User Test & Focus Group? Ora è possibile gestire la ricerca UX da remoto

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AppQuality Point Of View

User Test & Focus Group? Ora è possibile gestire la ricerca UX da remoto

Quando, nell’attività di ricerca, design, prototipazione del prodotto digitale, si tratta di verificare la ‘user experience’, il focus group può inserirsi nelle fasi di design come uno strumento molto utile, accanto ad altri, tra cui il test di usabilità (User Test). In questa intervista, Luca Manara, CEO e cofondatore di AppQuality, spiega come funziona il Remote User Test, e ne illustra i benefici

17 Set 2020

di Redazione

Nell’era della trasformazione digitale, e dei processi di sviluppo del codice che adottano paradigmi come Agile e DevOps, il collaudo della “user experience” (UX) sperimentata con i prodotti e servizi software deve cambiare passo: un’evoluzione, quella nelle metodologie di testing e ricerca, che sta compiendosi anche attraverso l’evoluzione di tradizionali tecniche d’indagine come il focus group. Quest’ultimo è tipicamente guidato da un moderatore ed è utile, ad esempio, per facilitare la discussione, il confronto, tra un gruppo di utenti, e sondare le loro opinioni, preferenze, sensazioni, reazioni spontanee in merito a un determinato prodotto.

Remote User Test, come funzionano

Oggi, nelle fasi di collaudo della UX di app, siti web, portali di commercio elettronico, le analisi di user experience, compreso il Focus Group, possono essere digitalizzate, remotizzate, e a seconda dei casi adottate dalle imprese come strumento complementare ad altri, tra cui, ad esempio, il più classico focus group fisico. Lo spiega a ZeroUno Luca Manara, CEO e cofondatore di AppQuality: “Organizzare il classico focus group, riunendo ogni volta gli utenti in un luogo fisico, risulta complesso e costoso, specie quando un’organizzazione IT sta lavorando con un modello di sviluppo Agile/DevOps che rilascia una versione del prodotto ogni due settimane, e soprattutto nell’era Covid-19. Ecco perché AppQuality ha creato online una piattaforma digitale di collaboration che, tra i vari servizi di testing, fornisce l’opportunità di organizzare focus group e user test in modalità remota, anche avvalendosi dell’integrazione con strumenti di terze parti”.

Come funziona esattamente? “All’interno della room virtuale, nel caso ad esempio dello sviluppo di un nuovo prodotto, il moderatore può decidere in tempo reale di condividere con i partecipanti un prototipo: ad esempio può mostrare per cinque secondi l’interfaccia grafica di un sito web o di un canale mobile, per osservare come gli utenti interagiscono con tale oggetto, quali particolari ricordano, se hanno capito la procedura che dovranno compiere, e quali sono i suoi punti di forza e debolezza”, precisa Manara.

foto Luca Manara
Luca Manara, CEO e cofondatore di AppQuality

Focus group e usability testing, le differenze

Quando si parla di metodi di collaudo della UX occorre però avere chiara la differenza tra focus group e test di usabilità, precisa Manara: “AppQuality realizza entrambe queste metodologie. Tutte e vengono realizzate in modalità remota e raccolgono insight sull’interazione dell’utente con l’oggetto, poi utili nelle fasi di design, sviluppo, prototipazione del servizio: sono però due metodi che hanno obiettivi diversi. L’obiettivo del focus group è sondare le impressioni di un gruppo di testing per scoprire cosa gli utenti realmente desiderano da quel prodotto o sistema. Il test di usabilità, invece, si concentra sull’osservazione di come l’utente singolo interagisce effettivamente con il sistema/prodotto sviluppato, e se quest’ultimo offre un’esperienza utente facile, immediata e funzionale agli obiettivi degli utenti”.

In sostanza, focus group e test di usabilità sono riconducibili a fasi differenti del processo di progettazione. “All’inizio del progetto si può organizzare un focus group remoto per capire cosa quel gruppo di utenti vuol ottenere da quel dato prodotto digitale. Poi, in seconda battuta, si può creare un prototipo per verificare se il singolo utente utilizza efficacemente il prodotto stesso”.

Digitalizzare e remotizzare questo tipo di attività tramite la piattaforma di collaborazione di AppQuality è un grosso vantaggio, sottolinea Manara: “Immaginando di dover sviluppare un portale di e-commerce per una data area geografica, poter svolgere in remoto focus group e usability test porta certamente benefici in termini di risparmio di tempo e costi, rispetto all’alternativa di dover organizzare tutto sul posto. Senza contare che, attraverso gli strumenti di collaborazione remota online, tutto può essere gestito da un computer dell’ufficio, su cui i dati dei test possono essere raccolti in maniera organica tramite una dashboard strutturata: un cruscotto digitale sul quale è poi possibile eseguire le ulteriori operazioni di analisi e interpretazione richieste”.

il metodo crowdtesting

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Redazione

Nel corso degli anni ZeroUno ha esteso la sua originaria focalizzazione editoriale, sviluppata attraverso la rivista storica, in un più ampio sistema di comunicazione oggi strutturato in un portale, www.zerounoweb.it, una linea di incontri con gli utenti e numerose altre iniziative orientate a creare un proficuo matching tra domanda e offerta.

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