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Innovazione sulla corsia di sorpasso: le storie italiane di successo con cloud e AI



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All’AWS Summit di Milano, l’hyperscaler statunitense presenta una carrellata di imprese virtuose che hanno utilizzato la nuvola come “autostrada” per l’innovazione data-driven. Le testimonianze di Aeroporti di Roma, Satispay, Latitudo40, A2A Life Ventures e Vection Technologies

Pubblicato il 9 giu 2026



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Sono sempre più numerose le aziende italiane che usano cloud e intelligenza artificiale per trasformare processi e modelli di business. Lo testimoniano i partner e i clienti di Amazon Web Services che sono stati invitati a raccontare la propria esperienza virtuosa durante lo scorso AWS Summit di Milano.

Il colosso statunitense ha voluto celebrare il suo ventesimo anniversario attraverso la voce di chi quotidianamente mette a frutto la tecnologia per ottenere un reale vantaggio competitivo.

L’iniziativa è stata battezzata “AWS A1 – L’autostrada dell’innovazione” esplicitando il parallelismo con l’Autostrada del Sole, simbolo dello sviluppo economico e sociale dell’Italia nel dopoguerra. Oggi, allo stesso modo, le nuove dorsali digitali basate sulla nuvola sostengono la crescita del Paese, collegando imprese e persone, dati e servizi.

«Amazon S3 – afferma Giulia Gasparini, Country Leader di AWS Italia -, il primo servizio cloud commerciale di AWS, è stato lanciato il 14 marzo 2006 con l’ambizione di fornire tecnologia alla stessa maniera dell’energia. Inizialmente, gli analisti erano scettici e si pensava che il modello potesse interessare solo le aziende di fascia enterprise, mentre oggi sappiamo bene che ha permesso la democratizzazione della tecnologia».

Un Paese che accelera, ma a velocità diverse

Secondo il report Unlocking Italy’s AI Potential 2026 presentato da AWS, anche in Italia cloud e intelligenza artificiale sono sempre più diffusi, ma c’è ancora molta strada da percorrere.

Oggi il 40% delle aziende nazionali ha adottato soluzioni di AI (+33% rispetto all’anno scorso) e il 70% usa il cloud. La crescita, però, non è omogenea: nel Nord-Ovest, la percentuale di penetrazione dell’AI si attesta al 46%, mentre al Sud e nelle Isole si ferma, rispettivamente, al 33% e 31%. Lo stesso vale per la nuvola (76% al Nord-Ovest, 64% al Sud, 61% nelle isole).

Tuttavia, il divario più rilevante riguarda l’efficacia dell’utilizzo: nel Nord-Ovest il 18% delle aziende che usano l’AI ha raggiunto uno stadio avanzato di trasformazione dei processi, contro l’8% del Sud e il 6% delle isole.

Le startup restano il segmento più dinamico: il 71% utilizza l’AI e addirittura l’88% il cloud. Tra le PMI, l’adozione dell’intelligenza artificiale è passata dal 29% al 38% nell’ultimo anno, ma solo l’11% delle aziende è arrivato a farne un utilizzo realmente trasformativo per il business.

«Il cloud – commenta Gasparini – è il presupposto per una AI scalabile. Dove le fondamenta digitali sono più deboli, il salto verso un uso trasformativo diventa più difficile».

La rivoluzione cloud e AI dal punto di vista dei partner

Sul palco dell’evento meneghino, AWS ha dato spazio anche ai partner che ogni giorno accompagnano le imprese nei percorsi di trasformazione digitale guidati dall’AI.

Per Luca Gardini, Global Head, Strategic Partnership and Alliances di Reply la domanda delle aziende è cambiata radicalmente: non più dimostrazioni, ma la necessità di stimare da subito ritorni tangibili. «I clienti – spiega – sono diventati più esigenti. Hanno già una conoscenza di base dei modelli e la richiesta tipica è capire come l’AI può trasformare il business». Oggi, insomma, le organizzazioni chiedono velocità e industrializzazione, con casi d’uso concreti e pronti a scalare.

«Stiamo lavorando con AWS – spiega il manager – per preparare dei semilavorati da personalizzare con i dati dei clienti, perché le aziende non vogliono reinventare la ruota ma integrare l’intelligenza artificiale con il patrimonio tecnologico esistente». Ed è proprio qui che, secondo Gardini, «il cloud rappresenta il silicon backbone che evita all’AI di diventare una divoratrice di risorse, consentendo ai clienti di ottenere i risultati attesi». Controllo dei costi e governance sono, infatti, tra le principali richieste delle aziende quando affrontano i progetti AI.

I 3 pilastri di un’AI di successo

A confermare la centralità della nuvola per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale è anche Simone Merlini, CEO e co-fondatore di beSharp: «I tre cardini che decretano il successo dei progetti AI sono le informazioni, il cloud e il mindset. L’Italia soffre ancora per la mancanza di una data culture, ma senza dati è impossibile che l’intelligenza artificiale funzioni».

Come osserva Merlini, se le iniziative AI hanno una forte componente di incertezza, dovuta alla velocità stessa dell’evoluzione tecnologica, oggi le aziende stanno oltrepassando la fase di “pilotite” (ovvero l’eccesso di progetti pilota che non riuscivano a scalare) ed esistono effettivamente molti casi d’uso con risultati concreti. Ragion per cui, molte aziende si rivolgono al consulente non per chiedere supporto nella realizzazione di un progetto specifico, ma per avere una dimostrazione delle potenzialità dell’intelligenza artificiale, per capire quali potrebbero essere gli utilizzi e i ritorni. Qui ancora una volta, Merlini ribadisce la preminenza del cloud, che da modello poco capito è diventato la nuova normalità, quindi un “take it for granted” e, oggi, addirittura un “value for strategy”.

AI nelle aziende: i casi reali

Ed è così che la nuvola, come substrato abilitante l’intelligenza artificiale, ha permesso ad AWS di collezionare una serie di casi di successo, dal Nord al Sud Italia, con imprese di ogni settore e dimensione.

Aeroporti di Roma

Tra le storie presentate al Summit milanese, ADR – Aeroporti di Roma. Lo scalo più grande d’Italia – con oltre 50 milioni di passeggeri l’anno – ha raccontato una duplice esperienza. Innanzitutto, ha sviluppato un assistente virtuale disponibile attraverso la chatbot WhatsApp e sul sito ufficiale dell’azienda, basato sul linguaggio naturale, che accompagna il passeggero in tutte le fasi del viaggio.

Come riporta Domenico Casolino, Head of IT Solutions Development di ADR, attualmente, l’applicazione gestisce oltre 10mila conversazioni al giorno, con circa 30mila interazioni, e ha ottenuto un alto indice di gradimento con un punteggio di 4,6 su 5.

Durante un’allerta meteo l’utilizzo dell’applicazione è addirittura raddoppiato e l’architettura basata sulle tecnologie AWS ha scalato in automatico, senza intaccare i tempi di risposta.

La società ha anche implementato una piattaforma IoT che gestisce gli asset degli scali, segnando il passaggio da una manutenzione reattiva a una predittiva e data-driven, con meno apparati fuori servizio e una migliore qualità percepita.

Latitudo40

Grazie all’intelligenza artificiale e al cloud di AWS, Latitudo40 di Napoli, invece, è riuscita a trasformare terabyte di dati satellitari – in gran parte immagini dai satelliti Sentinel del programma Copernicus dell’ESA gestite su Amazon S3 – in indicatori su qualità dell’aria, rischio climatico e stress termico, utili per città e imprese.

La società partenopea oggi è in grado di analizzare le immagini di una superficie pari a 100 km² in 30 minuti, con tempi di ingestione ridotti del 70% grazie a EC2, S3 e GPU on-demand.

Tra i progetti realizzati, durante il Summit, Francesco Amato, Business Development Manager della società, cita la simulazione tramite AI generativa, dell’evoluzione futura di un’area industriale dismessa in Irlanda e un’app per la mobilità dolce (pedoni, ciclisti, monopattini) a Torino, che sceglie i percorsi più ombreggiati e meno inquinati.

Satispay

Un altro caso di successo è Satispay, che grazie a un’utilizzo efficace dell’intelligenza artificiale ha reso sicuri e scalabili milioni di pagamenti digitali. Il tutto, come sottolinea il Ciso, Giovanni Mellini, mentre sosteneva un ritmo di crescita vertiginoso, passando in pochi anni da 70 a 800 dipendenti e superando il tetto dei 6 milioni di utenti.

Scendendo nel dettaglio del progetto, l’azienda aveva la necessità di distinguere il traffico legittimo da quello illegittimo senza intaccare l’esperienza dell’utente.
La sfida è stata risolta filtrando il traffico non autorizzato ai margini del cloud e integrando la sicurezza by design nei flussi applicativi tramite l’SDK (Software Development Kit) di AWS, con monitoraggio e detection continui. Il risultato? Costi ridotti, meno “rumore di fondo” sui sistemi di backend e la possibilità per i team IT di concentrarsi su altre attività.

Vection Technologies

Il caso di Vection Technologies, invece, mostra il risvolto più umano dell’innovazione IT. A raccontare la storia di successo, durante l’AWS Summit, è Ernesto Di Iorio, CEO di QuestIT, società nata come spin-off dell’Università di Siena e acquisita dal Gruppo Vection Technologies nel 2024. Grazie al Progetto, realizzato in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi, l’azienda ha sviluppato una piattaforma AI che permette di tradurre in tempo reale le informazioni nella lingua dei segni attraverso un avatar digitale.

La soluzione si presta soprattutto all’utilizzo in stazioni ferroviarie e aeroporti, dove i passeggeri devono poter ricevere aggiornamenti su orari, biglietti, servizi, ritardi, cambi di binario o cancellazioni in modo semplice e autonomo. Sono già attive le prime installazioni a Roma Termini, Milano Centrale e all’aeroporto di Cagliari.

A2A Life Ventures

A percorrere l’autostrada dell’innovazione c’è anche A2A Life Ventures, società di open innovation del Gruppo A2A, lanciata nell’ottobre 2025. Come spiega il CeoPatrick Oungre, l’azienda ha sviluppato una soluzione per ricostruire con precisione cosa entra e cosa esce dagli impianti di trattamento rifiuti.

Combinando Computer Vision, un sistema di tag e un modello di Machine Learning customizzato (85% di accuratezza) accelerato da Amazon Bedrock, l’azienda è riuscita a “vedere” ciò che prima era una scatola nera e oggi può stimare la marginalità per cliente, quantificare la materia recuperata e restituire analitiche dettagliate, utili anche in chiave di trasparenza e bilanci di sostenibilità.

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