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Cisco DNA, l’architettura per le reti IT aziendali strategiche

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Cisco DNA, l’architettura per le reti IT aziendali strategiche

Per gestire le infrastrutture dati con sicurezza ed elevata qualità dei servizi servono più visibilità, automazione, soluzioni avanzate per la security e possibilità di gestione centralizzata da remoto. Intervista all’offering director di Lantech Longwave, system integrator del gruppo italiano Zucchetti.

06 Feb 2019

di V.V.

Come è cambiata la rete dati delle aziende? Dal suo osservatorio privilegiato, Fabrizio Comandini, Offering Director di Lantech Longwave, system integrator di Zucchetti Group, non ha dubbi: “Il network IT si trasforma sempre più in infrastruttura portante su cui appoggiano servizi che non sono più solo l’accesso ai dati e alle applicazioni (come ad esempio l’ERP), ma anche la voce, la Unified Communications and Collaboration (UCC) e l’IoT (Internet of Things)”.

Foto di Fabrizio Comandini
Fabrizio Comandini, Offering Director di Lantech Longwave

Secondo Comandini, gli utenti ormai si aspettano che le problematiche connesse all’utilizzo di questo tipo di reti IT siano trasparenti: “Si attendono da queste la stessa semplicità d’uso e disponibilità di servizi quali l’elettricità e l’acqua nelle abitazioni. Questo richiede, da parte dei responsabili IT, la capacità di monitorare quello che avviene sulle reti, individuare le criticità e compiere azioni correttive”.

Un’architettura aperta per la rete IT di nuova generazione

Per rendere possibile tutto questo, Lantech Longwave suggerisce ai propri clienti Cisco Digital Network Architecture (Cisco DNA): “L’architettura – sostiene Comandini – rende disponibili apparati e infrastrutture allo stato dell’arte – Ma non solo: include anche soluzioni integrate per una visibilità end-to-end su tutto ciò che succede sui network e, grazie all’intelligenza artificiale (AI) e altri sistemi automatici, fornisce informazioni sui tentativi di attacco e l’infiltrazione di malware ed elabora statistiche storiche sui vari tipi di traffico per facilitare il capacity management”.

La visibilità end-to-end di Cisco DNA è legata anche al supporto di standard di rete, fra cui il più noto è Netflow, e consente a di analizzare anche protocolli, utilizzati da applicazioni specifiche, quali quelli di SAP, Telnet Unix, IBM 3270, oltre che ovviamente Http, Https e altri, fino all’interno dei singoli frame”.

Cisco DNA può essere “calata” sull’infrastruttura esistente, consentendone una modernizzazione a passi successivi, o adottata nativamente allorquando si devono creare nuove reti”. Fra i “motori” dell’ecosistema Cisco DNA, l’Offering Director di Lantech Longwave segnala Cisco Stealthwatch, “che monitora e traduce in statistiche tutti gli eventi anomali rispetto ai pattern quotidiani, senza impattare sulle performance della rete”, Cisco Software-Defined Access (SD-Access), “che consente di segmentare la rete e identificare gli utenti, a prescindere dal device utilizzato, per garantire che le comunicazioni avvengano solo fra le controparti autorizzate, e la crittografia hardware dei dati. Un’ulteriore spinta per godere dei vantaggi di Cisco DNA – conclude Comandini – è arrivata con l’introduzione di Cisco DNA Center, una console centralizzata che permette, oltre che di avere la maggiore visibilità end-to-end possibile da un’unica postazione, di gestire policy e funzionalità di automazione e integrazione da un unico strumento”.

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