L’evoluzione del mercato della virtualizzazione porta molte organizzazioni a rivalutare le proprie scelte infrastrutturali. Gli aumenti dei costi successivi all’acquisizione di VMware da parte di Broadcom e il ridimensionamento dell’ecosistema dei partner alimentano la ricerca di alternative. Nel quadro delineato da CDLAN, anche le difficoltà di approvvigionamento dei componenti hardware complicano la manutenzione, l’espansione e il revamping degli ambienti on-premises.
Per CDLAN, la risposta è una discontinuità tecnologica controllata: passare a una piattaforma indipendente senza rinunciare alle caratteristiche enterprise.
Da questo contesto e sull’esperienza maturata per i propri sistemi, nasce il servizio Private Cloud gestito basato su Proxmox, ospitato nei data center CDLAN C21 di Milano ed E100 di Roma. L’obiettivo è offrire stabilità dei costi, sovranità del dato e resilienza anche per carichi di lavoro mission-critical. Modularità e scalabilità permettono di adattare l’architettura alle esigenze di organizzazioni di diverse dimensioni.
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Un’infrastruttura open source con prestazioni di classe enterprise
La configurazione parte da cluster con almeno due nodi di calcolo, processori AMD con 32 core fisici a 3,25 GHz e 512 GB di RAM. Lo storage centralizzato utilizza unità Full NVMe collegate tramite Fibre Channel, con l’obiettivo di garantire prestazioni elevate e latenze ridotte.
La connettività Internet offre banda dedicata da 100 Mbps a 10 Gbps, con disponibilità di indirizzi pubblici IPv4 e IPv6.
Per la protezione dei dati, il servizio prevede Proxmox Backup Server dedicato oppure la soluzione cloud Veeam Backup & Replication di CDLAN. In entrambi i casi, i backup possono essere archiviati su object storage compatibile S3 ospitato nei data center del provider, con supporto all’immutabilità per proteggere le copie da alterazioni o cancellazioni dovute ad attacchi informatici ed errori umani.
Controllo e delega nel modello co-managed
Il modello co-managed costituisce il cuore del servizio. CDLAN cura la gestione infrastrutturale e la manutenzione proattiva, mentre il cliente conserva autonomia nella gestione della piattaforma. L’accesso near-root permette ai profili tecnici di intervenire sulle configurazioni di dettaglio, mantenendo il supporto del servizio gestito.
Questo equilibrio risponde a un’esigenza concreta: alleggerire il carico della gestione infrastrutturale senza rinunciare alla possibilità di intervenire sulle proprie risorse.
La stessa impostazione riguarda l’osservabilità. Il servizio mette a disposizione il monitoraggio e permette al cliente di utilizzare anche i propri strumenti, mantenendo visibilità sull’ambiente e continuità con le pratiche operative già adottate.
CDLAN supporta inoltre la migrazione dei dati da ambienti eterogenei, compresi i percorsi di repatriation. Il progetto integra così accompagnamento alla transizione, gestione condivisa e protezione geografica dei workload.
Una migrazione pensata per essere replicabile
L’elemento distintivo del progetto è l’ingegnerizzazione di Proxmox in un servizio gestito che ne facilita l’adozione e mantiene disponibili le funzionalità avanzate. La piattaforma richiede competenze sistemistiche specifiche: l’architettura e il presidio operativo di CDLAN rendono queste capacità fruibili attraverso un modello di servizio strutturato.
La modularità delle componenti e la standardizzazione dei processi favoriscono scalabilità e replicabilità della soluzione. Secondo CDLAN, questo approccio permette di rendere operativo l’ambiente entro pochi giorni dalla firma, riducendo i tempi di predisposizione tipici di un progetto on-premises.
La soluzione si rivolge quindi alle organizzazioni che vogliono consolidare l’infrastruttura o riportare workload sotto un maggiore controllo, il valore della proposta comprende prevedibilità economica, prestazioni, autonomia, nessun vendor lock-in e continuità operativa. CDLAN integra tecnologia open source, data center e competenze di gestione; il cliente mantiene la possibilità di governare la propria infrastruttura e accompagnarne l’evoluzione.
Il progetto concorre ai Digital360 Awards 2026 nella categoria “Cloud Computing & Soluzioni infrastrutturali”.













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