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Reorder: green data center dalla A alla Z

pittogramma Zerouno

Reorder: green data center dalla A alla Z

18 Mar 2009

di Nicoletta Boldrini

È il 2006 quando un gruppo di persone con competenze tecniche e manageriali nella realizzazione e controllo di alcuni dei più grandi data center europei, formatesi all’interno di I.Net, azienda operativa nell’ambito delle infrastrutture Ict e delle business continuity, oggi business unit di BT, decide di fondare Reorder.
Tra loro anche Luca Bortot, direttore tecnico di Reorder, che a Green Economy di Zero-Uno racconta le due anime della società: quella della progettazione degli impianti e delle infrastrutture e quella del monitoraggio. “Le persone che operano oggi nella nostra società hanno una lunga esperienza in termini di progettazione e ristrutturazione dei data center”, dice Bortot. “Siamo in grado di offrire le nostre competenze tecniche a partire dalla scelta del terreno fino alla realizzazione completa dell’infrastruttura tecnologica; possiamo partire dall’ammodernamento di un impianto preesistente fino alla costruzione integrale dell’edificio e alla messa in opera dell’intero data center”.
Ma è sull’anima legata al monitoraggio che Bortot vuole porre l’accento, dato che è uno degli elementi di differenziazione della società. “Il nostro focus sui sistemi di monitoraggio nasce insieme alla progettazione degli impianti, dato che avevamo la necessità di dimostrare ai clienti quali fossero e potessero essere i risultati raggiungibili attraverso il nostro intervento”, spiega il direttore tecnico. “Negli anni passati non esistevano metriche standard da seguire, quindi avevamo sviluppato un sistema di monitoraggio per tenere sotto costante controllo tutti i parametri vitali dell’edificio, a partire dalla qualità della corrente elettrica erogata fino allo stato del singolo computer sia dal punto di vista fisico che informatico”. 
Reorder ha riscritto il software di monitoraggio implementando nuove funzionalità e opzioni di monitoraggio, analisi, reporting, che consentono alle aziende utenti di avere viste allargate e collegate. “Oggi siamo in grado di fornire delle “griglie” di rilevazione grazie alle quali sono poi possibili analisi e correlazioni dello stato di tutte le risorse monitorate necessarie ad individuare le concause collegate agli eventi e potere cosi intervenire tempestivamente in caso di necessità”, conclude Bortot.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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