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I supercomputer che studiano i cambiamenti climatici

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I supercomputer che studiano i cambiamenti climatici

30 Mar 2009

di Stefania Chines

Il Cmcc (Centro Euro-Mediterraneo per i cambiamenti climatici) è una struttura di ricerca scientifica che studia la variabilità climatica, le sue cause e le sue conseguenze, attraverso simulazioni con modelli globali del sistema terra e con modelli regionali dell’area euro-mediterranea. Di recente, nella sede di Lecce è stato inaugurato il Centro di Supercalcolo, dove due supercalcolatori di ultima generazione, dotati di un’elevata capacità di elaborazione, possono essere definiti il cuore di una rete di tecnologie avanzate che serviranno a realizzare scenari sul futuro dei cambiamenti climatici.
Uno dei due calcolatori è un Ibm Power 6, dotato di circa 1.000 processori capaci di erogare una potenza di calcolo complessiva di 18 Tflops; l’altro, un Nec SX-9/112M7 contiene 112 processori, ma riesce a erogare una potenza di calcolo pari a 11,47 TFlops. La potenza di calcolo totale complessiva in dotazione al centro è quindi pari a circa 30 TFlops, ossia ben 30.000 miliardi di operazioni al secondo. Per soddisfare le importanti esigenze di archiviazione è stata inoltre acquisita una Tape Library da 1,5 PBytes con un throughput di 1.800 Mbps.
L’attività del Cmcc è articolata su una sede centrale, quella di Lecce, e cinque sedi periferiche (Bologna, Capua, Milano, Sassari e Venezia) in cui sono distribuite tutte le funzioni dell’intera filiera degli studi sui cambiamenti climatici e alle quali fanno capo le sei divisioni scientifiche del Centro (Calcolo Scientifico e Operazioni, Applicazioni numeriche e scenari, Valutazione Economica degli Impatti e delle Politiche dei Cambiamenti climatici, Impatti al Suolo e sulle Coste, Impatti sull’Agricoltura, Foreste ed Ecosistemi Naturali e Terrestri, Formazione, Documentazione e Divulgazione). Ciascuna Divisione scientifica opera sui propri progetti di ricerca avvalendosi delle competenze e delle conoscenze che provengono dagli altri nodi dove lavorano informatici (che si occupano delle complesse operazioni di calcolo e della condivisione dei dati grazie a supercomputer di ultima generazione), fisici (che disegnano gli scenari futuri), esperti che si occupano di valutare e analizzare gli impatti degli scenari realizzati sulle economie, sulla biosfera, sull’agricoltura, sulle coste e sui mari.

Stefania Chines

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