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Infor: la gestione degli asset diventa green

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Infor: la gestione degli asset diventa green

25 Mar 2009

di Nicoletta Boldrini

Anche le soluzioni applicative possono supportare concretamente le politiche ambientali delle aziende e intervenire sul controllo degli asset e la loro eco-sostenibilità. Come? Controllando e gestendo correttamente i processi operativi

Per Infor il concetto di Green It non è tanto rivolto agli strumenti hardware/software utilizzati dagli utenti per la loro informatica individuale (e quindi consumi dei Pc, della carta, dei server, utilizzo delle postazioni di lavoro, supporto remoto ecc.) ma è invece orientato ai principali processi delle operations delle aziende produttive (quindi la Produzione, il Packaging, la Logistica, l’Asset Management & Manutenzione, ecc.). Con questa premessa Sandro Turci, account manager EAM dell’azienda spiega come le soluzioni Infor si rivolgano principalmente ad aziende del settore industriale.
“Nonostante il fatto che la eco-sostenibilità sia un criterio positivo e adottabile in ogni circostanza e possa diventare uno “stile di vita” per qualsiasi azienda, l’efficienza energetica e la compatibilità aziendale giocano un ruolo effettivamente importante laddove sia in gioco una quantità di energia rilevante”, dice Turci. “Questo normalmente avviene in ben individuate aree di operations quali l’approvvigionamento, la produzione, il confezionamento, la logistica, l’asset management e la manutenzione. E in generale in tutta la supply chain”.
“Ed è in questa direzione – aggiunge il manager – che Infor offre alle aziende clienti un approccio che si concretizza in soluzioni in grado di supportare effettivi risparmi energetici e una conseguente riduzione dell’impatto ambientale. In particolare, abbiamo introdotto in alcune nostre applicazioni uno specifico riferimento agli aspetti di consumo energetico e riduzione dell’impatto ambientale”. Cosa significa concretamente è presto detto: uno degli esempi più evidenti è l’applicazione Infor Eam Asset Sustainability Edition dove sono stati integrati i più avanzati concetti di Asset Management & Manutenzione con il possibile controllo continuo dei consumi energetici (si tratta di un programma di gestione degli asset che in chiave “green” consente di raccogliere, immagazzinare ed elaborare informazioni relative a tematiche come il consumo energetico, lo status degli asset e la loro produttività, ndr).
“Di fatto – dice Turci – le decisioni di Operations&Maintenance possono tener conto anche del risvolto energetico. Per fare un esempio, esiste una specifica analisi di Asset Lifecycle Management che propone la valutazione sulla sostituibilità di uno specifico asset aziendale (ad esempio una pompa), tenendo conto di investimento iniziale, costi di normale operations durante l’arco di vita utile, costi di manutenzione, costi energetici e di dismissione, l’eventuale valore residuo, ecc. In questo caso, nella valutazione se sostituire o meno una certa apparecchiatura, si va a valutare anche la sua efficienza energetica e la proiezione di questa sua caratteristica nell’arco della vita residua della apparecchiatura stessa”.
“Potrebbe infatti accadere che il costo della sola inefficienza energetica sia talmente elevato da consigliare la sostituzione della apparecchiatura anche se perfettamente funzionante e con aspettativa di vita residua di moti anni”, asserisce Turci che spiega anche come specifici algoritmi appositamente predisposti consentano poi di trasformare gli eventuali risparmi di energia in riduzione di Co2 riversata nell’ambiente completando il quadro del punto di vista ambientale.
In altre parole, le soluzioni Infor agiscono nella direzione di aggiungere anche il cosiddetto “punto di vista energetico e ambientale”  alle normali altre valutazioni di costo/efficienza che normalmente si possono fare sui vari processi produttivi, logistici, manutentivi.
“Ovviamente, nelle varie applicazioni,  sono già stati sviluppati ad hoc tutta una serie di reports o indicatori di riferimento che aiutano l’azienda a fare le sue valutazioni e, alla fine, a prendere delle decisioni. Ecco quindi che l’approccio è già in parte “strutturato” e apporta un significativo vantaggio al cliente finale inteso come azienda”, conclude Turci.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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