisce strumenti per raccogliere, archiviare, elaborare e analizzare il crescente volume e la varietà di dati generati dagli oggetti connessi.

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