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Rockwell: allineamento fabbriche e uffici

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Rockwell: allineamento fabbriche e uffici

08 Lug 2009

di Giampiero Carli Ballola

Con una soluzione che abilita i sistemi di gestione e controllo della produzione allo scambio diretto d’informazioni con gli Erp e le applicazioni Scm, la società realizza un’architettura informativa globale che permette di legare i centri dove si produce a quelli dove si guida l’impresa

MILANO – Sebbene come società indipendente e quotata in Borsa, Rockwell Automation sia stata costituita solo nel 2001, la sua storia è più che centenaria, derivando dalla Allen-Bradley, nata nel 1903 a Milwaukee (Winsconsin) per produrre reostati e nel tempo divenuta un colosso mondiale nel settore della gestione dell’energia e dei sistemi di controllo della produzione per l’industria. Nello specifico, Rockwell Automation si occupa di sistemi e soluzioni per l’automazione degli impianti produttivi, con un’offerta che indirizza sia, come Oem, i produttori di macchinari, sia direttamente le aziende utenti e che va dai componenti stand-alone a sistemi integrati a livello enterprise. Il suo fatturato nei 12 mesi dal marzo 2008 al marzo 2009 è stato di 5,2 miliardi di dollari con un profitto netto che, per quanto colpito nel trimestre gennaio-marzo 2009 dalla crisi in cui oggi si trova l’industria americana (dove la società ha il suo mercato principale) è stato di 644 milioni, quindi superiore al 12%.
Abbiamo detto che il core business di Rockwell è l’automazione, con soluzioni Mes (manufacturing execution systems) indirizzate sia alla produzione discreta che continua. Il software sviluppato per questi sistemi si è evoluto nel tempo andando a formare una suite, Factory Talk, che comprende tutti i moduli necessari alla parte esecutiva del processo. Un anno fa è stata acquisita una società di intelligence applicata al mondo manifatturiero il cui prodotto è stato integrato in Factory Talk con il nome di Vantage Point. Su tale offerta e sul concetto di Mis (manufacturing management information systems) che questa comporta ruota oggi, come spiega Uwe Küppers (nella foto), Director Software Emea, la proposta strategica della società. Detta in estrema sintesi, l’idea è tanto semplice quanto, per certi aspetti, rivoluzionaria: si tratta di fare in modo che i dati relativi ai sistemi di produzione diventino parte integrante del patrimonio informativo aziendale e possano essere gestiti assieme ai dati transazionali relativi alle operazioni di business, nonché finanziarie, che vengono attuate nei confronti di clienti e fornitori, “in modo – dice Küppers – da portare il manufacturing all’interno dell’impresa”.
Il software Rockwell permette quindi ai sistemi Mis di dialogare con l’Erp da un lato e le applicazioni Scm relative alle supply chain che alimentano le diverse produzioni dall’altro, realizzando un’architettura informativa che copre tutti gli aspetti dell’attività di un’azienda ed elimina il gap tecnologico che tuttora separa la gestione della produzione dalla gestione del business, o se vogliamo, il mondo della fabbrica da quello degli uffici. Che oggi si parlano attraverso un’integrazione di dati che viene fatta tipicamente a mano con l’aiuto dei soliti tool (Excel, tanto per capirci). Automatizzando questo processo si ha il grande vantaggio di avere un feedback immediato sia degli effetti che le operazioni di business hanno sulla produzione, sia di quelli che le iniziative di ottimizzazione della produzione possono avere sul business. In un momento come quello attuale, dove il margine di errore concesso alle imprese si riduce quasi a zero, controllare in tempo reale l’allineamento tra produzione e business può tradursi in una sensibile ottimizzazione delle risorse, e quindi in fattore di  competitività. “Tanto più, – osserva Küppers –  se si considera che la nostra soluzione non comporta grandi investimenti, dato che non richiede nuovi sistemi ma fa leva su quello che le aziende hanno già”.
In effetti, poichè i vantaggi ottenibili dipendono più dal settore in cui opera l’azienda che dalle sue dimensioni, non c’è nulla che impedisca anche ad una Pmi di valutarne l’adozione, tanto che la soglia d’ingresso consigliata parte già dai 50 dipendenti in su.

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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