Sovranità digitale

Euro Office, l’alternativa open source europea a Microsoft 365 arriva il 9 giugno



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Basata sul nucleo di OnlyOffice, la suite integra editing collaborativo, videoconferenze e strumenti enterprise. L’obiettivo è offrire a imprese e PA europee un’alternativa concreta alle piattaforme proposte dai principali hyperscaler garantendo la sovranità digitale

Pubblicato il 4 giu 2026



Euro Office
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Dal 9 giugno 2026 le aziende e le pubbliche amministrazioni europee che vogliono dotarsi di una soluzione di produttività aziendale conforme ai principi di sovranità digitale hanno a disposizione una nuova opzione: Euro Office.

La promessa della sovranità digitale non si esaurisce nel nome. Euro Office si inserisce, infatti, in un contesto normativo e politico sempre più definito: dal GDPR al Data Act, passando per il Digital Markets Act e le linee guida sulla EU Cloud Sovereignty. In un quadro legislatorio così complesso, la questione non è più solo dove risiedono i dati, ma chi ne esercita il controllo giuridico, operativo e infrastrutturale.

Come nasce Euro Office

Euro Office prova a rispondere a queste domande su tutti e tre i livelli.

Sul piano tecnico, la piattaforma è progettata per essere distribuita su cloud europei certificati o on premise, garantendo così piena portabilità e interoperabilità.

L’architettura modulare consente alle organizzazioni di integrare componenti esistenti – dai sistemi di Identity Management alle soluzioni storage – evitando i lock-in tecnologici tipici degli hyperscaler.

Sul piano legale, l’assenza di giurisdizioni extra-UE rappresenta il vero punto di discontinuità. Il nodo del Cloud Act – che consente alle autorità statunitensi di richiedere accesso ai dati detenuti da provider USA anche se fisicamente in Europa – viene aggirato non con clausole contrattuali, ma con una scelta strutturale, ovvero eliminare l’esposizione alla normativa statunitense.

Infine, sul piano operativo, Euro Office introduce un modello di governance trasparente e auditabile, coerente con i principi dell’open source. Il codice è ispezionabile, le roadmap sono pubbliche, e le organizzazioni possono contribuire direttamente allo sviluppo o affidarsi a partner europei per il supporto enterprise.

Cos’è Euro Office e perché è importante oggi

Si tratta di una suite collaborativa open source che integra editing dei documenti, videoconferenze ed e-mail in un’unica piattaforma, installabile su infrastruttura europea, senza rischio di interferenze del Cloud Act americano.

Per le pubbliche amministrazioni e i settori regolati – sanità, finanza, difesa – Euro Office rappresenta una leva immediata per ridurre il rischio geopolitico e rafforzare la compliance. Per le imprese private, invece, la decisione è più sfumata e richiede di trovare il giusto equilibrio tra indipendenza strategica e pragmatismo operativo.

Differenze con LibreOffice

Il nome potrebbe trarre in inganno: Euro Office non ha nulla a che fare con LibreOffice. Il progetto è un fork basato sul nucleo open source di OnlyOffice di Ascensio System SIA – editor web per documenti, fogli di calcolo, presentazioni e PDF – che va distinto anche dall’omonimo progetto di Apache Foundation, con cui non condivide né codice né licenza.

Il codice sorgente è pubblicamente accessibile su GitHub. La scelta di OnlyOffice come base non è casuale: rispetto ad altri editor open source, infatti, offre un’interfaccia in stile ribbon (quella che in italiano chiamiamo comunemente barra multifunzione) molto familiare a chi proviene dall’ecosistema Microsoft, con l’obiettivo di rendere la migrazione il meno traumatica possibile per utenti e amministratori IT.

Funzionalità: cosa include la suite

Euro Office si presenta come una piattaforma integrata di produttività e collaborazione progettata per coprire l’intero spettro delle esigenze operative di aziende e pubbliche amministrazioni, senza ricorrere a servizi esterni extra-UE.

L’approccio è quello di una suite unificata, in cui ogni componente – dall’editing documentale alla comunicazione, fino alla gestione amministrativa – è nativamente integrato e distribuito in modo coerente su infrastrutture controllate.

A differenza dei modelli frammentati basati su app e servizi separati, Euro Office punta su un’esperienza centralizzata, accessibile via browser, che riduce la complessità operativa e semplifica la governance IT.

L’architettura open source consente, inoltre, un elevato grado di personalizzazione e permette alle organizzazioni di adattare la piattaforma ai propri requisiti specifici, sia in termini di sicurezza che di flussi di lavoro.

Editing e collaborazione documentale

Euro Office supporta la creazione e modifica di file nei principali formati Microsoft Office (DOCX, XLSX, PPTX) e OpenDocument (ODT, ODS, ODP), direttamente da browser.

La collaborazione in tempo reale consente a più utenti di lavorare contemporaneamente sullo stesso documento, con strumenti per commenti, revisioni con tracciamento delle modifiche, confronto versioni e cronologia completa. È anche possibile chattare con i co-autori durante la sessione di lavoro.

Videoconferenze e comunicazione

Per le videoconferenze, la suite si appoggia a Nextcloud Talk, piattaforma WebRTC integrata che supporta chiamate audio-video, condivisione schermo e registrazione dei meeting.

A completare l’ecosistema comunicativo ci sono strumenti per la posta elettronica, calendario condiviso e chat aziendale. Il tutto accessibile da un’unica interfaccia.

Pannello amministrativo e integrazioni enterprise

Sul fronte della gestione, Euro Office offre un pannello amministrativo unificato per il provisioning degli utenti, la gestione dei permessi, l’auditing e la compliance.

La piattaforma supporta le principali soluzioni di identità aziendale: LDAP (Lightweight Directory Access Protocol, il protocollo standard del settore utilizzato per comunicare, interrogare e modificare i servizi di directory), Active Directory, SAML (standard aperto basato su XML che consente lo scambio sicuro di dati di autenticazione e autorizzazione tra domini diversi), OpenID Connect e autenticazione multifattore.

Chi gestisce ambienti IT strutturati troverà questi elementi fondamentali per un’integrazione senza frizioni.

Sovranità digitale: il vero motore del progetto

Euro Office nasce in un contesto normativo e geopolitico preciso. Il Cloud Act americano del 2018 consente alle autorità statunitensi di richiedere l’accesso a dati conservati da aziende americane anche su server situati all’estero. Per molte organizzazioni pubbliche europee – e per un numero crescente di aziende private – questa possibilità è diventata un rischio reputazionale e legale difficile da ignorare.

La risposta di Euro Office è strutturale: la piattaforma può essere installata on-premise, in cloud privati o tramite provider europei certificati, garantendo pieno controllo sulla localizzazione dei dati e sull’infrastruttura.

L’integrazione con strumenti di intelligenza artificiale è pensata per funzionare in locale, evitando che dati sensibili vengano inviati a modelli cloud esterni.

Punti di forza e limiti

Per le pubbliche amministrazioni e le grandi organizzazioni con un team IT interno, Euro Office offre una proposta difficile da ignorare: costo ridotto rispetto alle licenze Microsoft, nessuna dipendenza da un vendor straniero, codice ispezionabile e piena compatibilità con i formati Office più diffusi. L’interfaccia familiare abbassa la curva di apprendimento per gli utenti finali.

Il confronto con Microsoft 365 resta, però, asimmetrico su alcuni fronti. L’ecosistema Microsoft mantiene un vantaggio significativo sull’integrazione con software legacy, sulla gestione di macro avanzate e sui workflow più complessi.

Ma soprattutto, gestire autonomamente una piattaforma collaborativa richiede competenze IT interne e manutenzione costante: un ostacolo reale per le PMI senza un team dedicato, che potrebbero trovare più semplice – almeno nel breve periodo – continuare ad affidarsi a un abbonamento gestito.

Quando e come provarlo

Euro Office sarà disponibile a partire dal 9 giugno 2026. Il codice sorgente è già accessibile su GitHub per chi vuole esplorare il progetto in anticipo o valutare un’installazione autonoma. Per seguire l’evoluzione del progetto, il riferimento principale è il blog ufficiale di Nextcloud, che ha affiancato lo sviluppo della suite sul fronte delle videoconferenze e dell’infrastruttura collaborativa.

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