Spostare applicazioni in modo trasparente tra server remoti, utilizzando il cloud computing, consentendo di spegnere i sistemi sottoutilizzati e attivarli solo nei momenti di picco, con un conseguente risparmio dei costi energetici e un’ottimizzazione degli investimenti in hardware. È quello che consente la tecnologia sviluppata nell’ambito del progetto Reservoir, Resources and Services Virtualization without Barriers, guidato da Ibm, che coinvolge 13 partner europei e che è finanziato dall’Unione Europeo con un investimento di 17 milioni di euro.
In occasione del Cebit, Ibm e Sap hanno dimostrato come è possibile gestire applicazioni dell’Erp vendor utilizzando sistemi Ibm Power Systems remoti attraverso la “nube”. La tecnologia alla base di questa innovazione si preoccupa di bilanciare automaticamente i carichi di lavoro tra sistemi e data server distribuiti, senza interruzione del servizio per gli utenti. Perché questo nuovo paradigma possa essere pienamente utilizzato, un ruolo sempre più importante sarà assegnato ai service provider che, come spiega Joachim Schaper, vice presidente Emea di Sap Research, “i provider di servizi dovranno fornire agli utenti accesso ai servizi in tutto il cloud. Dovranno inoltre competere su prestazioni e qualità del servizio, e quindi il cloud del futuro dovrà supportare la mobilità delle applicazioni tra due data center disparati, per potenziare le prestazioni”.
Il cloud computing secondo Ibm e Sap
Pubblicato il 12 Mar 2009

Argomenti
Canali
VITA DA CIO
-

“Innovare senza perdere equilibrio”: la vision di Paolo Cinelli, CIO di Bolton
21 Mag 2026 -

Il CIO come “veicolatore di conoscenza”: il modello Danone tra AI, dati e governance globale
01 Apr 2026 -

L’ ICT in Unieuro, la vision del CIO Luigi Pontillo
30 Mar 2026 -

Dentro l’IT di WPP Media: così si governa la complessità di un network globale
23 Mar 2026 -

«Il coraggio della leadership»: la visione di Giovanni Cauteruccio, CIO di Prysmian
13 Mar 2026








