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Reply, beta tester di Oracle 11g rel 2: semplificazione e maggior controllo dei processi

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Reply, beta tester di Oracle 11g rel 2: semplificazione e maggior controllo dei processi

01 Set 2009

di Massimo Maffioli, Amministratore Delegato Technology Reply

Technology Reply è la società del gruppo Reply specializzata nella progettazione e realizzazione di architetture orientate ai servizi basate su tecnologia Oracle (Core Technology, Fusion Middleware).
Technology Reply, Oracle Certified Partner dal 2001 e Oracle Certified Advantage Partner dal 2003, ha sempre considerato un significativo valore aggiunto la possibilità di partecipare ai programmi di Beta Site succedutisi nel corso degli ultimi 10 anni (1998 primo beta site di Oracle8 Database).
Per il programma di Beta Site di Oracle 11g Rel.2, svolto durante quest’anno, fra le innumerevoli nuove funzionalità disponibili nella nuova versione del database, Technology Reply ha rivolto la propria attenzione alle funzionalità di “Oracle Backup In the Cloud”  ed “Edition-based Redefinition”.
Sperimentare “Oracle Backup in the Cloud” è stata la naturale prosecuzione di un’attività svolta nel corso del 2008 che aveva portato Technology Reply a realizzare una soluzione di database backup sicuro (utilizzando tecniche di crypting) su Amazon Web Services (AWS).
Lavorare con “Edition-based Redefinition” si è invece rivelato estremamente stimolante per scoprire nei dettagli questa nuova modalità di funzionamento di Oracle Database che, di fatto, introduce il concetto di “versioning dello schema” e come tale consente, una semplificazione ed un maggior controllo dei processi di rollout delle applicazioni.
Qualcosa in più sulle funzionalità verificate e sulla modalità con la quale abbiamo condotto la sperimentazione.
La soluzione di “Secure Backup”  si appoggia al servizio di storage management di Amazon (S3), che permette di minimizzare i costi grazie alla strategia “pay-per-use”, garantisce un ottimale livello di sicurezza e allo stesso tempo permette di localizzare i propri backup in un sito remoto, in modo da ottenere una soluzione di disaster recovery efficiente sotto tutti i punti di vista.
Il testing di questa fase è stato guidato dalle conoscenze collegate ad Amazon: si è deciso di testare il backup di un database di medie dimensioni via S3. Per farlo è stato necessario installare il modulo Oracle Secure Backup in the Cloud. Poi, si è configurato il media management configuration di Oracle Recovery Management in modo da redirezionare il backup dai normali tape al Cloud. Da questo punto in avanti, la modalità di backup è identica a quella già esistente su tape: dalla Enterprise Manager Console, si è scelto di generare un backup su tape, e si è schedulato un job di backup: dai log di RMAN si può verificare l’andamento del job e la sua fine. Il backup così creato è gestito internamente da Oracle come un normale backup su tape: in caso di necessità di restore, Oracle stesso gestirà il suo recupero dai server di Amazon in modo assolutamente trasparente.
La soluzione della “Edition-based Redefinition” permette, come già accennato, di effettuare un versioning di oggetti del database e, ancor più importante, di garantire l’accesso alle diverse versioni in modo assolutamente trasparente alle sessioni collegate al database.
La nuova feature rientra nel contesto di High Availability, per cui la nostra sperimentazione è stata direzionata su una applicazione critica su cui è importante minimizzare i tempi di rilascio di modifiche, fixing  ed evolutiva.
Il test è stato effettuato simulando la modifica del processo di prenotazione di oggetti in una videoteca con la coesistenza dei 2 processi fino all’esaurimento del backlog del processo orginale. Abbiamo dunque creato una nuova edizione sul database all’interno della quale sono state definite le nuove proprietà (ad es. modifiche allo schema e alle logiche pl/sql).
All’interno di una edizione, si possono effettuare tutte le modifiche volute su tutti gli oggetti “editionable” senza che nessuna sessione oracle se ne accorga (e continui quindi ad utilizzare l’altra). Dopo aver modificato le funzioni principali all’interno della nuova edizione, e testate localmente le modifiche, abbiamo abilitato un sottoinsieme di utenti (grant) all’utilizzo della nuova edizione. Tramite degli appositi oggetti Oracle denominati “Crossedition Triggers”, si sono mantenute allineate le due versioni coesistenti per il periodo di tempo necessario fino al termine della migrazione degli user ed al conseguente spegnimento della versione originaria (comando UNUSABLE).
Periodicamente, attraverso il sito dedicato ai partecipanti al programma di Beta Site, abbiamo comunicato avanzamenti e risultati della sperimentazione.
L’esperienza di questi mesi è stata molto utile sia ai nostri DBA che hanno condotto materialmente la sperimentazione in quanto si sono potuti confrontare con aspetti pratici e modalità di lavoro differenti dall’operatività quotidiana, ma anche a tutti coloro i quali hanno potuto, attraverso la documentazione ed il confronto con i beta tester, venire a conoscenza della miriade di nuove funzionalità ed intuire le potenzialità che si trovano in Oracle 11g Release 2.

Massimo Maffioli, Amministratore Delegato Technology Reply

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