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Come risolvere i problemi di virtualizzazione dei desktop e farli diventare un fantasma del passato

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VIRTUALIZZAZIONE

Come risolvere i problemi di virtualizzazione dei desktop e farli diventare un fantasma del passato

14 Set 2015

di redazione TechTarget

È difficile enumerare la quantità di problemi che possono insorgere con la VDI. Eppure gli esperti dimostrano come sia possibile allontanare lo spettro del fallimento, risalendo alle origini delle criticità. I motivi, infatti, alla fine sono solo due: disinformazione o prestazioni disallineate

I cultori di Dickens ricorderanno la nota scena in cui lo Spirito del Natale Presente mostra al vecchio Scrooge come, in realtà, i mali della società abbiano solo due cause: l’ignoranza e la miseria.

Allo stesso modo, il fallimento di un progetto di virtualizzazione dei desktop (VDI – Virtual Desktop infrastructure) si può ridurre a due motivazioni fondamentali: la disinformazione e i problemi di performance.

Come fare in modo che lo spettro del fallimento della VDI sia solo l’ombra di un ricordo che appartiene al passato?

Virtualizzare più informati

I motivi per cui un progetto di virtualizzazione può non andare a buon fine possono essere diversi. Le ragioni, infatti, possono essere tra le più disparate: i costi nascosti, una serie di requisiti sottovalutati, gli utenti che possono no gradire la tipologia di servizio. Qualche volta capita, più semplicemente, di aver scelto di implementare la tecnologia per le ragioni sbagliate.

In realtà, gli esperti sottolineano come le tutte le ragioni di un fallimento rientrino fondamentalmente in due categorie: problemi di disinformazione e problemi di prestazioni. Entrambe queste due cause possono impattare sul successo di un’infrastruttura virtuale al punto da arrivare a far abortire il progetto prima ancora che questo giunga alla sua conclusione.

Sono molte, infatti, le organizzazioni che non hanno le competenze necessarie a intraprendere una strategia di virtualizzazione procedendo con il giusto approccio. Ecco 5 cose da non dimenticare mai quando si inizia un progetto di virtualizzazione dei desktop:

1) C’è virtualizzazione e virtualizzazione

Alcuni amministratori, ad esempio, confondono ancora la virtualizzazione dei desktop con la virtualizzazione dei server. Come fanno notare gli specialisti, a parità di tecnologia sono due mondi totalmente diversi. I server, infatti, sono macchine piuttosto prevedibili, in quanto fanno le stesse cose alla stessa ora e ogni giorno. I desktop, invece, sono macchine decisamente poco prevedibili, poiché sono gli utenti a essere difficilmente prevedibili nelle loro attività. È praticamente impossibile sapere esattamente quando un utente guarderà un video, accederà a un applicazione di grafica in 3D, richiederà il supporto di una periferica remota o farà qualsiasi cosa che genererà un traffico di dati certo.

2) La VDI serve a centralizzare

Le differenze tra un progetto di virtualizzazione dei server e un progetto di virtualizzazione del desktop non sono solo le modalità di utilizzo degli utenti. L’obiettivo della virtualizzazione dei server, infatti, è quello di consolidare, ma nei progetti di VDI non si procede a consolidare i carichi di lavoro del desktop: piuttosto  si trasferiscono questi carichi a livello centrale. In pratica, l’unica cosa che cambia è la posizione dei desktop. C’è da aggiungere anche che l’I/O sui dischi coinvolti nella VDI sono una bella sfida

3) Mai sottovalutare i requisiti hardware

Quando virtualizzano, molte organizzazioni tendono a sottovalutare i requisiti dell’hardware e le caratteristiche delle infrastrutture di rete coinvolte nella VDI. I vendor offrono informazioni abbastanza chiare e precise di quanti utenti il ​​loro prodotto sia in grado di supportare per ogni core, il che può dare un’idea generale di come impostare la configurazione necessaria, in base al numero di utenti che si devono supportare.

Finché una macchina non viene implementata ed entra in produzione in un ambiente specifico e reale non è possibile sapere realmente se l’hardware funziona nella pratica come promesso dalla teoria.

4) Mai sottostimare la banda

Dal punto di vista della rete, una soluzione di VDI genera nuovo traffico sulla rete, che va gestito. Con i desktop virtuali, tutto quello che fa un utente passa attraverso la rete. Se non si dispone di sufficiente larghezza di banda capace di garantire l’attività di ogni singolo utente, si genereranno dei ritardi nei servizi.

I problemi di banda sono soprattutto il risultato di test sbagliati. Se, ad esempio, si fa una sperimentazione di un progetto di VDI con un numero ridotto di utenti e poi si estende il progetto a un numero superiore e le cose non funzionano, non c’è da stupirsi. Come già spiegato nell’introduzione, gli utenti sono imprevedibili e non è possibile formulare una progettazione che parte da un’ipotesi che trasforma in media statistica di riferimento un campione ridotto rispetto al numero di utenti effettivi che si devono supportare. E  questo vale sia per la banda che per lo spazio allocato.

Il risultato, infatti, non aiuterà a rilasciare servizi adeguati e nemmeno potrete migliorare le granché le prestazioni della rete attraverso ulteriori investimenti e potenziamenti. Il risultato, infatti, è soprattutto quello di far lievitare i costi al punto da far saltare i budget e perdere così anche il progetto, che verrà abortito dai vostri superiori perché troppo oneroso e complesso.

5) Mai sopravvalutare la virtualizzazione

Molte organizzazioni iniziano dei progetti di virtualizzazione dei desktop pensando che questa sia la scelta migliore a prescindere. La convinzione nasce dalla grande pubblicità che è nata attorno alla semplificazione gestionale e all’abbattimento dei costi di una macchina virtuale rispetto a una macchina fisica.

In realtà i desktop virtuali non sono flessibili come quelli fisici. Senza contare il fatto che agli utenti finali piace molto avere dei desktop personali e personalizzati. Passando a un ambiente virtuale, molti dipendenti possono non trovarsi bene al punto da arrivare a osteggiare la migrazione.

C’è poi un altro fattore da mettere in conto: è vero che con la VDI diminuiscono i costi delle postazioni di lavoro ma crescono quelli di storage.

La VDI ha dei costi che spesso non si presentano se non alla fine del progetto. I dipartimenti IT che implementano progetti di VDI pensando di risparmiare denaro, imparano presto che la tecnologia è molto efficiente ma, in certi casi, alla lunga può non essere così conveniente. Per evitare queste trappole è necessario conoscere il motivo per cui si sta implementando VDI modo da poter impostare obiettivi effettivamente raggiungibili.

Virtualizzare più prestanti 

Le prestazioni sono la chiave da cui può dipendere il successo di un progetto VDI. Se i desktop virtuali riescono ad eguagliare o, nel migliore dei casi, a superare le prestazioni del desktop tradizionali, gli utenti ne saranno felici. Se le prestazioni non sono all’altezza, bisogna prepararsi all’eventualità di un ammutinamento. Una volta perduti i vostri utenti, è difficile dare seguito a un progetto VDI. 

Ricordatevi sempre che nel momento in cui un utente ritiene che ci sia un problema, anche se questo non sembra essere di natura tecnica, rimane un problema. Per capire cosa stia realmente accadendo, è necessario avere sempre una visione di insieme di ogni desktop virtuale. Servono strumenti che aiutino i responsabili a supportare gli utenti finali, soluzioni per il monitoraggio delle prestazioni, dettagliate statistiche e un sistema di segnalazione che dia visibilità sulla disponibilità dei servizi e sui tempi di risposta. Ecco  dunque 4 suggerimenti per non sbagliare:

1) L’importanza della ridondanza

Anche i guasti hardware possono compromettere le prestazioni. Una macchina può rompersi in qualsiasi momento, senza il minimo preavviso. Per salvaguardare i sistemi dai guasti casuali serve una soluzione ridondata. È necessario disporre di una soluzione di backup per ogni servizio virtuale che si è predisposto.

2) Monitoraggio predittivo

Un altra risorsa importante che contribuisce al successo di un progetto VDI è l’analisi predittiva, utilissima nel segnalare il verificarsi di eventuali errori. I sistemi monitorano i protocolli dei desktop virtuali, le porte utilizzate, le subnet, le VLAN al fine di garantire il traffico dei desktop virtuali è una qualità superiore dei servizi (QoS). Se le impostazioni di QoS non corrispondono o un dispositivo non è configurato correttamente, un router o switch potrebbe inficiare le prestazioni. 

3) Storage ad alta efficienza

Il successo di un progetto di virtualizzazione dipende dalle prestazioni degli storage. Dalla latenza di un  disco I / O può dipendere il successo della vostra implementazione VDI. Se avete scelto un modello di archiviazione sbagliato gli utenti subiranno disservizi a livello applicativo. Il modo migliore per combattere il problema è sicuramente quello di scegliere un hardware più veloce, ma per la maggior parte delle organizzazioni può essere troppo costosa.

4) Errare è umano

C’è un altro elemento che può compromettere il successo di un piano di virtualizzazione dei desktop: ossia l’errore umano. Basta che qualcuno inciampi in un filo o che qualcun altro imposti in modo sbagliato l’installazione del software e ogni desktop virtuale ne può risentire. A livello aziendale, serve una capacità di visione olistica: tecnici, amministratori e dirigenti devono prepararsi anche a questo, pensando a un comitato di gestione capace di controllare anche questi aspetti.

In ultima analisi, in un progetto di VDI, il successo si riduce a fare ciò che ha più senso: scegliere la VDI se si adatta alle vostre esigenze, essere sicuri che possa essere di aiuto immediato, capire come funziona e, infine, provare. Provare, e provare di nuovo finché tutto non funzioni nel migliore del modi.

redazione TechTarget

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