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Project Ansible: la nuova frontiera dell’Ucc

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Project Ansible: la nuova frontiera dell’Ucc

05 Set 2013

di Nicoletta Boldrini

Appena lanciato da Siemens Enterprise Communications, il progetto della nuova comunicazione “naturale, immersiva e vibrante” mira a organizzare e unificare tutti gli strumenti di communication & collaboration, compresi i canali web, social e mobile, in un’unica piattaforma. La consumerizzazione ha guidato lo sviluppo di una ‘human interface’ che rende ‘naturale’ e semplice utilizzare gli strumenti.

MILANO – Per ora è un programma che coinvolgerà a breve, entro la fine del 2013, aziende utenti e partner in progetti pilota, ma già dal 2014 Project Ansible darà vita ad una serie di soluzioni che, secondo le aspettative e gli obiettivi di Siemens Enterprise Communications, trasformeranno la comunicazione e la collaborazione tra persone, team virtuali, aziende/partner/clienti puntando sulla ‘human experience’. Per questo progetto la multinazionale sta collaborando già da due anni con Frog Design, azienda multinzionale americana che opera nel mondo della consulenza per il design e la strategia di prodotto, che ha contribuito allo sviluppo di interfacce grafiche intuitive (con uno studio particolare rispetto al comportamento degli utenti in ambito ‘consumer’). “L’obiettivo è proprio quello di rendere ‘naturale’ la comunicazione di tipo ‘professionale’, attualmente ancora troppo complessa – spiega a ZeroUno Riccardo Ardemagni, amministratore delegato della società italiana –. Oggi non vediamo ‘organizzate’ le strategie di Unified Communication & Collaboration (Ucc); si ‘perde’ ancora molto tempo nelle aziende per ‘orchestrare’ il lavoro e la collaborazione tra team. Con Project Ansible intendiamo ‘mettere ordine’ non solo semplificando la comunicazione ma anche integrandola all’interno dei processi di business al fine di rendere realmente efficace la collaboration”.

Integrare processi di comunicazione con i processi di business

Riccardo Ardemagni, amministratore delegato di Siemens Enterprise Communications

Nello specifico, stiamo parlando di una piattaforma che si colloca al di sopra di tutti i canali di comunicazione e collaborazione già presenti in azienda (salvaguardandone gli investimenti, dunque), aggregando in un unico punto le comunicazioni voce, video, e-mail, testi, content & file sharing, social network, ecc. nonché strumenti di ricerca delle informazioni, analisi e le applicazioni aziendali che si intende ‘connettere’ alla piattaforma, consentendo quindi ai processi di comunicazione di integrarsi con i processi di business, per esempio quelli del Crm: è già disponibile, infatti, l’integrazione con Salesforce.com ma la piattaforma è open, quindi partner tecnologici, dipartimenti It e sviluppatori esterni possono realizzare autonomamente nuove funzionalità, soluzioni specifiche per settori verticali e ampliare le possibili integrazioni con le soluzioni applicative di business attraverso Api (Application Programming Interface) e Sdk (Software Development Kit). “La grande novità sta però nell’esperienza utente – osserva Ardemagni – la quale diventa naturale, immersiva e ‘vibrante’ grazie ad un sistema in grado di rendere ‘naturali’ le comunicazioni. In pratica, la piattaforma si adatta al tipo di device, Os, network in uso e consente all’utente di scegliere il canale di comunicazione preferito (voce, social network, chat, ecc.) o con il quale si sente più confidente in un dato momento e per uno specifico ‘scambio’ o collaborazione con colleghi e team virtuali. Non solo: è in grado di analizzare l’utilizzo specifico degli strumenti da parte dell’utente e, quindi, di suggerire anche le funzionalità più efficaci per raggiungere un altro utente o per collaborare con il proprio team (se un utente chiama via telefono un collega che in quel momento non risponde, la soluzione identifica il canale più adatto – chat, social network, ecc. – per reperire il collega)”.
Da un punto di vista strategico, “Project Ansible rappresenta un’importante evoluzione dell’offerta Ucc, quindi sarà il cuore del nostro business futuro”, conclude Ardemagni, che ipotizza di trovare feedback positivi rispetto a questa offerta sia dall’attuale base installata, sia da diverse realtà industriali e nel mondo della Sanità, “dove la collaborazione tra team è un’esigenza molto sentita per aumentare l’efficienza”.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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