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Sistemi di gestione delle reti: meglio on premise oppure provider-based?

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Analisi

Sistemi di gestione delle reti: meglio on premise oppure provider-based?

19 Ago 2013

di redazione TechTarget

Ecco alcune considerazioni utili per compiere una scelta consapevole

In un’epoca in cui la “nuvola” domina i titoli dei giornali, è facile dimenticare che le applicazioni host sono e saranno ancora a lungo una realtà concreta e radicata in azienda. L’idea è semplice: qualcuno ha un software costoso ma ricco di funzionalità e questo qualcuno vende l’accesso a questa applicazione tramite la rete.

È facile intuire che sia qualcun altro a occuparsi, in vece della vostra azienda, dello sviluppo, della manutenzione, degli aggiornamenti e in generale di tutte quelle attività che preferite non accollarvi o che non potete permettervi di curare direttamente.

Questo approccio sta diventando sempre più comune in molte tipologie di prodotti o piattaforme presenti sul mercato del software aziendale. Molte aziende delegano a un esterno l’hosting della piattaforma di gestione della posta elettronica o quella di elaborazione dei dati fiscali. Nella sua forma più semplice, il tanto famoso approccio del “cloud computing” è in realtà solo una variante di diverse tipologie di accesso hosted.

Anche se vengono definiti in vario modo, come “hosting”, “nuvola” o “provider based”, queste forme di fruizione delle applicazioni sono tutte essenzialmente diverse versioni della stessa cosa.

Detto questo, non tutte le applicazioni sono uguali. Mentre uptime e disponibilità sono importanti considerazioni alla base tutte le applicazioni in esecuzione sulla rete, il software di gestione della rete richiede una disponibilità ancora più continuativa. Quindi, come si fa a scegliere se implementare o meno la propria applicazione di gestione del network piuttosto che optare per un’alternativa provider-based?

Ecco alcune considerazioni da fare prima di optare per la scelta.


Sistemi di gestione della rete on premise

La gestione della rete on premise significa, sostanzialmente, “far da soli”. Questo non vuol dire che non sarà possibile avere un aiuto sotto forma di consulenza, o che non sarà possibile assumere alcuni nuovi membri dello staff per gestire l’applicazione. Eppure, la responsabilità per il successo o il fallimento di questi prodotti ricadrà solo su di voi, cosa questa che si traduce in un’arma a doppio taglio. In altre parole, avrete il controllo totale della piattaforma di gestione della rete e, a seconda che questo si riveli un successo o un fallimento, sarete lodati o retrocessi.

Questi sono i pro dei sistemi di gestione delle reti on premise:

Costo. In molti casi, il costo di un’opzione on premise è inferiore (anche se i fornitori sostengono il contrario). Molte aziende, infatti, hanno già in casa il server deputato a far girare quel software e l’applicazione può essere concessa in licenza per socket CPU anziché per nodo. Nella maggior parte dei casi, a meno che il progetto non implichi una forte spesa in conto capitale iniziale, sarà più economico fare qualcosa “in casa”, a patto di avere il tempo e le competenze per farlo.

Controllo. Un’applicazione on premise è di fatto il vostro software, configurato da voi, che gira sui vostri server all’interno del vostro centro dati, quindi avete un controllo totale sull’iniziativa. Spetta a voi eseguire il backup del server e risolvere i problemi in caso di malfunzionamenti.

Personalizzazione. Per il fatto che il software è vostro, sarà possibile personalizzarlo in base alle vostre esigenze, per definizione mutevoli nel tempo, e integrarlo con altri prodotti. Un provider può però imporre limitazioni o restrizioni su come il suo software può essere personalizzato, al fine di standardizzare l’ambiente dei propri clienti e le configurazioni software relative.

Questi, invece, i contro:

Tempo. In molti casi, i membri dello staff IT hanno già raggiunto il massimo livello di tempo libero personale a disposizione per un nuovo progetto. Le aziende hanno progetti IT mission-critical che i professionisti IT devono seguire e i sistemi di gestione delle reti di solito non rientrano tra questi.

Responsabilità. Se il software “in casa” non funziona come avevate immaginato, potrete incolpare solo voi stessi. È probabile che non vi sia nemmeno una forma di assicurazione o una garanzia, come potreste avere, invece, se vi affidaste a un provider. Se il database viene danneggiato e il sistema è giù, tocca a voi recuperare tutto il backup.

Aggiornamenti. Un aspetto negativo del fatto di possedere il proprio software (come del resto avviene per l’hardware) è che a un certo punto realizzerete che ormai sarà vecchio e vorrete aggiornarlo. In effetti, potreste anche essere semplicemente stanchi del software in uso e preferire un prodotto diverso. Tuttavia, qualsiasi piattaforma acquistata si deprezza, cosa questa che rende piuttosto improbabile riuscire a permutarla o scambiarla con una più nuova.

Sistemi di gestione delle reti provider-based

Il rovescio della medaglia dell’approccio on premise è il sistema provider-based. In questo caso si paga per l’accesso alle funzionalità di prodotto attraverso la rete. Mentre il vostro fornitore può avere competenze specialistiche nella gestione delle reti, e il suo prodotto può essere il migliore del settore, per contro potrà anche avere problemi a livello di server o sperimentare un blackout dei sistemi nel proprio datacenter o, ancora, avere problemi di accesso alla rete. Detto questo, il modello pay-as-you-go ha forti sostenitori.

Questi sono i pro dei sistemi di gestione delle reti provider-based:

Velocità. Un fornitore che si specializza nei servizi di gestione della rete “hosted” dovrebbe essere in grado di mettere il vostro sistema in produzione con tempi notevolmente più contenuti di quanto potreste fare da soli.

Funzionalità. In molti casi, un sistema hosted può sfruttare la vasta esperienza che il fornitore ha sviluppato sulla scorta della diversificazione dei suoi clienti e industrie. Ecco perché è in grado di offrire un prodotto con un numero più elevato di caratteristiche e funzionalità rispetto a un’applicazione shrink-wrapped acquistata e implementata internamente.

Nessuna spesa in conto capitale (CAPEX). Poiché molte delle applicazioni “ospitate” sono vendute con la formula del Software-as-a-Service (SAAS), i prodotti per la gestione delle reti provider-based di solito non richiedono spese di up-front. Questo può favorire un più rapido ritorno sugli investimenti (ROI) ed eliminare eventuali ostacoli che potrebbero verificarsi quando si tenta di ottenere l’approvazione per una consistente spesa in conto capitale.

Questi, invece, i contro:

Responsabilità. Proprio come ci si assume la responsabilità dell’implementare internamente un sistema di gestione della rete, lo si deve fare anche nel selezionare a chi affidarlo in esterno. Il provider potrà, infatti, avere gli stessi problemi che voi potreste sperimentare e non vi è alcuna garanzia che possa risolverli più efficacemente di quanto non riusciate a farlo voi. I problemi e le interruzioni accadono, quindi premuratevi di siglare un buon Service Level Agreement (SLA), che vi tuteli con un indennizzo monetario a fronte di prestazioni scarse o interruzioni del servizio.

Stabilità. Indipendentemente dalle dimensioni del fornitore, potrebbe accadere che questi a un certo punto fallisca o decida di abbandonare questo mercato. E indipendentemente dalla buona volontà del fornitore nel riuscire a garantire un’operatività senza interruzioni, i problemi di connettività possono sempre verificarsi. A tal fine, occorre sempre considerare attentamente l’impatto negativo che il monitoraggio della rete provider-based potrebbe avere sulla vostra azienda se l’applicazione fosse, a un certo momento, inaccessibile o, peggio, indisponibile.

Licensing. La maggior parte dei prodotti provider-based sono erogati con una tariffazione “per dispositivo” o “per nodo”, in cui un nodo potrebbe anche essere ogni interfaccia di un dispositivo che viene gestito. A tal fine, si potrebbero avere molti più dispositivi di quanto previsto inizialmente e il costo complessivo potrebbe finire per sorprendervi. D’altra parte, se doveste scoprire che non c’è bisogno di monitorare tutto quanto è in uso in virtù delle condizioni di business o di altri fattori esterni, il costo mensile potrebbe anche ridursi.
 

Cosa fare?

Il consiglio degli esperti è di prendere una decisione sulla base di queste considerazioni. In primo luogo, vi fidate più di voi stessi o di un fornitore? In seconda battuta, quale approccio vi sembra essere il più affidabile? In terzo luogo, qual è l’opzione che costa di meno?

Infine, e questo è un consiglio d’oro: parlate con altri professionisti IT che hanno utilizzato il prodotto che state prendendo in considerazione, sia on premise che provider-based, e cercate di ricavarne quante più informazioni possibili.

redazione TechTarget