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L’innovazione secondo Cisco

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L’innovazione secondo Cisco

13 Apr 2010

di Nicoletta Boldrini

Tre architetture tecnologiche e cinque mercati verticali di riferimento: la strategia di Cisco porta al centro la rete come piattaforma da cui partire per costruire soluzioni innovative

Cisco è una di quelle aziende che nel corso degli anni ha decisamente cambiato pelle passando da venditore di router e switch a società che vede la rete come piattaforma da cui partire per costruire soluzioni innovative. Oggi l’azienda fonda le radici della propria offerta su tre architetture tecnologiche, mentre a livello strategico si focalizza su cinque mercati verticali. “Le tre architetture tecnologiche e di business che abbiamo individuato – spiega David Bevilacqua (nella foto), amministratore delegato di fresca nomina di Cisco Italia – sono borderless enterprise, collaboration e data center/virtualizzazione”.
La prima, borderless enterprise, è intesa come “rete senza confini”, ossia come architettura che prende forma all’interno di un’azienda sempre più estesa dove i modelli a silos vengono meno e dove le soluzioni e le architetture volgono verso concetti (e trend tecnologici) come comunicazione, collaborazione, mobilità, ecc. Ed è in ambito collaborazione che punta i fari Cisco con la seconda tipologia di architettura. “Per collaborazione intendiamo architetture innovative dove convergono tecnologie voce, dati e video sulla rete Ip”, spiega Bevilacqua. Per il terzo filone di proposta architetturale, Bevilacqua spiega: “In ambito data center e virtualizzazione la rete assume un ruolo fondamentale come elemento in grado di rendere i dati disponibili (ovunque e in qualsiasi momento, accedendo da dispositivi e sistemi differenti), ma anche di favorire importanti riduzioni di costi di esercizio nonché riduzioni nei consumi energetici”.
L’offerta architetturale verrà declinata in cinque mercati verticali: 1) Healthcare, in particolare il settore sanitario dove tecnologie di collaborazione e telepresence, per esempio, possono apportare benefici nell’assistenza ai pazienti o per l’erogazione di servizi a costi più bassi. 2) Smart Grid, intesa come capacità di portare intelligenza sulla rete (ad esempio reti Ip end-to-end per gestire la fornitura e il consumo energetico, dalla generazione elettrica alle utenze aziendali e residenziali). 3) Smart & Connected Communities, connesso a Smart Grid per portare intelligenza a livello di città e comunità. 4) Real Estate, ambito dove le reti Ip possono trasformare il modo di gestire gli edifici  in una logica di energy saving. 5) Sport & Entertainement: eventi sportivi e di intrattenimento possono essere meglio organizzati e gestiti con l’utilizzo delle tecnologie di rete.
“Cisco si focalizzerà su questi segmenti verticali in quanto appaiono, a nostro avviso, quelli attualmente più pronti e reattivi verso la scelta di tecnologie di nuova generazione da implementare e integrare in modo esteso”, conclude Bevilacqua.
Come è percepita dagli analisti questa evoluzione di Cisco? ZeroUno lo ha chiesto a Ken Dulaney, vice president and distinguished analyst di Gartner, il quale focalizza il posizionamento nelle aree della virtualizzazione e collaboration, dove a una strada ancora in salita per quanto riguarda la prima, corrisponde un ottimo posizionamento nella seconda: “In ambito virtualizzazione Cisco sta guadagnando terreno – sottolinea Dulaney – ma non può ancora dire di avere una posizione significativa rispetto ai tradizionali server provider. In ambito collaboration, invece, possiamo definire Cisco un vero ‘conteder’ del mercato ma i suoi prodotti devono ancora dimostrare di avere nel tempo una forte domanda. In sostanza, nel 2010 Cisco deve continuare gli sforzi, anche in termini di investimento, se vuole guadagnare market share e aprirsi a nuovi mercati”, conclude l’analista di Gartner.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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