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Aruba Enterprise: pronta per le aziende che guardano all’hybrid cloud

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Attualità

Aruba Enterprise: pronta per le aziende che guardano all’hybrid cloud

11 Feb 2019

di Riccardo Cervelli

A dieci anni dalla nascita, la divisione di Aruba che si rivolge ai grandi clienti con un’apposita organizzazione, know how, partner e una crescente rete di grandi data center, ha le carte in regola per sostenere la digital trasformation in chiave di cloud ibrido e multi-cloud

PONTE SAN PIETRO (BG) – Se il prossimo futuro dell’IT enterprise si gioca intorno alla realizzazione di architetture hybrid cloud e multi-cloud, Aruba sta facendo di tutto per essere puntuale a questo appuntamento con la sua divisione Aruba Enterprise. Dietro questo brand sono raggruppate tutte le attività del Cloud service provider relative ai progetti complessi in ambito Data Center, Cloud e Trust Services per aziende e PA (pubblica amministrazione).

Un momento dell’evento

Per dimostrarlo, la scorsa settimana l’azienda, fondata nel 1994 ad Arezzo, ha organizzato un evento nel campus del Global Cloud Data Center di Ponte San Pietro (Bergamo), inaugurato a nell’ottobre 2017. Oltre alla famiglia fondatrice e al top management, all’evento erano presenti anche uno dei più importanti partner del provider italiano – VMware – e due dei più prestigiosi clienti a livello nazionale: Decathlon e Nexive. L’audience era composta soprattutto da rappresentanti di altri utenti enterprise dei mondi delle imprese e della PA.

Dall’hosting a un vendor multiservizi

Quali sono state le tappe principali dello sviluppo di Aruba e che cosa è oggi questa realtà? Lo ha raccontato Stefano Cecconi, CEO. “Siamo nati nel 1994, quando ha iniziato a diffondersi internet, trasformando l’azienda di famiglia in ambito It in uno dei primi Internet Service Provider italiani. L’azienda si trovava in una zona di campagna, dove era difficile ottenere un accesso a internet, che in quegli anni era di tipo dial-up. Abbiamo deciso quindi di affrontare il problema in prima persona creando un ISP. Poi, anche in Italia è arrivato l’internet gratis. A quel punto abbiamo evoluto il modello di business in direzione dell’hosting e della registrazione di domini. Nel 2000 abbiamo introdotto il brand Aruba.it, famosa per offrire spazi con prezzi a partire da 40.000 lire all’anno. Con il passare del tempo abbiamo aggiunto sempre più nuovi servizi innovativi, fra cui un altro che ci ha resi particolamente famosi: la PEC (Posta elettronica certificata)”. Se per diventare registratore di domini, Aruba aveva dovuto acquisire lo qualifica internazionale di registrar, per offrire la PEC ha ottenuto anche quello di Certification Authority.

Foto di Stefano Cecconi
Stefano Cecconi, CEO di Aruba

Da provider nazionale a protagonista internazionale

Oggi Aruba rappresenta un’azienda con oltre 700 addetti, tra dipendenti e collaboratori, che offre servizi di data center (100.000 mq), web hosting (1,4 milioni di siti attivi), e-mail (8,6 milioni caselle attive), PEC (6,1 milioni) e registrazione dominii (2,6 milioni registrati e mantenuti). Negli ultimi dieci anni, con la creazione di Aruba Enterprise, ha sviluppato una grande esperienza nella realizzazione e gestione di data center, non solo per se stessa (“I primi li abbiamo costruiti con risorse interne”, ha sottolineato Cecconi), ma anche per altri clienti, e ha iniziato a creare un network a livello europeo. La società è oggi attiva sui principali mercati europei quali Francia, Inghilterra, Germania e Spagna e vanta la leadership in Repubblica Ceca e Slovacca ed una presenza consolidata in Polonia e Ungheria.

Foto del global cloud datacenter di Aruba
Il global cloud datacenter di Aruba

Partnership strategica con VMware

La nascita di Aruba Enterprise ha coinciso anche con lo sviluppo di un nuovo modo di rapportarsi con le diverse clientele. “Per gli utenti privati – ha esemplificato Giorgio Girelli, General Manager Aruba Enterprise – quello che conta di più è che i servizi funzionino. Non vorrebbero dover chiamare mai il fornitore”. Se necessitano di informazioni, al massimo, ricorrono alle funzionalità self-service sul web o, al limite, parlano con l’addetto di un call center. “I clienti enterprise, al contrario, desiderano parlare con noi. Per questo motivo Aruba Enterprise ha sviluppato un’organizzazione che comprende dagli account manager agli specialisti di prevendita, fino ad arrivare ai project manager che accompagnano i clienti fino ai ‘go live’ dei progetti”.

foto di Stefano Sordi
Stefano Sordi, Direttore Commerciale Aruba

Un aspetto fondamentale, quando si tratta di affrontare grandi sfide quali quelle poste dai grandi clienti, è la necessità di coinvolgere altri soggetti esperti in determinate tematiche. “In ambito enterprise – ha affermato Stefano Sordi, Direttore Commerciale Aruba – le partnership sono fondamentali, e sono anche ciò che ci consente di essere riconosciuti dai clienti per imprenditorialità e agilità”. Se c’è un partner di Aruba che spicca su tutti gli altri, quello è sicuramente VMware. “È un grande vendor globale – ha continuato Sordi -. Nel collaborare con questa azienda siamo stati da subito facilitati dal fatto che giù usavamo le sue tecnologie da anni per finalità interne. Questo ci ha aiutato ad estenderne l’adozione presso i nostri clienti”.

foto di hervè renault
Hervé Renault, EMEA Head of Cloud Providers VMware

“Aruba – ha dichiarato in un suo intervento Hervé Renault, EMEA Head of Cloud Providers VMware – è il principale fra i circa 150 provider clienti che abbiamo in Italia. Considerate la sua competenza, l’adozione delle nostre tecnologie – sia tradizionali, sia quelle più recenti – , e l’infrastruttura in continua crescita (da non dimenticare che presto inizieranno i lavori di costruzione di nuovo grande data center a Roma, ndr), ci sentiamo di raccomandare Aruba come un partner ideale delle aziende che intendono puntare sull’hybrid cloud e il multi-cloud”.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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