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La tua azienda è pronta per il DevOps? Cinque domande per valutare la situazione

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DevOps

La tua azienda è pronta per il DevOps? Cinque domande per valutare la situazione

22 Feb 2016

di Stephen J. Bigelow

Sono cinque le domande da porsi per valutare benefici e svantaggi che la strategia DevOps potrebbe apportare nel processo di sviluppo e implementazione del software in azienda

Il DevOps può aiutare a ottimizzare le operazioni in azienda, migliorare il business, essere più competitivi sul mercato e soddisfare al meglio le esigenze dei consumatori. L’attuazione di questa strategia, però, prevede un vero e proprio cambiamento culturale all’interno dell’azienda: si tratta di una sfida da affrontare che non è né facile né immediata.  Valutare in modo adeguato la situazione è utile per capire se si è pronti per affrontare questa rivoluzione. E per farlo, secondo Stephen J. Bigelow, Senior Technology Editor di Techtarget, può essere utile rispondere a queste cinque domande:

#1 Il DevOps apporta più valore al business dell’azienda?

Occorre prendere in considerazione i benefici a lungo termine. I cicli di sviluppo del software, tradizionalmente, richiedono molto tempo prima che si arrivi alla fase di rilascio e distribuzione. Ciò significa impegnare risorse sulla realizzazione di un prodotto o servizio senza che le vendite siano garantite a stretto giro. Difetti, errori o bug nella release, senza contare la presenza sul mercato della concorrenza, possono impattare negativamente sul ritorno dell’investimento. Il DevOps modifica le implicazioni commerciali tipiche dello sviluppo del software, attraverso l’attuazione di piccoli cicli di sviluppo e rilascio più brevi (abilitando così un processo di continuous delivery). In questo modo si arriva sul mercato più rapidamente e si evita un lungo e rischioso periodo di investimento.

#2 L’azienda è abbastanza flessibile da supportare il DevOps?

L’azienda IT deve rilasciare rapidamente ogni piccola nuova versione del software. Questo significa installare la nuova versione dell’applicazione su uno o più server nel data center o nel cloud e interconnettere i database di supporto, lo stoccaggio, il monitoraggio delle prestazioni e le altre risorse. Si tratta di attività fondamentali per gli amministratori IT: il DevOps modifica però la velocità del ritmo con cui questi cambiamenti avvengono e ciò può mettere alla prova i rigidi processi operativi tradizionali. Questi ultimi, funzionano bene quando il personale IT lavora su versioni del software con tempistiche di rilascio più lunghe, ma se occorre distribuire una nuova versione dell’applicazione più volte al mese (o a settimana) tali strategie potrebbero non essere adeguate.

#3 Le dimensioni aziendali sono adatte al DevOps?

Il passaggio al DevOps richiede che un’azienda sia abbastanza grande da supportare il personale, i processi e gli strumenti utili a rendere la strategia realmente produttiva. Le piccole imprese, infatti, spesso subappaltano lo sviluppo di applicazioni o investono in pacchetti applicativi. Di solito le aziende di grandi dimensioni sono più adatte al DevOps, poiché in grado di acquisire e regolare i livelli di assunzione di personale in base alle esigenze di progetto della timeline.

#4 L’azienda è consapevole della propria strategia DevOps?

Il DevOps non rappresenta una singola iniziativa o un particolare evento, bensì un insieme di persone, strumenti e processi coinvolti in una vera e propria rivoluzione culturale delle prassi aziendali. C’è bisogno di sviluppatori di talento, tester precisi e puntali, team di operations esperti. Ma non solo: il DevOps necessita di automazione, collaborazione, processi di business dinamici e flessibili capaci di superare il tradizionale iter a silos e garantire un efficiente lavoro di gruppo. È solo con tutti questi elementi che il DevOps accelera notevolmente i cicli di sviluppo e implementazione dei software e porta benefici tangibili.  Ogni azienda adotta il DevOps in modo diverso, regolando e adattando alle proprie esigenze persone, strumenti e processi, in modo tale da riuscire a soddisfare i propri specifici obiettivi. Questo significa assumere sviluppatori che abbiano già familiarità con i flussi di lavoro del DevOps, organizzare uno staff IT capace di gestire tempi di rilascio dinamici, implementare una suite di strumenti in grado di facilitare la collaborazione tra sviluppatori, Qa e It e mettere in atto una decisa leadership capace di guidare l’intera struttura lungo questo percorso di cambiamento. In ogni caso, sono molte le aziende che scelgono di avvicinarsi al DevOps in modo graduale, facendo esperienza con gruppi di lavoro su piccoli progetti a bassa priorità, per poi trasferire le competenze acquisite su progetti via via più importanti e complessi.

#5 L’azienda è in grado di intraprendere un percorso di cambiamento costante?

L’implementazione di una strategia di DevOps non richiede uno sforzo una tantum: occorre invece saper adeguare costantemente i processi operativi per poter affrontare i continui cambiamenti a cui sono soggetti il business, i progressi tecnologici e persino le aspettative degli utenti. Dopo il primo passaggio al DevOps, l’azienda dovrà affrontare nuove modalità di sviluppo, modificare il flusso di lavoro e utilizzare una nuova piattaforma di collaborazione. Non solo: ci sarà bisogno di aggiornare i server, implementare un cloud privato (o magari migrare verso un cloud pubblico), gestire una serie più ampia di client device, rivedere le priorità e – non ultimo – sperimentare un profondo cambiamento nel contesto imprenditoriale.

Stephen J. Bigelow

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