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Amazon, alla testa del cambiamento

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Amazon, alla testa del cambiamento

16 Mar 2015

di Arianna Leonardi

Incontro esclusivo con Nicola Previati, Head of AWS Italy per parlare di evoluzione della nuvola, strategie aziendali e mercato italiano

“Il cloud oggi rappresenta il new normal: le aziende italiane non si chiedono più se andare sulla nuvola, ma come”. A sostenere il cambio di prospettiva è Nicola Previati, Head of AWS Italy, che, nel corso di un’intervista esclusiva a ZeroUno, racconta vision e strategie della divisione Amazon lanciata nel 2006 e attuale leader del settore IaaS (fonte: Gartner, 2014).

Nicola Previati, Head of AWS Italy

Per Aws, l’Italia sta acquisendo importanza strategica, confermata dall’apertura della nuova filiale milanese: “La presenza diretta – afferma Previati – ci permette di soddisfare in modo più puntuale le richieste di supporto tecnico e commerciale in aumento da parte delle imprese nazionali. Le aziende si interrogano sulle modalità per il passaggio al cloud: il nostro team locale e l’ecosistema dei partner possono aiutarle nell’individuare l’approccio corretto, accelerando il time-to-market”.

Previati dichiara che il ruolo dei provider italiani è complementare e centrale per Aws: “Il mercato del cloud ha tali dimensioni che coesisteranno tanti operatori di successo, tra cui si possono creare sinergie proficue”.

Nell’ambito della shared responsability (l’approccio della divisione Amazon alla security), ad esempio, i player locali possono offrire servizi aggiuntivi, mentre Aws si preoccupa dell’affidabilità delle sole infrastrutture: “Condividere con il cliente il modello di gestione della sicurezza è fondamentale per non creare equivoci – sottolinea Previati -. A noi compete la sicurezza fisica del data center (server, storage, rete), mentre al cliente spetta quella applicativa: noi mettiamo a disposizione i tool di protezione (ad esempio, i firewall), ma è di chi acquista il servizio l’onere di configurarli. I partner locali possono supportarlo in queste operazioni, anche con l’offerta di servizi aggiuntivi”.

Secondo il manager, comunque, sicurezza e privacy ormai non sono una barriera al cloud così forte: negli ultimi 12-24 mesi si nota più fiducia nella nuvola, generata da una maggiore conoscenza e dai numerosi casi di successo nazionali e globali (Previati porta ad esempio i clienti Imperia & Monferrina, Condé Nast, Vodafone). Tra i driver d’adozione, invece, il manager cita l’innovazione in quanto priorità aziendale numero uno: “Le imprese italiane, hanno bisogno di concentrarsi sul core business, non di sprecare risorse nella gestione del data center”.

Le aree di maggiore focalizzazione, secondo Previati, sono gli analytics (che richiedono risorse aggiuntive da implementare rapidamente per gestire workload massivi), soprattutto sulla spinta di IoT, Big Data e servizi di nuova frontiera (per esempio, la webcam wifi Dropcam per il monitoraggio dei bambini, che sfrutta il cloud Aws per la gestione dei filmati e la video analytics).

In questo mondo che cambia, l’obiettivo di Aws è ovviamente accrescere la propria posizione di leadership. Come? Tra le linee strategiche, Previati elenca: l’apertura di nuovi data center nel mondo, dopo le due strutture inaugurate recentemente a Francoforte (la scelta delle geografie sarà effettuata sulla base di criteri tecnici e strategici come la legislazione locale in materia di dati); l’innovazione continua del servizio (“nel 2012 abbiamo rilasciato 160 nuove funzionalità, nel 2013 280 e nel 2014 oltre 500”); la vicinanza e l’ascolto dei clienti (“il 90-95% delle novità introdotte deriva dai feedback delle aziende”). “In Italia, l’obiettivo è puntare alla crescita aziendale e al consolidamento della rete dei partner. E stiamo cercando nuove persone per arricchire il nostro team”, conclude Previati.

Arianna Leonardi

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