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Aastra: portafoglio completo di call management

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Aastra: portafoglio completo di call management

16 Giu 2010

di Riccardo Cervelli

Secondo la società di analisi Canalys, per linee collegate a sistemi di Unified Communications risulta seconda in Europa (prima, considerando solo le aziende con meno di cento linee) e terza in Italia. Parliamo di Aastra, multinazionale canadese con sede a Toronto focalizzata sull’Enterprise communication che propone una completa gamma di soluzioni sia tradizionali sia basate su standard Ip aperto; sistemi di comunicazione Pbx e Ip-Pbx, gateways, terminali telefonici, terminali VoIP, prodotti wireless, soluzioni software avanzate includendo Unified Communication, Web e Audio Conferencing e Contact Center. “L’azienda – spiega Fabio Pettinari, direttore marketing e business development in Italia – è nata nel 1983 ed è cresciuta attraverso acquisizioni effettuate senza ricorso all’indebitamento. Grazie a queste acquisizioni, Aastra ha costruito un portafoglio completo di soluzioni di call management mirate a diversi mercati e canali di vendita. Per citare le acquisizioni più importanti, partiamo da quella di Ascom Pbx System Division, con la quale Aastra è approdata in Europa nel 2003; l’operazione ha permesso ad Aastra di ottenere subito un presenza importante in Italia, data la grande diffusione dei Pbx Ascom Safnat nel nostro Paese. Nel 2005 arrivano poi le incorporazioni della Telecom Pbx System Division della francese Eads, molto nota e diffusa con il marchio Matra Communication, e della DeTeWe, importante partner di Deutsche Telecom. Infine, nel 2008 l’acquisizione dell’Enterprise Communication Business di Ericsson, che porta in dote ad Aastra un’importante quota di mercato anche nella Pubblica amministrazione italiana”. Articolato il go-to-market di Aastra: “Verso i carrier – spiega Pettinari – operiamo direttamente. Lo stesso dicasi nei confronti delle grandi aziende, in quanto i flussi finanziari previsti nei progetti di rinnovamento delle tecnologie di telefonia possono a volte essere difficilmente gestibili dai partner, a meno che non si tratti di carrier. Verso le medie e piccole imprese, invece, ci avvaliamo di una corposa rete di rivenditori e distributori certificati”.
“In virtù della solidità finanziaria – continua il manager di Aastra – la società, che ha appena chiuso il quarantottesimo trimestre in utile e ha fatturato 832 milioni di dollari canadesi nel 2009, investe circa il 10% del fatturato in ricerca e sviluppo. In questo ambito lavorano 500 persone, la cui attività comprende anche il prendere il meglio di ciascuna piattaforma acquisita, condividerlo con le altre soluzioni e poi evolvere il tutto tenendo conto delle nuove tendenze tecnologiche e dei mercati, che spesso derivano dal mondo consumer”.
Tra i nuovi trend Pettinari ne mette in evidenza tre: la migrazione della comunicazione sull’Ip, la convergenza tra fisso e mobile, l’adozione di standard aperti. “L’Ip – sostiene – non ha espresso ancora il massimo delle sue potenzialità. Finora ha permesso soprattutto di ridurre i costi, ma i servizi sono rimasti gli stessi. Con l’Uc diventa invece possibile incidere in modo significativo sui processi di business. Questo diventa ancora più evidente se all’Uc si integra anche la mobilità, consentendo, per esempio, di rilevare le disponibilità online delle risorse, condividere directory sulla rete e instaurare riunioni in videoconferenza indipendentemente da dove ci si trovi. Il supporto degli standard, infine, permette di rendere le piattaforme interoperabili anche con soluzioni e tecnologie di terze parti”. Di recente Aastra ha stretto due partnership molto importanti: una con Microsoft, con la certificazione dei call manager Aastra per la piattaforma Office Communication Server e con la fornitura di terminalistica per la soluzione Response Point, e una con Hp ProCurve. Insieme a questa Aastra fornisce una soluzione di integrazione fonia-dati ideale per le aziende che vogliono migrare dalla telefonia Tdm all’Ip telephony e alla Unified Communication.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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